Leonardo ha completato stamane il collocamento annunciato a sorpresa ieri sera di 2,6 milioni di azioni di Avio, pari al 9,4% del capitale sociale, per finanziare il pro-quota dell’aumento di capitale da 400 milioni di euro del gruppo aerospaziale. Dopo il piazzamento, la società guidata da Roberto Cingolani è scesa dal 28,7% al 19,3% del capitale di Avio e il pro-quota dell’aumento di capitale da finanziare a 77 milioni.
Il collocamento, realizzato attraverso una procedura di accelerated bookbuilding, è avvenuto a un prezzo pari a 37,50 euro per azione, con uno sconto dell’8,7% quindi rispetto al prezzo di chiusura di ieri 28 ottobre a 41,10 euro. L’incasso totale per Leonardo è di 97,5 milioni.
“L’effetto è sostanzialmente neutrale sulla posizione finanziaria netta di Leonardo”, commenta Equita che non vede nessuna implicazione per quanto riguarda il controllo, dato che su Avio vige il golden power.
Nell’ambito dell’operazione Leonardo ha assunto un impegno di lock-up della durata di 90 giorni, in relazione alle azioni residue detenute in Avio, in linea con la prassi di mercato. Intesa Sanpaolo, Jefferies e Morgan Stanley hanno agito in qualità di joint global coordinators e joint bookrunners.
Le risorse dell’aumento di capitale, da chiudere entro fine anno, serviranno a potenziare la capacità produttiva: l’80% sarà destinato alla realizzazione di una nuova fabbrica negli Stati Uniti nel campo della difesa (inizialmente con una capacità di produzione di carburante da aviazione di 700 tonnellate e 400 dipendenti, con possibilità di raddoppiare la capacità se la domanda lo richiederà), mentre il restante 20% supporterà nuovi investimenti in Italia per rafforzare i nostri impianti e l’integrazione con i fornitori.
Il titolo Avio, ieri crollato in borsa in chiusura dell’8,67% a 41,10 euro, stamane quota 39,00 euro con un ulteriore calo del 5,11%. Leonardo quota 51,02% in calo dell’1,43%.
Ieri Avio aveva comunicato i conti dei primi 9 mesi dell’anno con numeri da record. Il gruppo aerospaziale di Colleferro archivia il periodo gennaio-settembre 2025 con un portafoglio ordini di 1,86 miliardi di euro, in aumento del 7,8% rispetto a fine 2024, e ricavi netti a 351 milioni, in crescita del 26,3% su base annua. L’ad, Giulio Ranzo, nella call con gli analisti, ha ribadito che l’ebitda sarà “flat fino ad almeno il 2028”.