Con la revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), sancita dalla legge di Bilancio 2026 e concordata con il ministero dell’Università e della Ricerca, prende forma un nuovo intervento strategico sul fronte degli alloggi per studenti. L’attuazione dell’investimento viene affidata a Cassa depositi e prestiti, che oggi ha pubblicato l’avviso per la realizzazione di nuovi posti letto destinati alla popolazione universitaria.
L’operazione rientra nel nuovo investimento Pnrr denominato “Fondo per gli alloggi destinati agli studenti”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation Eu, con una dotazione complessiva di 599 milioni di euro. L’obiettivo è raggiungere entro il 15 maggio 2027 quota 60 mila alloggi complessivi, sommando i risultati del bando Cdp e di quello già avviato dal ministero nel 2024.
Candidature al via: tempi, scadenze e platea dei beneficiari
Il bando si rivolge a soggetti pubblici e privati. Le domande potranno essere presentate attraverso il servizio telematico dedicato a partire dal 20 gennaio, dalle ore 12, e resteranno aperte fino all’esaurimento delle risorse disponibili, comunque non oltre il 29 giugno 2026. I soggetti ammessi dovranno trasmettere a Cdp l’atto d’obbligo entro il 15 luglio 2026, impegnandosi a rispettare tutte le condizioni previste.
Gli interventi per la realizzazione o messa a disposizione dei posti letto dovranno concludersi entro il 15 maggio 2027. Solo dopo l’effettiva attivazione degli studentati, Cdp potrà procedere all’erogazione del contributo a fondo perduto, prevista entro il 30 giugno dello stesso anno.
Requisiti stringenti e contributi fino a 20 mila euro a posto letto
Ogni progetto dovrà prevedere almeno 18 nuovi posti letto per singola residenza e riguardare immobili situati nei capoluoghi di provincia sede di ateneo o nelle aree limitrofe. Centrale il tema dell’accessibilità economica: i gestori saranno chiamati a garantire tariffe inferiori di almeno il 15% rispetto ai valori medi di mercato e a riservare almeno il 30% dei posti agli studenti fuori sede capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, a condizioni ulteriormente agevolate.
La destinazione d’uso degli immobili dovrà rimanere prevalentemente dedicata all’housing universitario per un periodo minimo di 12 anni. Il contributo pubblico potrà arrivare fino a circa 20 mila euro per ciascun posto letto, configurandosi come leva rilevante per stimolare nuovi investimenti nel settore.
Governance, controlli e informazione agli operatori
Per le verifiche sugli immobili, Cdp si avvarrà del supporto di Fintecna e della Agenzia del demanio. Il vaglio delle domande e il controllo di ammissibilità saranno affidati a un Comitato di Investimento composto da cinque membri esterni: uno designato dal Ministero con funzioni di presidente e quattro indicati da Cdp, selezionati tra profili di elevata qualificazione professionale.
Le modalità operative del bando saranno illustrate anche attraverso un ciclo di webinar informativi. Il primo appuntamento è fissato per il 4 febbraio, mentre tutti i dettagli sono già disponibili sul sito istituzionale di Cassa depositi e prestiti.
Un passaggio chiave, in un momento in cui la pressione abitativa sugli studenti continua a rappresentare uno dei nodi strutturali del sistema universitario italiano.
