Condividi

Banner FIRSTonline

Dazi, la mano pesante di Trump si fa sentire sull’export italiano: ad agosto -21,2%. L’import invece è a +68,5%

La bilancia commerciale americana si sta riequilibrando nella direzione voluta da Trump, almeno per quanto riguarda l’Italia. Dal 1° ottobre scattano i dazi su farmaci e camion pesanti, mentre è stata posticipata al 14 ottobre la tariffa sui mobili

Dazi, la mano pesante di Trump si fa sentire sull’export italiano: ad agosto -21,2%. L’import invece è a +68,5%

I dati Istat non lasciano dubbi: i dazi di Trump si stanno già facendo sentire sulle esportazioni italiane. Mentre domani primo ottobre entrerà in vigore una nuova tornata di dazi appena sfornata dal presidente Usa, le aziende italiane iniziano a fare i conti. Ad agosto, proprio nel mese in cui è entrato in vigore l’accordo commerciale tra Donald Trump e l’Unione europea e le tariffe sono passate dal 10% al definitivo 15%, le esportazioni italiane dirette negli Stati Uniti ha visto un crollo del 21,2%, rispetto ad agosto 2024, quando il valore dei prodotti esportati negli Usa è stato pari a 66,4 miliardi di euro.

Non solo: i dati dell’Istituto di Statistica hanno mostrato anche un balzo delle importazioni dagli Stati Uniti verso l’Italia del 68,5%, probabilmente dovuto a un aumento delle scorte per timore di ritorsioni europee. Ciò significa comunque che la bilancia commerciale americana si sta riequilibrando nella direzione voluta da Trump, almeno per quanto riguarda l’Italia.

Nel mese di agosto, il saldo commerciale dell’Italia con i Paesi al di fuori dell’Unione Europea ha registrato un surplus di 1,777 miliardi di euro, in calo rispetto ai 2,794 miliardi dello stesso mese dell’anno precedente. Complessivamente le vendite di prodotti italiani all’estero sono scese del 7,7% rispetto ad agosto 2024, dopo due mesi di crescita, mentre le importazioni hanno subito una contrazione del 3,1%.

L’export ha colpito soprattutto i beni strumentali e di consumo

Oltre all’import positivo con gli Usa, si legge nel rapporto Istat che sono cresciute anche le importazioni dei Paesi del sud est asiatico (+13,6%), mentre sono scesi gli acquisti dal Regno Unito (-36,6%), dai Paesi Opec (-27,1%), dall’India (-9,7%), dalla Cina (-7,1%) e dai Paesi Mercosur (-5,8%).

Entrando nel dettaglio delle esportazioni, sono crollate anche quelle dalla Turchia (-26,1%). Nella variazione mensile si vede un calo dell’export di beni strumentali (-16,7%), beni di consumo durevoli (-9,4%) e non durevoli (-7,8%). Aumentano, invece, le esportazioni italiane di energia (+5,9%) e beni intermedi (+2,2%). L’Italia non è certo sola: si leggono nei dati forti cali delle esportazioni su base annua verso quasi tutti i principali paesi partner extra Ue27, con le sole eccezioni del Regno Unito (+4,9%) e della Svizzera (+4,7%).

Dazi: presto per trarre conclusioni

Allargando l’orizzonte ai primi otto mesi dell’anno le vendite nei Paesi esterni all’Unione restano in crescita dell’1,7%. Il presidente dell’Ice Matteo Zoppas parla quindi dui una sostanziale tenuta: “Aspettiamo i prossimi mesi per tirare le somme. Fino al raggiungimento di stabilità e certezza dobbiamo abituarci alla volatilità” e spiega: “Il dato di agosto va contestualizzato. Il commercio estero è soggetto a oscillazioni mensili, spesso legate a commesse eccezionali o strategie di magazzino le cui dinamiche sono state accentuate dai dazi. Gli effetti reali dell’accordo con gli Usa si misureranno nei prossimi mesi, quando il quadro sarà più stabile”.

L’effetto moltiplicatore del rafforzamento dell’euro

Ma non basta la mannaia dei dazi di Trump a pesare sulle esportazioni europee: a pesare ulteriomente è anche il forte apprezzamento dell’euro rispetto alle principali valute, di circa il 15% da inizio anno: rispetto al dollaro, ma anche verso la lira turca, la rupia indiana e il renminbi cinese: in sostanza un dazio aggiuntivo.

Da domani i nuovi dazi su farmaci e camion pesanti

Da domani, 1° ottobre, dovrebbe scattare la nuova tariffa, annunciata la scorsa settimana su prodotti farmaceutici brevettati e di autocarri pesanti. Invece ieri sera Trump è intervenuto con proclama presidenziale per illustrare alcune aggiunte e cambiamenti. Da una parte, chiamando in causa la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Trump detto voler imporre tariffe del 10% sul legname importato e dazi del 25% su mobili da cucina, mobili da bagno e mobili imbottiti: per questi ultimi per altro ha spostato la data da domani al 14 ottobre. Inoltre ha precisato ieri che per i paesi che non erano riusciti a raggiungere un accordo con gli Stati Uniti, i dazi sarebbero aumentati al 30% dal ​​1° gennaio per i prodotti imbottiti in legno e al 50% per i mobili da cucina e i mobili da bagno.

A partire da domani invece “imporremo dazi al 100% su qualsiasi prodotto farmaceutico di marca o brevettato, a meno che un’azienda non stia costruendo il proprio stabilimento di produzione farmaceutica in America”, ha scritto il tycoon sul suo social Truth, precisando che “la costruzione sarà definita come un cantiere in fase di avvio e/o di costruzione. Pertanto, non ci saranno dazi su questi prodotti farmaceutici se la costruzione è iniziata”. Invece per la Commissione europea l’accordo commerciale siglato con gli Stati Uniti prevede che la soglia massima di dazi sui farmaci europei sia del 15%.

L’Associazione europea delle industrie farmaceutiche (Efpia) teme “la situazione peggiore”, ha detto la direttrice generale, Nathalie Moll, all’Afp, osservando che queste tasse “aumentano i costi, interrompono le catene di approvvigionamento e impediscono ai pazienti di ottenere trattamenti vitali”. “L’Unione europea e gli Stati Uniti hanno già un accordo commerciale in vigore, ora dovrebbero continuare le discussioni su come l’Ue possa migliorare il suo sostegno ai costi della ricerca e sviluppo globale in modo da non danneggiare i pazienti nell’Ue e negli Stati Uniti”, ha aggiunto la manager.

Commenta