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Toyota da record: vendite globali in crescita grazie alle ibride ma i dazi Usa pesano sui conti

Toyota aggiorna il record di vendite globali: +4,7% nei primi sei mesi fiscali 2026. Boom di ibride in Usa e Cina, ma i dazi frenano i margini

Toyota da record: vendite globali in crescita grazie alle ibride ma i dazi Usa pesano sui conti

Toyota continua a correre. Nella prima metà dell’anno fiscale 2026 (aprile-settembre 2025) il colosso giapponese ha aggiornato il proprio record di vendite globali, spinto dalla domanda esplosiva di modelli ibridi in Nord America e Cina, nonostante il vento contrario dei dazi imposti dagli Stati Uniti.

Nel periodo considerato, Toyota (inclusi i marchi Lexus) ha venduto 5.267.216 veicoli, in aumento del 4,7% rispetto all’anno precedente, superando il precedente massimo storico. La produzione globale è salita a 4.985.122 unità, con un progresso del 6%. Numeri che confermano la solidità del primo costruttore automobilistico al mondo anche in un contesto globale tutt’altro che favorevole (guardare i dazi di Trump).

In Borsa, il titolo Toyota ha chiuso la seduta di oggi in rialzo del 2,91%, a 3.218 yen (+91 yen).

L’America guida la ripresa, la Cina risponde

Il motore della crescita resta il Nord America, dove le vendite sono schizzate dell’11,3%, a quota 1,3 milioni di veicoli, grazie soprattutto all’appetito crescente per i modelli ibridi e al ritorno a pieno regime degli impianti produttivi dopo le interruzioni legate ai richiami tecnici.

In Cina, Toyota ha messo a segno un progresso del 5,5% (oltre 914 mila unità), riuscendo a difendere le proprie quote nonostante l’intensificarsi della competizione sui prezzi e la corsa locale verso i veicoli elettrici puri. L’Europa ha archiviato un +3,7%, mentre in Giappone il mercato è rimasto sostanzialmente stabile (-0,4%).

L’ibrido resta il cuore del successo

La vera chiave del primato è la tecnologia ibrida. Tra aprile e settembre, Toyota ha venduto 2,18 milioni di vetture full hybrid, con una crescita del 7,6%. A queste si aggiungono 97.554 plug-in hybrid e quasi 86 mila mild hybrid, confermando la centralità di una strategia che punta sull’elettrificazione graduale, senza abbandonare i motori termici. Più contenute, ma in crescita, le vendite di auto elettriche pure (BEV), arrivate a 101.460 unità, concentrate soprattutto fuori dal Giappone.

In caduta invece la scommessa sull’idrogeno: appena 400 veicoli Fuel Cell venduti in sei mesi, in calo di oltre il 40%.

Dazi e margini: il rovescio della medaglia ma si guarda al futuro

Nonostante la performance commerciale, il bilancio di Toyota è destinato a risentire dell’inasprimento dei dazi statunitensi. Dopo l’introduzione, lo scorso aprile, di una tariffa del 27,5% sulle auto importate, ridotta poi al 15% a settembre, la casa giapponese prevede un calo dell’utile netto del 44,2%, a 2.660 miliardi di yen (circa 17 miliardi di dollari). Un effetto che nemmeno l’espansione dei modelli a margine più elevato riuscirà a compensare del tutto.

Il gruppo guidato da Akio Toyoda non intende rallentare. Nei prossimi mesi arriveranno sul mercato nuovi modelli elettrici e ibridi di ultima generazione, mentre proseguono gli investimenti sull’idrogeno e sul software per la guida autonoma. L’obiettivo resta quello di mantenere la leadership globale in un settore che, tra transizione energetica e tensioni commerciali, cambia pelle più in fretta che mai.

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