Paolo Conte è una delle figure più amate e riconosciute della canzone d’autore, acclamato nei più prestigiosi teatri del mondo — dal Blue Note di New York alla Philharmonie di Berlino, dall’Olympia di Parigi al Teatro alla Scala di Milano. In ogni forma della sua arte — musica, parole, immagini — emerge un tratto inconfondibile: uno stile unico, personale, fedele solo a se stesso.
La mostra con 143 lavori su carta in 70 anni di attività
È proprio questo spirito che anima la mostra, la più ampia mai realizzata, con 143 lavori su carta eseguiti in quasi sett’anni di attività, utilizzando tecniche diverse. Fin da giovane, Conte ha coltivato una profonda passione per l’arte visiva, formandosi come pittore e disegnatore. Dopo le esposizioni al Barbican Hall di Londra nel 2000 e in diverse città italiane fino al 2007, nel 2023 è stato invitato a esporre alla Galleria degli Uffizi, a conferma del suo legame autentico con l’immagine e la forma. Le opere in mostra conducono il visitatore al cuore della poetica contiana: un mondo elegante e malinconico, jazzato e ironico. Tra i pezzi più rari, “Higginbotham” (1957), tempera e inchiostro dedicata a uno dei primi grandi trombonisti jazz. Un’altra sezione centrale è dedicata a “Razmataz”, l’opera interamente scritta, musicata e disegnata da Conte, composta da oltre 1800 tavole. Ambientata nella Parigi degli anni Venti, “Razmataz” racconta, dietro la misteriosa scomparsa di una ballerina, l’arrivo in Europa della giovane musica americana, il jazz. Nelle parole di Conte, “un periodo carico di sensualità, di una immediata danzabilità che lo contraddistingue”. Completa il percorso una terza sezione di opere su cartoncino nero, in cui il Maestro si affida alla forza delle linee e dei colori, rendendo omaggio, con ironia e grazia, alla musica classica, al jazz, alla letteratura e alle arti figurative. Particolarità della mostra è anche il percorso espositivo, costruito secondo una sequenza scrupolosa e sorprendente, che riflette l’universo poetico di Paolo Conte. Un allestimento curato sotto la diretta supervisione del Maestro, capace di restituire al pubblico la sua autenticità, con un’unica raccomandazione: “Lasciare al pubblico la possibilità di immaginare con libertà massima.”
La mostra, con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, è realizzata da Fondazione Asti Musei, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Regione Piemonte e Città di Asti, in collaborazione con Arthemisia, Fondazione Egle e Paolo Conte e REA Edizioni Musicali, con il contributo della Fondazione CRT e il patrocinio della Provincia di Asti.
A curare l’esposizione è Manuela Furnari, saggista e autrice dei principali testi critici dedicati all’opera visiva di Paolo Conte.
In copertina: particolare dell’opera Squirrel, Uomo-Circo,1974 – Inchiostro nero e pennarelli policromi su cartaspessa, 24,5×16,7 cm
