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Zurich all’assalto di Beazley: no del consiglio, partita ancora aperta. Si accende il risiko assicurativo europeo

Beazley respinge l’offerta da 7,7 miliardi di Zurich, giudicata insufficiente dal board. Il gruppo svizzero valuta ora se rilanciare o ritirarsi, mentre il mercato guarda a prezzo, strategia e tempi dell’operazione

Zurich all’assalto di Beazley: no del consiglio, partita ancora aperta. Si accende il risiko assicurativo europeo

Il settore assicurativo europeo torna a scaldarsi. Zurich Insurance Group prova a fare il salto dimensionale nei rami specialty, ma per ora incassa un rifiuto. Il gruppo svizzero si è visto respingere l’offerta pubblica di acquisto da 7,7 miliardi di sterline su Beazley PLC, società di servizi finanziari inglese, giudicata non adeguata al valore e alle prospettive della compagnia. Una bocciatura secca, che però non chiude la partita e anzi rilancia il confronto su valutazioni, strategia e tempi del consolidamento.

Un’offerta che non convince il board

Il consiglio di amministrazione di Beazley ha detto no alla proposta in contanti da 1.280 pence per azione, definendola una sottovalutazione “significativa” del potenziale di lungo periodo del gruppo come società indipendente. Pesa anche il confronto con quanto successo precedentemente. L’offerta attuale è infatti inferiore a quella avanzata da Zurich a fine giugno dello scorso anno, pari a 1.315 pence per azione e a una valutazione complessiva di 8,4 miliardi di sterline, circa 2,4 volte il valore contabile tangibile al 31 dicembre 2024.

Beazley ha chiarito di aver interagito in modo strutturato con Zurich, fornendo anche informazioni limitate di due diligence nel tentativo di arrivare a una valutazione condivisa. Ma l’ultimo passo del gruppo svizzero non ha superato l’esame del board.

Cos’è Beazley e perché è contesa

Fondata nel 1986 e quotata a Londra, Beazley è uno dei principali operatori europei nelle assicurazioni e riassicurazioni specialistiche. Il gruppo opera nei rami a più alta complessità – dal cyber ai rischi finanziari, dal marine all’aviation – ed è presente nei Lloyd’s di Londra, uno snodo chiave del mercato globale dei rischi.

Negli ultimi anni Beazley ha costruito una reputazione di eccellenza nella sottoscrizione, con un combined ratio medio non scontato del 78% dal 2022, e ha rafforzato la propria leadership nel segmento cyber, considerato tra i più dinamici e redditizi del settore. È anche su questa combinazione di competenze, dati e posizionamento che si fonda l’interesse di Zurich e, più in generale, l’attenzione del mercato.

Il valore dell’indipendenza per Beazley e la strategia di Zurich

Alla base del rifiuto c’è una narrazione precisa. Beazley rivendica un track record di creazione di valore di circa il 2.200% per gli azionisti negli ultimi vent’anni e una politica di capitale definita prudente, che ha consentito di restituire oltre 2,5 miliardi di dollari agli azionisti nell’ultimo decennio, di cui 1,3 miliardi negli ultimi tre anni. Numeri che, secondo il board, non trovano pieno riconoscimento nell’offerta di Zurich.

Dal canto suo, il gruppo svizzero continua a considerare Beazley un tassello chiave per rafforzare la propria presenza nei rami specialty, coerentemente con la strategia di crescita annunciata agli investitori. La sostenibilità finanziaria dell’operazione è stata peraltro confermata da S&P Global Ratings, che ha ribadito il rating “AA” e l’outlook stabile, ritenendo gestibile un’eventuale acquisizione tramite una combinazione di liquidità, debito e nuove azioni.

Come vanno i titoli in Borsa

In Borsa la partita resta aperta. Dopo l’annuncio dell’offerta del 19 gennaio, Beazley ha messo a segno un rialzo di quasi il 30% e oggi scambia intorno a 1.131 pence, in progresso giornaliero di circa lo 0,7%, ma ancora sotto il prezzo proposto da Zurich: un segnale che il mercato continua a scommettere su un possibile rilancio senza darlo per scontato. Più cauta la reazione su Zurich, che tratta intorno a 590 euro, in calo di circa l’1,7%, con gli investitori che pesano il rischio esecuzione di un’operazione di grandi dimensioni.

Secondo Jefferies, il fatto che l’offerta attuale non sia la più alta presentata finora “riformula il dibattito”: accettare meno di 1.315 pence è difficile per il board britannico, ma un accordo resta possibile. Anche RBC osserva che l’interesse di Zurich ha messo in luce il forte posizionamento strategico di Beazley, aprendo potenzialmente la porta ad altri pretendenti.

Ora la palla torna a Zurich. Entro metà febbraio il gruppo dovrà decidere se formalizzare un’offerta definitiva o fare un passo indietro. La sensazione, nei corridoi della City, è che la partita non sia affatto chiusa: il prezzo resta il vero terreno di scontro e il tempo, come spesso accade nel risiko assicurativo, potrebbe giocare un ruolo decisivo.

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