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Borse oggi in rialzo in attesa della Fed. Grandi mosse da Nvidia e Microsoft. Occhi anche a Leonardo e Stellantis. L’oro riprende quota

La tecnologia continua a dominare i mercati, come anche la difesa e le auto. Borse europee viste aprire sulla parità. A Piazza Affari occhi a Leonardo, Unicredit e Mediobanca

Borse oggi in rialzo in attesa della Fed. Grandi mosse da Nvidia e Microsoft. Occhi anche a Leonardo e Stellantis. L’oro riprende quota

È una di quelle giornate così dense di eventi che sarà difficile per gli investitori prendere una direzione. L’attesa è per la decisione della Fed di un taglio dei tassi di 25 punti base e per i conti trimestrali di grandi società negli Usa e in Europa. Una cosa però è certa: è ancora la tecnologia a dominare la scacchiera con imponenti mosse da parte di Nvidia e Microsoft. Ma anche Leonardo e Stellantis stanno muovendo pedine importanti. L’oro riprende quota con gli investitori che approfittano dei minimi. Borse asiatiche seguono in rialzo i progressimi commerciali di Trump. Borse europee viste aprire sulla parità.

Wall Street chiude in rialzo in attesa oggi della Fed e dei conti delle mega cap

Ieri tutti e tre i principali indici azionari statunitensi hanno registrato nuovi record in chiusura. A dominare la scena è stato ancora il settore tecnologico, guidato dalle azioni Nvidia, mentre tra gli investitori c’è ottimissmo per i conti trimestrali in agenda oggi di alcune megacap. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,3%, S&P 500 dello 0,2%; Nasdaq dello 0,8%.

Il Ceo di Nvidia, Jensen Huang, ha annunciato che l’azienda costruirà sette supercomputer per il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e ha detto di avere in programma ordini per 500 miliardi di dollari per i suoi chip di intelligenza artificiale. Le azioni di Nvidia hanno chiuso in rialzo del 5%, aggiungendo oltre 230 miliardi di dollari al valore di mercato e portando l’azienda sul punto di diventare la prima a valere 5 trilioni di dollari. Nvidia ha anche annunciato l’ingresso nel capitale di Nokia, la società di software per le reti telefoniche, con un investimento di 1 miliardo di dollari. In cambio delle azioni, la numero uno al mondo dei chip per l’AI avrà una quota del 2,9%. I chip di Nvidia saranno utilizzati per accelerare il software di Nokia per le reti 5G e 6G e Nvidia esplorerà modi per utilizzare la tecnologia dei data center di Nokia nella propria infrastruttura di intelligenza artificiale.

A dare impulso al mercato sono state anche le azioni Microsoft che hanno guadagnato il 2% dopo che la società ha raggiunto un accordo che consente a OpenAI di riconvertirsi in una società a scopo di lucro, assegnando a Microsoft una quota del 27% nel produttore di ChatGPT. In base al nuovo accordo, Microsoft otterrà una quota di OpenAI del valore di circa 135 miliardi di dollari, è scritto nel comunicato. Inoltre, Microsoft avrà accesso alla tecnologia della startup di intelligenza artificiale fino al 2032, compresi i modelli che hanno raggiunto il benchmark dell’intelligenza artificiale generale (AGI). Le azioni Apple hanno chiuso in rialzo solo dello 0,1%, dopo che nel corso della seduta l’azienda aveva superato per la prima volta i 4.000 miliardi di dollari di valore di mercato.

Stellantis ha annunciato un accordo con Nvidia, Uber e Foxconn nei robotaxi. Dopo l’annuncio, il titolo Stellantis quotato a Wall Street è balzato in avanti del +3,3%, chiudendo sui massimi da fine marzo. Stellantis progetterà, ingegnerizzerà e produrrà veicoli autonomi basati sui suoi veicoli commerciali leggeri (LCV) e sulle piattaforme STLA Small AV-Ready, integrando il software NVIDIA DRIVE AV per abilitare funzionalità di guida autonoma di Livello 4. NVIDIA fornirà il suo software NVIDIA DRIVE AV, incluse le funzionalità di parcheggio di livello 4 e di guida di livello 4 basate sull’architettura NVIDIA DRIVE AGX Hyperion 10. Foxconn collaborerà con Stellantis per l’integrazione di hardware e sistemi. Uber gestirà i servizi di robotaxi, espandendo la sua flotta con veicoli costruiti da Stellantis che integrano il software NVIDIA DRIVE AV.

Gli investitori sono ansiosi di conoscere i dettagli delle aziende in merito alla spesa per l’intelligenza artificiale. Microsoft, Alphabet e Meta sono attesi dopo il suono della campanella stasera: l’asticella è alta perché devono fornire numeri alti che giustifichino le alte valutazioni. Amazon.com Inc. e Apple Inc. pubblicheranno domani. Secondo i dati raccolti da Bloomberg Intelligence, il cosiddetto gruppo Magnifici Sette dovrebbe registrare una crescita degli utili del 14% nel terzo trimestre. Si tratta di una crescita degli utili pari a quasi il doppio dell’8% previsto per l’indice S&P 500 più ampio , ma si tratterebbe anche del ritmo più lento dal primo trimestre del 2023. In tutta questa situazione rosea continua per altro ad aleggiare il dubbio se il boom dell’intelligenza artificiale sia destinato a trasformarsi in una bolla oppure no. Qualsiasi segnale che la domanda stia diminuendo o che la spesa massiccia non stia dando i risultati previsti potrebbe innescare una corsa all’uscita dalle posizioni affollate nei titoli delle Big Tech.

Più in generale, con i risultati di 180 delle società S&P 500, si stima che gli utili del terzo trimestre siano aumentati del 10,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in rialzo rispetto alle stime precedenti per il trimestre, secondo i dati LSEG.

Stasera è anche attesa la decisione della Fed sui tassi, con il mercato che dà per scontato un taglio di 25 punti base. Gli investitori saranno ansiosi di conoscere i dettagli sulle prospettive dei tassi, soprattutto considerando che il governo statunitense è in lockdown da quasi un mese, ritardando la pubblicazione di dati economici cruciali e costringendo gli operatori a fare affidamento su comunicati stampa privati ​​e annunci aziendali. In particolare si attende da Powell indicazioni per un altro taglio anche a dicembre. Al centro dell’attenzione ci sarà anche la possibilità che la banca centrale annunci finalmente la fine del suo programma di riduzione del bilancio di lunga data , noto come quantitative tightening (QT).

Asia seguono in rialzo gli accordi commerciali di Trump

Le Borse asiatiche sono in rialzo, in scia dei guadagni di Wall Street e del procedere dei colloqui commerciali di Trump in Asia.

L’indice Nikkei di Tokyo è in rialzo del 2%. Poco mosso il cambio yen dollaro, a 152. Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha esortato il governo giapponese a dare alla propria banca centrale la possibilità di aumentare i tassi, per combattere la debolezza dello yen, una sollecitazione che contrasta con quel che la Casa Bianca sta dicendo da tempo alla Federal Reserve e anche con la politica della neo premier giapponese, sostenitrice di tassi di interesse bassi. A Tokyo Trump ha elogiato Sanae Takaichi, accogliendo con favore la sua promessa di accelerare il rafforzamento militare e firmando accordi sul commercio e sulle terre rare.

In Cina, l’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen è a +0,4%. Donald Trump intende abbassare i dazi che gli Stati Uniti hanno imposto sui prodotti cinesi a causa della crisi del fentanil e vuole discutere domani con il presidente cinese Xi Jinping del chip di intelligenza artificiale Blackwell, fiore all’occhiello della Nvidia. “Prevedo di abbassare le tariffe perché credo che ci aiuteranno a risolvere la situazione del fentanyl“, ha dichiarato Trump ai giornalisti sull’Air Force One mentre si recava in Corea del Sud. Trump ha detto di aspettarsi che Pechino “faccia qualcosa” e collabori direttamente con lui per affrontare la questione dell’esportazione dei precursori chimici fondamentali per la produzione del fentanil. Il Wall Street Journal ha riportato ieri che Trump stava valutando la possibilità di ridurre dal 20% al 10% i dazi sui prodotti cinesi in relazione al fentanil.

Trump, atterrato oggi in Corea del Sud per l’ultima tappa del suo viaggio in Asia, accolto con mazze da golf e corone d’oro si appresta a discutere di commercio, investimenti e pace con il presidente sudcoreano Lee Jae Myung nel corso di colloqui bilaterali. Lee gli conferirà anche il “Grande Ordine di Mugunghwa”, la più alta onorificenza del Paese. L’Indice Kospi è a +0,7%. SK Hynix guadagna il 5% dopo la presentazione dei dati del trimestre: l’utile è salito del 62% anno su anno. La società dei chip di memoria, ha rivelato di aver già venduto l’intera linea di prodotti per il prossimo anno.

Il dollaro australiano è salito dopo che i dati hanno mostrato che i prezzi al consumo interni sono aumentati al massimo negli ultimi due anni e mezzo nel trimestre di settembre, mentre un balzo sorprendentemente ampio dell’inflazione di fondo sembrava escludere un taglio dei tassi di interesse a breve termine.

I prezzi dell’oro sono saliti, con l’arrivo dei cacciatori di occasioni dopo che i lingotti erano scesi al minimo delle ultime tre settimane nella sessione precedente. L’oro spot è salito dello 0,7% a 3.977,30 dollari l’oncia dopo essere sceso al livello più basso dal 7 ottobre ieri. I futures sull’oro statunitense con consegna a dicembre hanno guadagnato lo 0,2%, attestandosi a 3.990,60 dollari l’oncia.

Borse europee viste aprire sulla parità. A Piazza Affari occhi a Leonardo, Unicredit e Mediobanca

Le borse europee dovrebbero aprire sulla parità. Future Euro Stoxx 50 +0,1%.

Leonardo. A sorpresa ieri ha annunciato che parteciperà all’aumento di capitale di Avio avviando un accelerated book building presso investitori istituzionali per vendere il 9,4% del capitale (detiene il 28% circa) del gruppo aerospaziale: 2,6 milioni di azioni per un controvalore di 107 milioni di euro. Con parte di questi proventi intende sottoscrivere l’aumento di capitale della società da 400 milioni. Al termine dell’operazione, Leonardo rimarrà con il 19% del capitale di Avio (periodo di lock-up di 90 giorni). In base alla partecipazione residua, destinerà circa 75 milioni per sottoscrivere pro quota la ricapitalizzazione.
Le risorse dell’aumento di capitale, da chiudere entro fine anno, serviranno a potenziare la capacità produttiva: l’80% sarà destinato alla realizzazione di una nuova fabbrica negli Stati Uniti nel campo della difesa (inizialmente con una capacità di produzione di carburante da aviazione di 700 tonnellate e 400 dipendenti, con possibilità di raddoppiare la capacità se la domanda lo richiederà), mentre il restante 20% supporterà nuovi investimenti in Italia per rafforzare i nostri impianti e l’integrazione con i fornitori. Il titolo Avio ieri è crollaro in borsa in chiusura dell’8,67% a 41,10 euro dopo che l’ad, Giulio Ranzo, nella call con gli analisti, ha ribadito che l’ebitda sarà “flat fino ad almeno il 2028”.

Mercedes-Benz. Il gruppo automobilistico tedesco ha archiviato il terzo trimestre con un utile netto di 1,19 miliardi, – 30,8% su base annua. A penalizzare i conti, il calo delle vendite in Cina e i dazi Usa. I ricavi sono diminuiti del 6,9% a 32,15 miliardi di euro.

Azimut – Barclays ha alzato il target price a 30,70 euro, dai precedenti 25,90 euro, giudizio Equalweight confermato.

Banche – L’Acri, in rappresentanza delle Fondazioni bancarie, e il Ministero dell’Economia hanno sottoscritto un addendum al protocollo d’intesa che prevede un innalzamento del vincolo all’esposizione del patrimonio dell’ente verso le banche conferitarie per tenere anche conto del forte apprezzamento dei titoli bancari negli ultimi anni.

Enel – I risultati dei primi 9 mesi del 2025 di Endesa hanno superato le aspettative (EBITDA a 4,22 mld di euro vs. 4,15 mld attesi; utile netto a 1,74 mld vs. 1,57 mld attesi)

Mediobanca – Il nuovo Cda targato Banca Mps ha nominato i vertici dell’istituto: Vittorio Grilli, ex JPMorgan ed ex ministro dell’Economia, alla presidenza, e Alessandro Melzi d’Eril nuovo Ceo.

Moncler – I ricavi sono diminuiti dell’1% nel terzo trimestre, a causa della debolezza dell’Europa e del Giappone, ma crescono gli introiti nelle Americhe. Intesa Sanpaolo ha alzato il target price a 64 euro, dai 61 precedenti, giudizio Buy confermato.

Stellantis dopo l’annuncio di collaborazione con Nvidia, Uber e Foxconn per esplorare lo sviluppo di un servizio di robotaxi.

Unicredit – Bnp Paribas sarebbe disposta a stipulare una partnership di gestione patrimoniale con UniCredit se l’istituto concludesse il proprio accordo di distribuzione con Amundi a metà del 2027. Lo ha detto Jean-Laurent Bonnafe, Ceo di Bnp Paribas. Amundi ha dichiarato di essere aperta a proseguire la partnership oltre 2027.

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