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Vuelta: Yates cerca il trionfo sui terribili Pirenei

Valverde a 25” dalla maglia rossa resta il rivale più pericoloso del britannico ma anche Mas, Lopez, Kruiswijcke e lo stesso Quintana non sono fuori gioco – Ieri vittoria del belga Wallays che resiste al ritorno di Sagan e Viviani

Vuelta: Yates cerca il trionfo sui terribili Pirenei

A Lleida si concludeva la tappa più semplice e più piatta della Vuelta prima delle due frazioni sui Pirenei che decideranno la classifica finale di una corsa fin qui quanto mai incerta. Classifica immutata con Simon Yates in maglia rossa davanti a Valverde staccato di appena 25”, l’unica sorpresa di ieri è stata è venuta da due dei tre fuggitivi di turno che hanno resistito fino all’ultimo metro al ritorno del gruppo guidato dalle squadre dei grandi velocisti, favoriti d’obbligo della vigilia: la Quick-Step Floor di Elia Viviani (già vincitore di due tappe) e la Bora-Hansgrohe di Peter Sagan, l’iridato ancora a secco in questa Vuelta fino a compromettere la corsa alla maglia verde della classifica a punti dominata da Valverde.

Ha vinto il belga Jelle Wallays precedendo di un soffio il compagno di avventura, il norvegese Sven Erik Byström, che a sua volta precedeva di un altro soffio Sagan e Viviani con tutto il resto del plotone. L’ordine di arrivo – settima vittoria in questa stagione per Wallays – è l’unica cosa che resterà negli archivi della Vuelta di questa tappa: d’altra parte dopo l’indigestione di arrivi in salita e la tremenda due giorni che ancora attende i corridori era normale che non succedesse nulla di importante in questa 18esima frazione.

Ma già oggi con l’arrivo agli oltre duemila metri dell’Alto de Naturlandia, in cima al Col de la Rabassa, la Vuelta manderà in scena il primo dei due atti decisivi per certificare il definitivo padrone della corsa: un’ascesa finale lunga 17,5 km con una pendenza media del 6,3% ma con i primi km e gli ultimi del tracciato dalle impennate a due cifre.

Da sottolineare che vi si arriva dopo 140 km di strada in costante anche se lieve salita, un avvicinamento che potrebbe pesare sulle gambe dei corridori nel momento decisivo della tappa di oggi e magari anche in quella di domani, breve di appena 97 km ma con sei colli da superare, uno in fila all’altro senza mai un metro di pianura, in un impressionante carosello di montagne.

Si inizierà con la Comella (4,8 km al 6,5%), quindi il Col de Beixalis (10,1 km à 6,4 %), poi l’Ordino (11,4 km à 6,4 %), ancora il Beixalis (7,1 km à 7,6 %), di nuovo la Comella, infine l’arrivo in cima al Col de la Gallina (7,8 km à 7,6 %). Nel complesso circa 4mila metri di dislivello da domare. Ecco perché se Yates in maglia rossa , a tre giorni dalla passerella di Madrid, è il favorito più gettonato e Valverde il suo rivale più pericoloso, anche Mas (terzo a poco più di un minuto), Lopez, Kruijswijck e finanche Quintana, pur dopo tanti segnali negativi per il Condor colombiano, possono ritrovarsi protagonisti della sfida finale.

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