Condividi

Trump minaccia l’Ucraina: “Firmate entro giovedì o tagli su armi e intelligence” ma Zelensky e i leader europei lavorano a un piano alternativo

Ore cruciali per l’Ucraina e per il mondo: Trump minaccia Kiev ma i leader europei sostengono Zelensky e lavorano a un piano di pace e non a una resa incondizionata di Kiev. Zelensky: “Siamo a un bivio tra perdita della dignità o del sostegno Usa”. Ma la Meloni da che parte sta?

Trump minaccia l’Ucraina: “Firmate entro giovedì o tagli su armi e intelligence” ma Zelensky e i leader europei lavorano a un piano alternativo

Donald Trump non scherza con Kiev: secondo fonti di Reuters avrebbe minacciato apertamente l’Ucraina perché accetti il suo piano senza discussioni: “O firmate entro giovedì o scatteranno i nostri tagli su armi e intelligence”. Se il piano di Trump in 28 punti è già un piano di resa anziché di pace, è evidente che il ricatto della Casa Bianca per una firma immediata metterebbe in ginocchio Zelensky e l’Ucraina. Il Presidente ucraino, in difficoltà sia sul piano militare che sul piano interno per la bufera che si è scatenata su casi di corruzione di un paio di suoi ministri, vuol evitare di sfidare Trump e sta pensando di addolcirlo trattando sul merito del piano. In realtà ha una sola carta in mano: la solidarietà se non di tutta l’Europa almeno dei suoi tre più importanti leader e cioè il francese Macron, il tedesco Merz e il britannico Starmer che non gli fanno mancare il loro appoggio.

“L’Ucraina – ha detto Zelensky – deve essere messa in condizione di difendere i suoi interessi”. Un modo per dire che, senza la partecipazione degli ucraini che, giova non dimenticarlo mai, stanno subendo da tre anni l’aggressione della Russia di Putin, non c’è vera pace possibile. Per questo Zelensky insieme a Macron, Merz e Starmer sta lavorando a un piano alternativo a quello di Trump che faccia cessare la guerra, riduca le perdite territoriali e il dimezzamento dell’esercito ucraino e preveda solide garanzie per il futuro impedendo allo zar del Cremlino di tornare all’attacco. Zelensky vorrebbe anche vedere di persona Trump sperando di non subire una nuova umiliazione nella Sala ovale della Casa Bianca.

Sono ore cruciali non solo per l’Ucraina ma per il mondo: se l’Ucraina viene sconfitta, tutta l’Europa deve cominciare a tremare perché nulla assicura che Putin, con l’inqualificabile avallo di Trump che evidentemente ha qualche debito con lo zar russo fin da quando faceva l’immobiliarista, non coltivi sogni imperiali che vanno oltre Kiev e mettano seriamente in pericolo il Vecchio continente, anche se lo stato del suo esercito e della sua economia gli consiglierebbero prudenza. E non sarebbe male che la premier Giorgia Meloni chiarisse da che parte sta l’Italia: se con Trump o con Zelensky

Commenta