Nessuna novità oggi dalle banche centrali del vecchio continente. Sia la Banca centrale europea sia la Bank of England hanno lasciato i tassi invariati. Nell’Eurozona il tasso sui depositi resta dunque al 2%, il tasso sui rifinanziamenti principali rimane al 2,15%, quello sui prestiti marginali al 2,40%.
La BoE, da parte sua, ha mantenuto i tassi d’interesse nel Regno Unito invariati al 3,75%. Una decisione che arriva sulla scia del dato di chiusura sull’inflazione annuale del 2025, fissato di recente al 3,4%, in ascesa, oltre la media del G7.
Bce nel segno della prudenza
Continua la lunga pausa della Bce che per la quinta riunione consecutiva sceglie all’unanimità di non toccare i tassi. L’ultima sforbiciata risale al giugno del 2025, ormai otto mesi fa. D’altronde i dati pubblicati ieri hanno mostrato che l’inflazione nell’area dell’euro è scesa all’1,7% a gennaio, il livello più basso dal settembre 2024, mentre l’inflazione core è scesa inaspettatamente al 2,2%, ai minimi dall’ottobre 2021. Inoltre, l’economia dell’area euro nel 2025 ha registrato una crescita dell’1,5%, dopo il +0,9% del 2024, superando la proiezione della Commissione Europea che parlavano di un aumento dell’1,3%.
Per il Consiglio direttivo non c’è dunque motivo di intervenire sullo status quo. “La valutazione aggiornata” della situazione macroeconomica, si legge nel comunicato diffuso al termine della riunione, “conferma nuovamente che l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2% a medio termine”.
“L’economia continua a mostrare buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale – prosegue la nota -. Il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci del settore privato, l’esecuzione graduale della spesa pubblica per difesa e infrastrutture, insieme agli effetti favorevoli derivanti dalle passate riduzioni dei tassi di interesse, stanno sostenendo la crescita. Al tempo stesso, le prospettive sono ancora incerte, soprattutto a causa dell’indeterminatezza delle politiche commerciali e delle tensioni geopolitiche in atto a livello mondiale”.
Il board dell’Istituto di Francoforte si dice dunque “determinato ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine”. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio direttivo usa la solita formula, confermando ancora una volta che seguirà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi, spiega la nota della Bce.
Lagarde: “Dollaro ai minimi, ma cambio con l’euro nella media storica”
Con i membri del Consiglio Bce, nella riunione fra ieri e oggi, “abbiamo discusso” del cambio euro/dollaro e “abbiamo osservato collettivamente che il dollaro si è deprezzato dal marzo scorso” mentre “dall’estate 2025 fluttua in un range”. La conclusione – ha detto Lagarde – è stata che “l’impatto dell‘apprezzamento dell’euro è già incorporato nelle nostre stime centrali” e che “il range attuale del cambio è perfettamente in linea con la media complessiva da quando esiste l’euro”.
“Direi che siamo ben posizionati e che l’inflazione è ben posizionata”, ha affermato ancora Lagarde ribadendo la formula usata nei mesi scorsi sui tassi al 2%, nonostante il calo dei prezzi a gennaio che aveva fatto pensare ci sarebbe stata una diversa formulazione. “Non possiamo essere ostaggio di un singolo dato sull’inflazione”, ha aggiunto. “Guardando al target di medio termine siamo al 2% sul 2027 e il 2028”, ha concluso.
Dopo aver sottolineato “l’indeterminatezza delle politiche commerciali e delle tensioni geopolitiche in atto a livello mondiale”, in particolare la guerra della Russia in Ucraina e commerciali, la numero uno dell’Eurotower ha affermato: “Una ripresa dell’incertezza e ulteriori frizioni commerciali potrebbero pesare sulla domanda”. “I rischi per l’inflazione e la crescita sono in larga misura bilanciati”, ha evidenziato ancora, ammettendo però che il range dei rischi non si è ridotto.
Lagarde: “Invieremo ai leader una check list per le riforme”
Nel corso della conferenza stampa, Lagarde ha affermato che “nell’attuale panorama geopolitico il Consiglio direttivo sottolinea l’urgente necessità di rafforzare l’area dell’euro e la sua economia”. La numero uno dell’Eurotower ha inoltre definito “di importanza cruciale promuovere ulteriormente l’integrazione dei mercati dei capitali, portando a compimento l’unione dei risparmi e degli investimenti e l’unione bancaria, secondo una tabella di marcia ambiziosa, nonché adottare in tempi rapidi il regolamento relativo all’istituzione dell’euro digitale”.
“Tra una settimana i leader si riuniranno per esaminare la competitività, le riforme e, si spera, per accelerare il processo… quello che abbiamo deciso di fare in vista della riunione del 12 febbraio del Consiglio Ue è stato di fornire ai leader la nostra check list“, ha anticipato la presidente della Bce, spiegando che “la invierò quindi a ciascun leader dell’Unione europea, al presidente della Commissione europea e al presidente del Consiglio europeo. Questa è la nostra check list di ciò che riteniamo molto probabilmente in grado di rafforzare la crescita, migliorare la produttività e liberare davvero il talento dell’Europa”.
“Non stiamo puntando oltre le nostre competenze – ha poi chiarito – ma abbiamo una posizione che si tratti dell’Unione del risparmio e degli investimenti, dell’euro digitale, dell’approfondimento del mercato unico, della promozione dell’innovazione e della tutela di un’autonomia strategica aperta, oppure della semplificazione della legislazione e del rafforzamento del quadro istituzionale di base. Su questi cinque ambiti abbiamo una posizione. Non possiamo realizzare tutto: noi realizziamo la politica monetaria e garantiamo il rispetto del nostro mandato. Ma riteniamo con forza che riforme significative debbano essere approfondite o accelerate per consentire di esprimere il potenziale dell’Europa. È qualcosa che ho ritenuto opportuno menzionare”.
Lagarde: “Conosco Warsh, la sua nomina è benvenuta”
Rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla nomina del nuovo governatore della Fed, Lagarde ha detto: “Conosco Kevin Warsh da molto tempo, fin dai tempi della grande crisi finanziaria quando ero ministro finanziario e la sua nomina è benvenuta“.
BoE divisa sulla politica monetaria
Il Comitato di politica monetaria della Bank of England ha votato a maggioranza (5 voti contro 4) per mantenere il tasso bancario di riferimento al 3,75%. Quattro membri hanno votato a favore di una riduzione di 0,25 punti percentuali, portandolo al 3,5%. La decisione era ampiamente attesa, anche senon ci aspettava una maggioranza risicata.
“La politica monetaria – si legge in un comunicato della BoE – è stata impostata in modo da garantire che l’inflazione Cpi non solo raggiunga il 2%, ma rimanga sostenibile a tale livello nel medio termine, il che comporta un bilanciamento dei rischi connessi al raggiungimento di tale obiettivo. La restrittività della politica è diminuita, poiché il tasso bancario è stato ridotto di 150 punti base dall’agosto 2024. Sulla base delle attuali evidenze, è probabile che il tasso di sconto venga ulteriormente ridotto” ma “l’entità e la tempistica di un ulteriore allentamento della politica monetaria dipenderanno dall’evoluzione delle prospettive di inflazione”.
“Sebbene attualmente superiore all’obiettivo del 2%,l’inflazione Cpi dovrebbe tornare intorno all’obiettivo a partire da aprile, grazie all’andamento dei prezzi dell’energia, anche alla luce del Bilancio 2025″, continua la Banca d’Inghilterra che ha anche ridotto le sue previsioni di crescita per il 2026 allo 0,9%, rispetto all’1,25% precedente, e per il 2027 all’1,5%, rispetto all’1,6%. Per il 2028 la BoE si aspetta una crescita dell’1,9%, dato superiore alla precedente previsione (1,8%).
(Ultimo aggiornamento: ore 16.15 del 5 febbraio).