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Venerdì nero per oro e soprattutto argento, sale il petrolio, dollaro ai minimi ed effetto Warsh a due velocità sulle Borse

Pioggia di vendite sulle materie prime e in particolare sull’argento che scende sotto quota 100 dollari, ma petrolio in controtendenza. Dollaro ai minimi. La nomina di Warsh alla guida della Fed fa bene alle Borse europee ma non a Wall Street

Venerdì nero per oro e soprattutto argento, sale il petrolio, dollaro ai minimi ed effetto Warsh a due velocità sulle Borse

La settimana borsistica si chiude con il colpo di coda dei listini europei, mentre Wall Street è in rosso sulla notizia di questo venerdì nero per i mercati d’Oltreoceano (e anche per oro e argento): il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato il nuovo presidente della Federal Reserve, che succederà al “nemico giurato” Jerome Powell il prossimo mese di maggio. Si tratta di Kevin Warsh, un economista interlocutorio, “falco” ma non troppo, sicuramente fedelissimo alla Casa Bianca e più giovane presidente di sempre della banca centrale americana. Con Warsh insomma si cambierà registro, come vuole Trump, ma gli analisti non prevedono grandi scossoni nei mercati: il nuovo capo della Fed è considerato rispettato e credibile dagli operatori finanziari, grazie alla sua esperienza a Wall Street. I mercati stimano al massimo due ulteriori riduzioni dei tassi quest’anno, portando il tasso sui fondi federali intorno al 3%.

Effetto Warsh: venerdì nero a Wall Street

La nomina sarà ora sottoposta al Senato ma intanto, per ora, le Borse Usa non l’hanno digerita benissimo: mentre i listini dell’Europa occidentale chiudono i battenti, il Dow Jones perde mezzo punto percentuale, lo S&P 500 lo 0,4%, il Nasdaq Composite fa ancora peggio intorno allo 0,7%. Microsoft cede un altro 0,85% dopo il tracollo di ieri, Apple -1%, Amazon -0,6%, rimbalza invece Tesla col +4,7% dopo alcune sedute negative. Anche il dollaro Usa, in fase negativa da qualche giorno, marca male pure oggi, anche se nel cambio con l’euro recupera qualcosina ma rimanendo in zona 1,19 al cambio. Il venerdì nero innescato dall’effetto Warsh travolge anche gli indiscussi protagonisti delle ultime settimane se non mesi, cioè le commodities rifugio, quelle che gli investitori di tutto il mondo stanno acquistando per proteggersi dalle turbolenze.

Materie prime in sofferenza, a parte il petrolio

Oggi però non è così e l’oro perde di colpo il 7% difendendo a stento quota 5.000 dollari l’oncia (il valore è diminuito di 370 dollari l’oncia in una sola giornata). Ancora peggio fa l’argento che arriva a deprezzarsi di oltre il 17% rispetto a ieri scendendo sotto la soglia dei 100 dollari all’oncia. L’unica eccezione, per quanto riguarda le materie prime, è quella del petrolio, che però nemmeno è protagonista di una seduta trionfale: il Wti crude oil aggancia i 66 dollari al barile e il Brent scavalca quota 70 dollari. Attenzione anche al gas naturale che oggi segna +9%, mentre dando una occhiata veloce al panorama delle commodities crollano pure il platino -15%, il succo d’arancia -6,6%, il palladio -12%, male anche caffè -3,4% e zucchero -3,3%.

In rialzo Piazza Affari e le altre Borse europee

Passando invece sul versante europeo, giornata top per Piazza Affari che aggancia quota 45.500 punti guadagnando l’1% grazie soprattutto alle banche ma non solo. Tra i titoli migliori infatti ci sono Mediobanca +2,8% e Intesa Sanpaolo +2,1% ma anche campari +3% e Stellantis +2%. Unicredit +1,7%, Mps +0,7%, Banco Bpm +1,1%. Eni -1%: oggi l’Ad Claudio Descalzi ha incontrato a Tirana il premier Edi Rama, aggiornandosi sulle attività di Eni nel Paese, in particolare sulle attività esplorative con focus sul gas e sul permesso onshore Dumrea, nonché sulle attività legate alla transizione energetica. Soffre ancora la Difesa: il titolo peggiore del Ftse Mib è Fincantieri -4%, Leonardo invece poco sopra la parità. Le altre Borse europee: Parigi +0,6%, Francoforte +0,7%, Londra più fiacca +0,2%, exploit di Madrid +1,6%. Infine lo spread Btp Bund, che è ancora ampiamente sotto controllo ma vive una settimana non serenissima, chiudendo oggi intorno a quota 60 punti base, in lievissimo rialzo, anche se in realtà il rendimento del nostro titolo di Stato decennale diminuisce al 3,43%

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