Il 2025 è stato un anno “decisivo” per Tim, ha spiegato il ceo Pietro Labriola nella conference call sui conti preliminari, sottolineando che strategia e risultati del gruppo sono pienamente coerenti. Per il 2026, il management ha confermato che tornerà pienamente operativa la politica di remunerazione degli azionisti, con un buyback fino a 400 milioni, un raggruppamento azionario 1:10 e un dividendo di circa 0,5 miliardi, pari al 70% del flusso di cassa disponibile, che sarà pagato nel 2027. Labriola ha aggiunto che le sinergie con Poste Italiane, seppur in corso di definizione, non avranno impatti significativi sui conti 2026, ma rappresentano un tassello importante della strategia a medio termine.
Il titolo Tim ha vissuto una mattinata altalenante: dopo un avvio in rosso con un calo di circa il 4%, ha recuperato terreno dopo la call con gli analisti, passando sopra la parità e attestandosi a +0,32%
Labriola: 2025 senza precedenti e governance
“Il 2025 è stato un altro passo decisivo nel percorso per rendere Tim un’azienda ‘normale’, operativamente disciplinata, strategicamente coerente e finanziariamente prevedibile”, ha dichiarato Labriola. “Nel 2025 abbiamo raggiunto i nostri obiettivi per il quarto anno consecutivo, rafforzando la nostra reputazione in termini di risultati e credibilità sul mercato”.
“Continuiamo a scommettere sul consolidamento, sono d’accordo con Mario Draghi – ha aggiunto Labriola -. Dobbiamo cercare di farlo cogliendo l’opportunità ora della sovranità digitale del cloud”. “Se si vuole essere sostenibili – ha precisato – bisogna attuare il consolidamento del mercato, l’approccio risulta più razionale, ma non dico qualcosa di diverso rispetto a quello che succede in Francia, Spagna, nel Regno Unito è già successo. L’unico modo per recuperare redditività è un consolidamento di mercato”.
Guardando al futuro, il ceo ha aggiunto: “L’esecuzione del piano proseguirà con coerenza e disciplina, grazie anche ad una governance che ha dato maggiore stabilità. Guardando oltre il 2026, il meglio deve ancora venire”.
Capital Market Day e piano strategico
Il nuovo Capital Market Day è previsto nella seconda metà dell’anno: “Dopo l’estate, avremo piena visibilità sui principali sviluppi chiave, incluso il raggruppamento azionario, l’accordo con Fastweb+Vodafone e la partnership con Poste”.
Per quanto riguarda le sinergie con Poste, Labriola ha chiarito: “Non prevediamo un contributo sostanziale dalle sinergie con Poste Italiane nel 2026”. La partnership include l’accordo per l’utilizzo della rete Tim da parte di PosteMobile e altre iniziative congiunte. A regime, queste sinergie potranno generare circa 50 milioni di euro di ebitda aggiuntivo, ma, come sottolineato dal ceo, “non sono attesi impatti nei conti 2026”.
Ran sharing Fastweb+Vodafone
Sul Ran sharing tra Fastweb+Vodafone e Tim, annunciato a gennaio 2026, Labriola ha spiegato: “Si attende il via libera dell’Agcom e ci aspettiamo nel 2029 di avere risparmi. Condivideremo una serie di costi, anche quelli energetici”. L’ad ha sottolineato che l’operazione produrrà risultati a lungo termine e che “nessun impatto sostanziale è previsto nei conti 2026, salvo autorizzazione dell’autorità di vigilanza”.
Divisioni e performance operative
Labriola ha illustrato l’andamento delle divisioni: “Tim Consumer si conferma resiliente in un contesto ancora competitivo, con un Arpu del 5,1% per il fisso e dello 0,4% per il mobile. Tim Enterprise ha messo a segno una solida crescita, sostenuta dal Cloud, che contribuisce per circa il 42% ai ricavi della divisione. Tim Brasil conferma la sua eccellenza operativa e una crescita redditizia, con un approccio incentrato sul valore”.
Quanto a Timvision, il ceo ha ricordato: “Dopo l’accordo per Hbo Max, Timvision si conferma la piattaforma più completa in termini di contenuti sul mercato italiano”.
Canone non dovuto e posizione finanziaria
Il cfo Piergiorgio Peluso ha spiegato: “Il risarcimento di circa un miliardo, contabilizzato sotto la voce redditi vari per il 2025, non si riflette nella posizione di fine esercizio”. L’incasso è stato anticipato tramite operazione con le banche: “I relativi proventi sono stati contabilizzati temporaneamente come debito finanziario”. L’impatto positivo si materializzerà nel 2026: “Quando il governo procederà al versamento di quanto dovuto”.
Raggruppamento azionario, buyback e dividendo
Il cfo ha illustrato il raggruppamento azionario 1:10, che sarà proposto all’assemblea di metà aprile: “Questa scelta dovrebbe ridurre la volatilità del corso azionario e ampliare la base azionaria potenziale”.
In parallelo, Tim tornerà a remunerare gli azionisti con un buyback pari fino al 50% dei proventi della cessione di Sparkle e con un pagamento in contanti fino a 0,7 miliardi agli azionisti di risparmio in relazione alla conversione delle azioni: “Il completamento è previsto entro fine maggio 2026”, ha precisato Peluso.
Sul tema, il ceo ha aggiornato sul closing di Sparkle: “Siamo in attesa dell’approvazione per due Paesi, ma siamo fiduciosi di avere l’approvazione entro fine aprile. Si tratta di una questione di tempo, non abbiamo dubbi che l’operazione venga completata. Siamo pronti per la notifica finale, il processo è sotto controllo”.
Labriola ha poi confermato il dividendo previsto per il 2026: “È previsto un dividendo di circa 0,5 miliardi, corrispondente al 70% dell’Equity Free Cash Flow post leasing, al netto del canone di concessione e dei dividendi alle minoranze di Tim Brasil. Il pagamento avverrà nel 2027”.
