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Toro su tutte le Borse: ecco le ragioni del rally

La guerra Usa-Iran si allontana, la pace sui dazi si avvicina, le banche centrali immettono liquidità: ecco perché le Borse collezionano record mentre petrolio e oro frenano – Apple è l’emblema della stagione dei record sui mercati – Collocato il 7,7% di Nexi

Toro su tutte le Borse: ecco le ragioni del rally

La stagione dei record non è finita. Anzi. Stamane l’indice Msci Global, basato sulle 49 più importanti Borse del pianeta è salito ad un nuovo massimo, sulla spinta dei nuovi massimi stabiliti dai mercati del Giappone e dai tre indici principali dei mercati Usa. Alla festa partecipa anche l’Europa: lo Stoxx 600 è al top, sotto la spinta della Borsa tedesca.

VOLA APPLE PREMIATA DALLA CINA

Il titolo simbolo della stagione dell’oro è Apple, +2,1% sull’onda della crescita delle vendite di I Phone 11 in Cina: +18% a dicembre, quasi un simbolo della distensione tra gli Stati Uniti e il gigante asiatico che cade alla vigilia della firma dell’accordo sui dazi, fissata per il giorno 15 a Washington.

E l’Iran? L’emergenza non è finita, ma fa meno paura, un po’ perché il petrolio, per quanto importante, non è in grado di condizionare gli Usa, un po’ per il tragico infortunio di Teheran: è ormai certo, accusa il Canada, che i missili iraniani hanno abbattuto per errore un aereo nel corso della rappresaglia per l’uccisione del generale Suleimani. Anche questo contribuisce alle fortune di Donald Trump, che emerge trionfante anche dai sondaggi dei critici più severi, come l’istituto Petersen, e si avvia, salvo colpi di scena, ad una probabile rielezione a novembre.

Anche le banche centrali favoriscono il rally: ieri il vicepresidente della Fed, Richard Clarida, ha sottolineato che la situazione è sotto controllo. Difficile immaginare un quadro più positivo dopo i primi dieci giorni del 2020.

IN FRENATA ORO E PETROLIO

A Tokyo l’indice Nikkei (+0,34%) veleggia sui massimi. Il listino di Sidney (+0,7%) ha stabilito un nuovo record. In terreno positivo le piazze cinesi e l’indice Asia Pacific, +0,18% alla vigilia delle elezioni di Taiwan, appuntamento delicato per gli equilibri della regione e per stabilire gli effetti delle proteste di Hong Kong.

Perdono colpi i beni rifugio a partire dall’oro, sceso a 1.547 dollari l’oncia.

L’euro tratta a 1,1095 sul dollaro. Le uniche emozioni arrivano dalla sterlina, in discesa a 1,3069 sul dollaro dopo che il governatore della Boe, Mark Carney, ha evocato la possibilità di un taglio dei tassi in vista della Brexit, da ieri inserita ufficialmente nella legge britannica.

Si sgonfia il petrolio: il Wti tratta stamane a 58,66 dollari il barile, contro il picco di 65,65 di inizio settimana.

AL VIA LA CAMPAGNA DELLE TRIMESTRALI USA

Tecnologia e finanza hanno favorito ieri i nuovi record degli indici di Wall Street: Dow Jones +0,74%, S&P500 +0,67%. Nasdaq +0,81%, a quota 9.203 punti.

I riflettori sono già concentrati sul prossimo avvio della campagna delle trimestrali. I brokers sono positivi sui conti di Citi e di Goldman Sachs.

LA RIPRESA DELL’INDUSTRIA SPINGE FRANCOFORTE

Ad aggiungere altre note di ottimismo ci hanno pensato alcuni dati in arrivo dalle econome di Eurolandia. Ha preso velocità la locomotiva tedesca: la produzione industriale di novembre è cresciuta dell’1,1% rispetto a ottobre, da -1,7% del mese precedente e meglio dello +0,8% stimato. Si riduce il surplus commerciale, ma il saldo resta largamente positivo (18,2 miliardi di euro a novembre).

Buone nuove anche dall’Italia. A novembre il tasso di occupazione è salito di 0,1 punti percentuali, al 59,4%, massimo dal 1977, anno di inizio della seria storica. Gli occupati crescono di 41.000 unità (+0,2%). Ma non sale il numero delle ore lavorate.

PIAZZA AFFARI TORNA SOPRA I 24 MILA PUNTI

La Borsa di Milano (+0,77%) è così risalita sopra i 24 mila punti (24.016)      

Il listino più brillante è stato Francoforte (+1,31%). A favorire il rimbalzo è stata la ripresa delle compagnie aeree (Lufthansa +4,12%) una volta esorcizzato il timore del caro petrolio. Ancora positiva, dopo il boom della vigilia (+6%) il titolo Deutsche Bank (+0,8%).

Poco mossa Parigi (+0,11%). Quest’anno il monte dividendi del Cac 40, secondo Les Echos, supererà i 60 miliardi euro, il 12% in più battendo così il record del 2007. Londra +0,37%.

BTP, IN ARRIVO NUOVI TITOLI LUNGHI

Tornano le vendite sulle obbligazioni, risale il rendimento dei Bund tedeschi (-0,19, da -0,28%) dopo i collocamenti di ieri. Al contrario scende il rendimento dei Btp. Lo spread si attesta a 160,5 punti base dai 167 del finale di mercoledì.

Il tasso del decennale scende a 1,38% da 1,41%.

Il ministero del Tesoro ha sondato il mercato sulla possibilità di collocare, già a gennaio o comunque a breve, un nuovo Btp a 15 o 30 anni via sindacato.

Solo i petroliferi (Eni -0,7%, Saipem sotto del 2,3%) hanno chiuso in rosso la seduta di ieri, dominata dal rally delle banche e, ancor di più, del risparmio gestito.

AZIMUT SUPERSTAR GUIDA LA CARICA DEL GESTITO

Nel paniere principale della Borsa di Milano si mette in luce Azimut (+5%). La società prevede di chiudere il 2019 con il miglior utile netto consolidato della storia del gruppo, compreso fra i 360 e i 370 milioni di euro. FinecoBank +3,5% dopo i brillanti dati sulla raccolta di dicembre. Banca Mediolanum +3%. Positiva anche Poste Italiane (+1,8%).

COLLOCATO OGGI IL 7,7% DI NEXI

Il fondo Mercury ha annunciato la vendita, tramite accelerated bookbuilding, di 48,5 milioni di azioni Nexi, per un importo pari a circa 600 milioni di euro.

Tra le banche ha preso il volo Banco Bpm (+5,43%). Banca Imi ratifica il Buy con target invariato a 2,80 euro, mentre Mediobanca conferma il Neutral con target 2 euro. Ma la seduta è stata positiva per l’intero comparto.

Ubi Banca (+2,2%) potrebbe rinunciare ai progetti di revisione delle attività di bancassurance, si profila la possibilità di una conferma dell’attuale accordo distributivo delle polizze: i partner sono Cattolica ed Aviva.

Mediobanca +0,5%. Leonardo Del Vecchio sta cercando di avere il via libera dalla Banca Centrale Europea per oltrepassare quota 10% (oggi ha il 9,9%) e involarsi verso il 20%.

Salgono anche i Big: Intesa +1,54%, Unicredit +1,43%.

AMPLIFON PREMIATA DAGLI ACQUISTI IN AUSTRALIA

In evidenza Amplifon (+2,47%) dopo l’accordo per l’acquisizione di Attune Hearing Pty, il maggiore operatore indipendente di servizi di audiologia in Australia.

PRYSMIAN, NUOVI AFFARI IN CINA

Avanza anche Prysmian (+0,61%), che si è aggiudicata un contratto con Dongfang Electric Corporation (Dec), una delle più grandi aziende di stato cinesi e uno dei leader mondiali nel settore dei sistemi per la generazione di energia.

ATLANTIA RISCHIA IL SALASSO

Recupera Atlantia (+0,37%). Fitch ha comunicato di aver preso i seguenti provvedimenti: taglio del rating, a BBB da BB, su una serie di obbligazioni di medio termine emesse dalla holding. Taglio del rating di Autostrade per l’Italia. Con il downgrade di Fitch Atlantia rischia di dover restituire 2,1 miliardi.

Tinexta (+6,5%) è tra i migliori assieme a Retelit (+7%) e Digital Bros (+5%).

Frena Confinvest (-7%): scattano le prese di profitto dopo il rally avviato da inizio 2020.

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