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Ucraina, Meloni tira dritto: aiuti entro l’anno. Rutte difende la mediazione di Trump. La Nato? Resti un’alleanza difensiva

Guerra in Ucraina, in Europa nessun dubbio sul fatto che la Nato debba rimanere un’alleanza difensiva. Rutte difende la mediazione Usa, idem l’Italia con la premier Meloni che prorogherà per decreto gli aiuti militari a Kiev in un Cdm entro l’anno, dimostrando così di non voler subire condizionamenti dall’alleato leghista Salvini

Ucraina, Meloni tira dritto: aiuti entro l’anno. Rutte difende la mediazione di Trump. La Nato? Resti un’alleanza difensiva

La riunione ministeriale Esteri della Nato che si è tenuta ieri a Bruxelles ha mostrato una volta di più come l’Europa faccia fatica a svolgere un ruolo attivo nella crisi dell’Ucraina barcamenandosi tra il sostegno militare, la gestione degli asset russi congelati e nuovi pacchetti di sanzioni economiche .

Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha ribadito che il processo diplomatico in corso è guidato dagli Stati Uniti. “C’è solo una persona al mondo – ha detto Rutte – che è stata in grado di sbloccare la situazione di stallo riguardo alla guerra in Ucraina, ed è il presidente americano Donald Trump, lui c’è riuscito. Ha iniziato a impegnarsi a febbraio e continua a impegnarsi fino ad oggi”.

Pur riconoscendo che gli incontri “di Ginevra, Miami e a Mosca” rappresentano passi importanti, Rutte non è voluto entrare nei dettagli: “L’ultima cosa che voglio fare è rendere più difficile il raggiungimento di un accordo commentando ogni passaggio intermedio”. L’obiettivo – ha ribadito – resta una soluzione che garantisca la sovranità di Kiev: “Alla fine ciò di cui si ha bisogno è un’Ucraina sovrana, che possa contare sulle necessarie cosiddette garanzie di sicurezza”.

Anche l’Italia sostiene la mediazione americana e, come ha ricordato ieri la premier Giorgia Meloni, prorogherà per decreto gli aiuti militati a Kiev in un prossimo Consiglio dei ministri da tenersi entro l’anno. In ciò dimostrando di non voler subire condizionamenti dal leader della Lega, Matteo Salvini, contrario a proseguire il sostegno militare a Kiev. L’Italia farà dunque la sua parte come ha ricordato il responsabile della Farnesina, Antonio Tajani che ha avuto ieri anche un colloquio con il segretario di Stato Usa Marco Rubio. Tajani ha anche affrontato la questione dei Balcani che “non possono essere lasciati sotto l’influenza russa” . A questo riguardo ha sollecitato progressi per la creazione del corridoio infrastrutturale numero VIII che vede coinvolti, oltre all’Italia, l’Albania, la Macedonia del Nord e la Bulgaria.

Sul fatto che la Nato debba rimanere un’alleanza difensiva non vi sono dubbi tra gli Stati membri. Le recenti dichiarazioni del presidente del Comitato militare della Nato, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone sulla necessità di misure preventive per la guerra ibrida sono state sconfessate solo a metà dalla premier Meloni ma hanno invece trovato il convinto apprezzamento di Tajani. È una fase, ha spiegato Meloni, “in cui bisogna misurare molto bene le parole” evitando “quello che può far surriscaldare gli animi. Tuttavia, secondo la premier, Cavo Dragone stava parlando di cybersicurezza.” “Io – ha aggiunto – circoscriverei le sue parole all’ambito di cui stava parlando. Io l’ho letta così: la Nato è un’organizzazione difensiva, oltre a difenderci dobbiamo fare meglio anche prevenzione. Attenzione anche a come si leggono parole che bisogna anche essere molto attenti a pronunciare”.

Più accomodante Tajani secondo il quale “lo stesso Cavo Dragone ha ribadito, riguardo alla Nato, che si tratta di un’alleanza difensiva. Ne è assolutamente convinto. Non bisogna interpretare male, forse c’è stata una traduzione non perfetta di quello che lui aveva detto a un quotidiano in lingua inglese. Però mi pare che sia tutto concluso”. A Cavo Dragone, ha aggiunto Tajani, “ho ribadito la mia stima, la mia solidarietà, perché mi pare che stia svolgendo molto bene il suo ruolo di guida militare alla Nato. È un italiano che svolge un ruolo fondamentale; per questo dobbiamo sostenerlo. E ricordare sempre che la presenza italiana in tutte le istituzioni è anche un contributo costruttivo” perché le istituzioni stesse, e “in questo caso l’Alleanza Atlantica”, possano “lavorare nel modo migliore”.

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