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Danone lascia la Russia: l’abbandono delle attività costa una svalutazione da un miliardo

Nei primi nove mesi del 2022 aveva portato a casa grazie alla divisione russa il 5 pct delle sue vendite nette. “Le condizioni operative sono estremamente tese in Russia e in Ucraina”

Danone lascia la Russia: l’abbandono delle attività costa una svalutazione da un miliardo

Anche il gigante francese dell’agroalimentare Danone abbandona il campo russo sebbene a carissimo prezzo: rinuncerà alla sua unità “prodotti lattieri e di origine vegetale (le Edp, Essential Dairy e Plant-based)” in Russia, che rappresenta la maggior parte della sua attività nel Paese, mantenendo soltanto per un periodo il comparto per la nutrizione infantile, ma ciò comporterà svalutazione nel bilancio per circa un miliardo di euro.
Lo dice in una nota della società che nei primi nove mesi del 2022 aveva portato a casa grazie alla divisione russa il 5% delle sue vendite nette.

Il titolo alla Borsa di Parigi quota in tarda mattinata oggi 48,50 euro in rialzo dell’1,71% controcorrente rispetto all’andamento negativo dell’ultimo anno (-16,7%).

Danone lascia la Russia: condizioni sono troppo tese

Danone era una delle poche multinazionali ad essere rimasta sul territorio russo dopo l’inizio della guerra in Ucraina a febbraio scorso. Il gruppo francese non ha dato informazioni circa il se e il quando di una possibile ripresa delle attività russe, nè a chi intende trasferire l’attività. L’operazione sarà sottoposta all’approvazione delle autorità competenti. Danone, che a luglio aveva parlato di “condizioni operative estremamente tese in Russia e in Ucraina”, ritiene che il ritiro rappresenti per i dipendenti e i consumatori “la miglior opzione per assicurare la continuità” dell’attività”.
Quello russo rappresenta il quinto mercato per il colosso francese per fatturato, con circa il 90% degli utili derivanti dalle vendite di prodotti lattiero-caseari e vegetali, ma ha un peso nettamente inferiore nei ricavi.

Danone in Russia a giugno contava 7.200 dipendenti

In occasione della scorsa semestrale, Danone aveva detto che voleva concentrare la produzione proprio sui prodotti essenziali di Edp, oltre che sugli alimenti infantili e medici, interrompendo invece le importazioni di tutti i prodotti Evian e Alpro e i nuovi investimenti in Russia.
Sempre secondo i dati di fine giugno, Danone contava quasi 7.200 dipendenti in Russia e operava in 13 siti di produzione, di cui 12 della divisione che vuole lasciare. Nel complesso, il valore delle attività immateriali e degli immobili, impianti e macchinari detenuti dalle filiali in Russia ammontava, rispettivamente, a 588 milioni di euro e 410 milioni di euro. Da qui la dichiarazione di oggi di una svalutazione massima di 1 miliardo di euro. Una volta conclusa, la transazione, che sarà soggetta alle approvazioni normative, comporterà il deconsolidamento delle attività di Danone Edp Russia.

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