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Mediaset ed Eni tengono a galla la Borsa

Piazza Affari in territorio positivo, anche se di poco, a metà seduta – Brillano Mediaset, in attesa di sviluppi con Vivendi, e i petroliferi grazie ai prezzi del greggio – Bene anche Fineco e A2a – In ribasso le banche, Cnh, Ferrari e Telecom Italia

Listini europei in equilibrio in una giornata ricca di dati macro.  A Milano l’indice Ftse Mib (+0,32%) è in lieve crescita sopra quota 22.400 punti grazie al rally dei titoli petroliferi. Il petrolio Brent sale dell’1,8% a 57,3 dollari il barile. A far risalire il prezzo sono i movimenti di truppe in Kurdistan. Il governo autonomo del Kurdistan  (Kurdistan Region Security Council) segnala che l’esercito iracheno si prepara ad occupare la zona petrolifera di Kirkuk.

A mettersi in luce sono Eni sale dello 0,9%, Saipem +0,7%, Tenaris +1,58%. Poco mosse Parigi e Madrid, Francoforte +0,09%. Londra arretra dello 0,2% circa.

Ad agosto il debito pubblico è sceso a 2.279,2 miliardi di euro, 21,3 miliardi di euro in meno rispetto al mese precedente. 

L’inflazione continua a segnare il passo. L’indice italiano dei prezzi al consumo ha registrato una variazione di -0,3% su mese e di +1,1% su anno. Anche dalla Germania non è arrivata nessuna sorpresa: per i prezzi al consumo è stato confermato un aumento medio annuo dell’1,8% e mensile dello 0,1%. Nel primo pomeriggio sarà annunciato il dato Usa.

Scendono i rendimenti delle obbligazioni a dieci anni. Bund a 0,42%, da 0,43% di ieri. Bono spagnolo 1,60%, da 1,62% di ieri. BTP a 2,08%, da 2,10% di ieri. Proseguono gli acquisti di titoli portoghesi, lo spread con il titolo tedesco scende sui minimi da inizio 2016 a 183 punti base.

Bloomberg scrive che la Bce ha intenzione di dimezzare, da gennaio, il QE, portandolo a 30 miliardi di euro al mese, da lasciare in vigore fino a settembre.

Prestazioni brillanti per alcune blue chips di Piazza Affari: si mette subito in luce Mediaset (+1,66%). UBS ha alzato la raccomandazione a Neutral, dal precedente Sell. Mondadori +3,87%. In Francia c’è aria di aggregazioni nel settore editoriale che potrebbero coinvolgere Segrate.

Campari invariata a 6,51 euro dopo aver toccato stamattina un nuovo record. In ribasso Telecom Italia (-0,46)%.  Oggi dovrebbe arrivare al consiglio dei ministri la proposta ministeriale di esercizio del Golden Power su Vivendi. In più sembra che il Partito Democratico voglia inserire nella legge di bilancio lo stop all’attuale sistema di fatturazione dei servizi telefonici, oggi basato su un arco temporale di 28 giorni. Il ritorno a 30 giorni si traduce indirettamente in un ridimensionamento del conto economico. 

Sale Atlantia +0,44%: la controfferta di Acs su Abertis non impressiona Banca Imi, ma il rischio è che la novità faccia slittare la conclusione di qualche mese. All’offerta del gruppo Benetton manca solo l’Ok dell’antitrust cileno.   

Il comparto bancario lascia sul terreno mezzo punto circa. Sale Banco Bpm (+0,5%) in attesa delle offerte su Popolare Vita, Cattolica e Covea avrebbero offerto circa 700 milioni di euro per circa il 60% di Popolare Vita. Bper Banca -58%.

Beni Stabili +1,32%, nonostante Goldman Sachs abbia tagliato a Sell la raccomandazione. 

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