C’è il rosso Ferrari, ma a colpire subito è il bianco, scelto per fare spazio al principale sponsor HP. Domina l’abitacolo, richiama la storica 312 e racconta, più di mille parole, un nuovo inizio. La SF-26 HP si presenta così: ricca di sponsor, carica di significati, nella stagione che segna la più grande rivoluzione regolamentare della Formula 1 moderna. Per la Scuderia di Maranello non è una semplice presentazione, ma l’ennesimo anno zero, quello in cui la speranza dei tifosi torna a intrecciarsi con l’urgenza di risultati che mancano da troppo tempo.

La Ferrari entra nella nuova era della Formula 1 con il compito di riscattare un 2025 deludente, in un contesto tecnico completamente ridisegnato tra aerodinamica, telaio e power unit. Il nuovo equilibrio imposto dal regolamento 2026 cambia profondamente il modo di progettare e sviluppare una monoposto, ridefinendo strategie e priorità tecniche. Una sfida complessa, che la Scuderia ha deciso di affrontare con un profilo basso e con un lavoro costruito lontano dai riflettori, prima di affidare la SF-26 alle sapienti mani di Charles Leclerc e Lewis Hamilton.
“Questa vettura è il risultato di un grande lavoro di squadra e segna l’inizio di un percorso completamente nuovo costruito attorno a regolamenti diversi che pongono tutti di fronte a una sfida estremamente stimolante” sono le prime parole del team principal Fred Vasseur, “il team è allineato e più unito che mai in vista della stagione che ci attende. Dalla prossima settimana a Barcellona cominceremo il lavoro di comprensione e validazione della vettura. In questa prima fase la priorità sarà imparare quanto più possibile e iniziare a costruire basi solide sulle quali lavorare in vista dell’inizio della stagione”.
Ferrari SF-26: una rivoluzione tecnica che cambia tutto
La SF-26 è la 72ª monoposto della Ferrari nella storia del Mondiale di F1 e nasce all’interno di un quadro regolamentare completamente rinnovato, che ha imposto una revisione profonda dell’architettura della vettura. Il nuovo ciclo tecnico abbandona l’effetto suolo a favore di un’impostazione aerodinamica differente, con superfici più pulite e una filosofia progettuale orientata alla riduzione del peso e a una maggiore efficienza complessiva, in linea con gli obiettivi fissati dalla Formula 1 per il 2026.
In un contesto così radicalmente cambiato, il 2026 rappresenta molto più di una semplice stagione di transizione. È un cambio di paradigma che costringe tutti a ripensare certezze e gerarchie. La Ferrari ha scelto di affrontarlo con discrezione, lasciando filtrare poche informazioni e rinviando ogni giudizio al confronto diretto in pista.
Sul piano tecnico, la SF-26 nasce con l’obiettivo di correggere alcune criticità emerse nelle ultime stagioni, a partire dalla gestione degli pneumatici e dalla perdita di aderenza nelle condizioni più complesse. Il focus è stato posto sulla dinamica del veicolo, ambito nel quale il direttore tecnico Loïc Serra ha guidato il lavoro degli ingegneri per costruire una piattaforma meccanica più stabile, prevedibile e coerente nelle risposte.
In questa direzione si inserisce anche la scelta di adottare lo schema push rod sia all’anteriore sia al retrotreno, una soluzione pensata per garantire continuità di comportamento e ridurre quelle reazioni improvvise che in passato hanno spesso penalizzato la monoposto.
Leclerc e Hamilton, la coppia della speranza
Le speranze dei Tifosi sono ancora una volta riposte in Charles Leclerc, all’ottavo anno in rosso, e nel pluricampione Lewis Hamilton, alla sua seconda stagione a Maranello, la prima costruita anche secondo le sue indicazioni tecniche. Due profili diversi, due storie opposte, un’unica necessità: avere finalmente una macchina costante, comprensibile e competitiva in ogni condizione.
Il digiuno pesa. Il titolo piloti manca dal 2007, quello costruttori dal 2008. Numeri che raccontano un’attesa infinita per una scuderia che resta un unicum nella storia della Formula 1: presente in tutte le edizioni del Mondiale, capace di collezionare 15 titoli piloti, 16 costruttori, 248 vittorie e 836 podi. Ma il passato, a Maranello, non basta più.
Il Mondiale 2026 e la corsa ai favoriti
La caccia è aperta e i riferimenti non mancano. Tutti guardano alla Mercedes, indicata come la grande favorita della nuova era, forte di precedenti storici che parlano chiaro quando i motori cambiano volto. I rumors circolati negli ultimi mesi e una line-up ambiziosa alimentano l’idea che il team tedesco possa partire davanti a tutti.
Subito dietro si muove la Red Bull Racing, sospinta dal talento di Max Verstappen e da un progetto che, nonostante le incognite legate a una profonda ristrutturazione interna, resta costruito per vincere. Il debutto del motore prodotto internamente rappresenta un rischio calcolato, ma anche una possibile arma in più.
Se i propulsori Mercedes e Honda dovessero confermarsi al vertice, la platea dei protagonisti potrebbe allargarsi. La McLaren appare la più solida, forte di un ciclo vincente già avviato e di un Lando Norris campione del mondo e rinvigorito. Più indietro, ma pronte a inserirsi, restano Williams, Aston Martin, del mago Adrian Newey, e Alpine, ciascuna con ambizioni e limiti ancora da verificare sul campo. Il 2026 è anche l’anno delle nuove sfide, con l’ingresso di Cadillac e il debutto ufficiale di Audi. Per la casa americana l’obiettivo principale resta quello di fare esperienza e costruire basi solide, mentre per il marchio dei quattro anelli, guidato da Mattia Binotto, l’ambizione è più alta, dopo i segnali incoraggianti mostrati nel percorso di avvicinamento al nuovo regolamento.
Ferrari, il grande punto interrogativo
Come ogni inverno, la Ferrari resta l’incognita più affascinante. Nessuna promessa roboante, nessuna fuga di notizie rilevante, solo la consapevolezza che la SF-26 potrebbe addirittura presentarsi in due versioni diverse durante l’anno. Sul motore, invece, il silenzio è quasi totale. È il segnale di un lavoro metodico o semplicemente l’assenza di soluzioni davvero dirompenti? Lo si capirà molto presto.
La SF-26 non promette miracoli, ma chiede fiducia. Ai piloti, chiamati all’arduo compito di guidarla costantemente al limite. Ai tifosi, che da quasi vent’anni aspettano di poter credere davvero che sia l’anno buono.

Il calendario del Mondiale 2026, una stagione lunghissima
Il Mondiale 2026 scatterà in Australia l’8 marzo e si concluderà ad Abu Dhabi dal 4 al 6 dicembre, al termine di una stagione lunga e senza respiro. Un calendario che metterà alla prova continuità, affidabilità e capacità di sviluppo lungo tutto l’arco dell’anno.
Il calendario completo
- GP Australia – 6-8 marzo
- GP Cina – 13-15 marzo (Sprint)
- GP Giappone – 27-29 marzo
- GP Bahrain – 10-12 aprile
- GP Arabia Saudita – 17-19 aprile
- GP Miami – 1-3 maggio (Sprint)
- GP Canada – 22-24 maggio (Sprint)
- GP Monaco – 5-7 giugno
- GP Spagna – 12-14 giugno
- GP Austria – 26-28 giugno
- GP Gran Bretagna – 3-5 luglio (Sprint)
- GP Belgio – 17-19 luglio
- GP Ungheria – 24-26 luglio
- GP Olanda – 21-23 agosto (Sprint)
- GP Italia – 4-6 settembre
- GP Madrid – 11-13 settembre
- GP Azerbaigian – 25-27 settembre
- GP Singapore – 9-11 ottobre (Sprint)
- GP Stati Uniti – 23-25 ottobre
- GP Messico – 30 ottobre – 1° novembre
- GP Brasile – 6-8 novembre
- GP Las Vegas – 19-21 novembre
- GP Qatar – 27-29 novembre
- GP Abu Dhabi – 4-6 dicembre
Ferrari SF26: il video della presentazione

