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Trump attacca Papa Leone: “È un debole”. La replica: “Non ho paura”. Teheran minaccia: “Un rimpianto la benzina a 4-5 dollari al gallone”

Attacco di Trump a papa Leone XIV: “Debole, è in Vaticano grazie a me”. Blocco navale Usa dei porti iraniani, Starmer si smarca dal tycoon e con Macron arriva l’annuncio di un’iniziativa difensiva e distinta dai belligeranti per restaurare la navigazione a Hormuz

Trump attacca Papa Leone: “È un debole”. La replica: “Non ho paura”. Teheran minaccia: “Un rimpianto la benzina a 4-5 dollari al gallone”

Dagli Stati Uniti via al blocco delle navi “in entrata o in uscita” dai porti iraniani a partire dalle 16 di lunedì, ora italiana, ha scritto Donald Trump sul suo social Truth, dopo che nella notte ha sparato a zero contro il Papa definito “debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera”.

Trump, infatti, ha attaccato Leone XIV in un post. “È debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera. Parla della paura nei confronti dell’amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica – e tutte le altre organizzazioni cristiane – hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose”, ha scritto Trump. “Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto. Non voglio un Papa che ritenga accettabile che l’Iran possieda l’arma nucleare. Leone dovrebbe essermi grato perché la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa solo perché americano; si riteneva che fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano“, ha detto.

Immediate le reazioni della comunità internazionale a tali parole, compresa la presa di posizione dei vescovi Usa a totale sostegno del Pontefice.

La replica di Papa Leone: “Non ho paura”

Nel volo che lo porta da Roma verso l’Algeria – prima tappa di un viaggio di 10 giorni in Africa – Papa Leone XIV non si sottrae alle domande sull’attacco di Trump nei suoi confronti. “Io non ho paura dell’amministrazione Trump, parlo del Vangelo e quindi continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra”, afferma interpellato dai cronisti. “Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui”, aggiunge il Papa riferendosi direttamente al presidente Usa, “non penso si possa abusare del Vangelo nel modo in cui alcune persone stanno facendo. Penso che le persone che leggono – ha aggiunto riferendosi al messaggio del presidente Usa – possano trarre le loro conclusioni”.

Iran e blocco navale a Hormuz, Gb si smarca

Il premier britannico Keir Starmer, nel frattempo, si smarca dalle parole pronunciate domenica dal tycoon: “Il Regno Unito non sostiene il blocco navale”, dichiara. Anzi, Francia e Gran Bretagna fanno sapere di voler organizzare a giorni una conferenza per creare una forza multinazionale difensiva al fine di garantire il passaggio nello stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron: “Per quanto riguarda lo stretto di Hormuz – ha scritto su X – organizzeremo con il Regno Unito, nei prossimi giorni, una conferenza con i paesi pronti a contribuire al nostro fianco a una missione multinazionale pacifica destinata a restaurare la libertà di navigazione nello stretto. Questa missione, strettamente difensiva e distinta dai belligeranti, sarà chiamata a dispiegarsi non appena la situazione lo permetterà”.

Ma sul caro carburante arrivano minacce dal presidente del parlamento iraniano Ghalibaf: “Godetevi gli attuali prezzi alla pompa, rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone”. Il prezzo del petrolio intanto sale ancora e supera i 104 dollari al barile. Decolla quello del gas, +10,45%.

Wsj: Trump verso ripresa attacchi in Iran

Donald Trump e i suoi consiglieri stanno valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l’Iran, in aggiunta al blocco statunitense dello Stretto di Hormuz, come mezzo per sbloccare la situazione di stallo nei colloqui di pace. Lo scrive il Wall Street Journal. È una delle opzioni che Trump sta valutando dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan, hanno detto i funzionari. Trump potrebbe anche riprendere una vera e propria campagna di bombardamenti, sebbene i funzionari abbiano affermato che ciò fosse meno probabile data la prospettiva di un’ulteriore destabilizzazione della regione e l’avversione di Trump ai conflitti militari prolungati.

Pechino replica a Washington su invio armi a Teheran

“Calunnie infondate”. Così il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun ha definito le accuse rivolte a Pechino di aver fornito o di apprestarsi a consegnare armi a Teheran. “La Cina ha sempre adottato un approccio cauto e responsabile nell’esportazione di equipaggiamenti militari e ha applicato controlli rigorosi in conformità con le proprie leggi e regolamenti in materia di esportazione, nonché con i propri obblighi internazionali. Contestiamo le calunnie infondate e le accuse malevole“, ha dichiarato Guo Jiakun durante una conferenza stampa.

(Ultimo aggiornamento alle ore 12.40)

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