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Inchiesta Mps-Mediobanca: Stefano Di Stefano (dirigente Mef) indagato per insider trading

Stefano Di Stefano, dirigente del Mef e consigliere di Mps, è indagato per insider trading per l’acquisto di azioni per circa 100mila euro durante l’opas su Piazzetta Cuccia, con un guadagno di alcune migliaia di euro

Inchiesta Mps-Mediobanca: Stefano Di Stefano (dirigente Mef) indagato per insider trading

L’inchiesta milanese sul risiko bancario si allarga: tra gli indagati ora figura anche Stefano Di Stefano, alto dirigente del ministero dell’Economia e delle Finanze e consigliere di Mps dal 2022. Già sotto la lente c’erano Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri e, in concorso, Luigi Lovaglio, accusati di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza.

Mps-Mediobanca: chi è Stefano Di Stefano e perché è finito sotto indagine

Di Stefano guida la direzione “Partecipazioni societarie” del Tesoro, incarico che comprende anche la gestione della quota della banca senese, oggi pari al 4,8%. Il suo nome era già comparso nelle intercettazioni relative al presunto accordo tra il costruttore romano, il presidente di Delfin e il ceo di Mps nella scalata a Piazzetta Cuccia.

Secondo le agenzie di stampa, l’indagine è nata dall’analisi del cellulare di Di Stefano, sequestrato lo scorso novembre dalla Guardia di Finanza, che ha permesso di ricostruire conversazioni e movimenti finanziari nell’ambito del caso sul risiko bancario. Dall’esame dei dati sarebbe emerso che il dirigente avrebbe acquistato azioni di Mediobanca e Mps per circa 100mila euro a cavallo dell’offerta pubblica di scambio della banca senese sull’istituto milanese, alimentando così i sospetti dei pm milanesi. Grazie al suo ruolo nel cda di Rocca Salimbeni, il dirigente avrebbe avuto accesso a informazioni riservate già nella primavera 2025. L’acquisto sarebbe stato realizzato tramite un intermediario finanziario.

Tra le telefonate finite all’attenzione degli inquirenti c’è quella con Alessandro Tonetti, vicedirettore di Cassa Depositi e Prestiti, non indagato. Secondo quanto riportato, il dirigente sottolineava come la banca stesse facendo il possibile per proteggere il ceo (all’epoca Alberto Nagel) e adottasse un approccio “molto antigovernativo”.

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