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Telecom, guerra Vivendi-Elliott. Eni presenta il nuovo piano

I dazi colpiscono Wall Street e le Borse asiatiche mentre a Piazza Affari si scalda la guerra tra Vivendi e il fondo Elliott su Telecom Italia – Brillano Generali, Leonardo e Stm e i dividendi fanno correre le small caps

Telecom, guerra Vivendi-Elliott. Eni presenta il nuovo piano

“Datemi retta: comprate re dollaro e vendete oro”. A dirlo è stato Larry Kudlow, finora ascoltato guru televisivo, da ieri consigliere economico del presidente Donald Trump. Il messaggio, a pochi giorni dal vertice della Fed che dovrebbe decidere il rialzo dei tassi, non è caduto nel vuoto: Il dollaro si è rafforzato sull’ euro a 1,230, mentre lo yen, su cui pesa uno scandalo in cui è coinvolto il premier Shinzo Abe, si è avvicinato ai minimi dallo scorso novembre a quota 105,9. Anche l’oro ha seguito i consigli di Kudlow arretrando dello 0,6% a 1.317 dollari. Intanto il rendimento del Treasury Bill decennale è sceso a 2,81%. Ma dietro l’apparente calma, sui mercati domina regna l’incertezza nell’attesa delle prossime mosse di Trump sui dazi. Si spiega così la cautela dei listini asiatici e di Wall Street.

FRENA TOKYO. S&P IN ROSSO PER IL QUARTO GIORNO DI FILA

Tokyo ha invertito la rotta nel corso della notte, stamattina si avvia a chiudere in calo: indice Nikkei -0,6%, dal +0,3% iniziale.



Arretrano i mercati azionari della Cina: Hong Kong -0,2%, indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen -0,2%. Scende la Borsa di Mumbai (BSE Sensex -0,5%), sale solo Sidney +0,5%.

Le tensioni politiche hanno dominato anche gli umori di Wall Street. L’indice S&P 500, al quarto consecutivo di ribasso, ha perso colpi dopo la notizia del New York Times sugli sviluppi dell’indagine del procuratore Robert Mueller sul Russiagate: la Casa Bianca dovrà consegnate documenti finora negati agli inquirenti. Intanto il Washington Post, smentito da una portavoce dell’amministrazione, scrive che è in arrivo il licenziamento del consigliere per la sicurezza nazionale, il generale H.R. McMaster.

Contrastati gli indici: il Dow Jones sale dello 0,47%, S&P 500 -0,08%, Nasdaq -0,2%.

A NEW YORK BRILLANO SOLO ALIBABA E MC DONALD’S

Recupera Caterpillar (+1,3%) dopo le perdite dei giorni scorsi, provocate dal rischio di ritorsioni contro i grandi nomi dell’export. Al rimbalzo hanno contribuito le parole di Peter Navarro, il consulente sui commerci di Trump: i nuovi dazi, dice, saranno studiato in modo da evitare ritorsioni.

Di rilievo il balzo di Alibaba (+3,4%). Il colosso dell’e-commerce cinese si quoterà anche a Shanghai. In evidenza Mc Donald’s (+2,1%). Petrolio in salita, l’Agenzia internazionale dell’Energia ha previsto una crescita della domanda mondiale: Brent a 65,11 dollari e Wti a 61,19 dollari al barile

Riflettori accesi oggi su Eni, ieri +0,98%. Oltre alla conference call sui risultati oggi a Londra l’ad Claudio Descalzi e la presidente Emma Marcegaglia si incontreranno con analisti ed investitori per la presentazione del Piano Strategico 2018-2021.

IL FONDO MONETARIO: LA CRESCITA PUÒ ANCORA STUPIRE

In vista della riunione del G20, in calendario a Buenos Aires (Argentina) il 19 e 20 marzo prossimi, il Fondo monetario internazionale ha confermato le sue stime di crescita per l’economia globale (+3,9% sia nel 2018 sia nel 2019) e ha spiegato che “nel breve termine la crescita potrebbe stupire nuovamente al rialzo” grazie all’accelerazione contemporanea di Usa, Giappone e area Euro. Ma stanno anche aumentando i rischi. “nel medio temine lo slancio della ripresa rallenterà… perché i tassi di interesse stanno salendo”. Inoltre “la riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale farà venire meno lo slancio quando scadranno gli incentivi agli investimenti”.

IN EUROPA MILANO AL TOP

Regole bancarie più morbide, dividendi e la prospettiva di una battaglia campale attorno a Telecom Italia. Piazza Affari ha accantonato così il “rischio Italia” assicurandosi la testa del plotone dei listini europei in ripresa al seguito di Wall Street.

A Milano l’indice Ftse Mib ha chiuso in rialzo dell’1,16% a 22.713 punti ai massimi della seduta: il fatto che Piazza Affari riesca a tenere il ritmo del resto del mondo indica che il paventato asse Lega-M5S non spaventa più di tanto i mercati. Il rialzo riguarda tutti i mercati del Vecchio Continente: Cac40 di Parigi +0,65%, Dax di Francoforte +0,88%. Londra +0,0%. L’eccezione è Madrid (-0,02%).

FITCH ALZA LE STIME, OGGI LA PAGELLA DI MOODY’S

Fitch ha rivisto al rialzo le stime di crescita per l’Italia, portandole nel 2018 a più 1,5%, da più 1,3% della previsione di dicembre, e nel 2019 a più 1,2% dal precedente più 1%. “Nonostante il rallentamento della crescita nel quarto trimestre – si legge nella nota- lo slancio ciclico resta positivo, il che ci spinge a rivedere al rialzo le nostre stime per quest’anno e il prossimo”, grazie anche al sentiment elevato per imprese e consumatori ed al miglioramento delle condizioni del sistema bancario italiano. È atteso per domani il pronunciamento dell’agenzia sul rating sovrano italiano (attualmente pari a BBB, con outlook stabile), il primo dopo il voto. Per domani è atteso anche il verdetto di Moody’s, che ha un giudizio sull’Italia pari a Baa3, con outlook negativo.

Il debito pubblico a gennaio è aumentato di 23,8 miliardi di euro, raggiungendo i 2.279,9 miliardi. L’Italia, sostiene il Fondo Monetario dovrebbe sfruttare il momento di slancio della crescita globale per spingere ulteriormente sulle misure di consolidamento fiscale”.

BTP, SCENDONO I TASSI. SI RIDUCE LO SPREAD CON MADRID

Chiude in leggero rialzo il secondario italiano. Il rendimento del Btp 10 anni scende a 1,9%, lo spread con il Bund si porta a 132.50 punti.

Sulla seduta hanno pesato i risultati deludenti delle aste spagnole. Madrid dopo aver approfittato dello spostamento dai Btp ai Bonos causato dal risultato elettorale italiano, ha iniziato a fare fatica a trovare compratori.

La Spagna ha collocato stamane 4,95 miliardi di euro nell’asta a medio lungo su un’offerta di 5,5 miliardi. Il differenziale di rendimento fra i decennali benchmark italiano e spagnolo ha evidenziato recentemente un marcato ampliamento. Il 2 marzo, ultima seduta prima delle elezioni, si attestava a 51 punti base. L’8 marzo è arrivato a 64 punti base. Oggi il differenziale Italia-Spagna è oscillato fra i 63 e i 61 punti base.

“MEGLIO DEL PREVISTO” L’ADDENDUM SULLE SOFFERENZE

Si completa il quadro delle misure sulle sofferenze bancarie. Dopo le misure approvate mercoledì dalla Commissione sulle sofferenze che fissano i requisiti minimi ieri è stata la volta dell’addendum della Bce che fissa i criteri da seguire caso per caso per valutare la specifica situazione dei singoli istituti in merito al trattamento dei nuovi crediti deteriorati a partire dal 1° aprile e che avrà impatto sui requisiti Srep del 2021.

“L’addendum è meno severo delle attese” commentano gli analisti di Credit Suisse, sottolineando che per i crediti garantiti l’obbligo di copertura minima scatta dal terzo anno. Secondo le linee guida, la Vigilianza si aspetta la piena copertura sui crediti unsecured in due anni e su quelli secured in sette anni. La Commissione ha indicato ieri due anni per unsecured e otto anni per i secured, con una gradualità meno impegnativa rispetto all’addendum.

CALA LO STOCK DELLE SOFFERENZE

Tra le banche è tornato il segno positivo. L’indice di settore di Piazza Affari è salito dell’1,4% a fronte di un +0,6% del comparto europeo. Il flusso di nuovi Npl in Italia sta calando in rapporto al totale dei prestiti e lo stock delle sofferenze nette a gennaio è sceso a 59,3 miliardi. “Se si conferma questo trend e la realtà sembra confermarlo, l’impatto temuto potrebbe rivelarsi una tempesta in un bicchiere d’acqua”, osserva Reuters.

Unicredit avanza del 2,3%, Intesa +0,7%. Banco Bpm +1,5%. Si è chiusa in anticipo l’offerta dei diritti inoptati del Credito Valtellinese (+4,2%).

ELLIOTT LANCIA SEI NOMI PER IL CDA TELECOM

Due le protagoniste assolute di Piazza Affari di una giornata ricca di spunti operativi.

In cima alla lista svetta Telecom Italia: +3,3%. Il fondo Elliott, guidato da Paul Singer, il finanziere che ha piegato l’Argentina, ha lanciato la sua offensiva contro Vivendi, socio di riferimento dell’ex incumbent italiano. La società ha reso noto che il fondo Elliott ha chiesto in occasione dell’assemblea del prossimo 24 aprile la revoca dei sei consiglieri nominati dal gruppo guidato da Vincent Bolloré (forte del 23,9% del capitale), a partire dal presidente Arnaud De Puyfontaine.

Al loro posto, secondo il fondo activist, che ha dichiarato di possedere il 2,53% delle ordinarie attraverso quattro veicoli finanziari che hanno domicilio alle Isole Cayman, negli Stati Uniti e alle Bermuda (ma la quota potrebbe essere ben superiore), propone Fulvio Conti e Luigi Gubitosi (per i quali non si prevedono incarichi operativi), Massimo Ferrari, Paola Giannotti De Ponti (ex Ansaldo Sts, nel cda di Terna), Dante Roscini e Rocco Sabelli. La partita è aperta. Nella serata di ieri è emerso che proprio l’ingresso di Elliott ha aperto un possibile cambio di rotta da parte di Vivendi per Tim, che si è detto disposto ad appoggiare “un’altra strategia” per sostenere il valore del titolo. Una mossa che potrebbe portare lo stesso de Puyfontaine a sospendere le sue funzioni esecutive all’interno di Tim “durante il periodo di questo dibattito strategico.

IL MERCATO APPLAUDE I RATIOS DI GENERALI

Altro titolo leader è stato Generali (+2,7%), nel giorno della presentazione dei dati del 2017 che registrano un risultato operativo di 4,89 miliardi (+ 2,3%) leggermente meglio delle aspettative. La nuova produzione Vita, in particolare, registra una crescita del 54%. L’utile netto è salito a 2,1% miliardi di euro, in rialzo dell’1,4%. Meglio anche il combined ratio (92,8%). La vera sorpresa è l’Economic Solvency Ratio, pari a 230%, molto sopra le attese.

Giornata super anche per Stm (+2,2%) e per Leonardo (+2,5%), spinta dai commenti degli analisti dopo il contratto da 3 miliardi siglati con il Qatar. Nel quarto trimestre la società ha raggiunto un Ebita pari a 363 milioni di euro, circa 10 milioni sopra le stime. Confermati gli obiettivi del 2018, forniti circa un mese e mezzo fa.

Tra le blue chip in ascesa anche Fiat Chrysler (+1%). Le immatricolazioni di auto in Europa hanno registrato a febbraio un modesto rialzo: +4% a 1,159 milioni di veicoli. I marchi FCA segnano un calo del 4,4%, per effetto del -8,8% di Fiat, mentre Alfa Romeo sale del 17%. Cnh Industrial +2,7%.

FRENA ATLANTIA DOPO LO SBARCO IN ABERTIS

Tra i Big delude solo Atlantia (-2,3%). Il mercato guarda con perplessità ai particolari dell’accordo con Acs (e relativo acquisto di una quota di Hochtief) per scongiurare la battaglia su Abertis.

I DIVIDENDI FANNO CORRERE LE SMALL CAPS

Molto vivace il mondo delle società minori grazie alla pubblicazione delle trimestrali e alle molte sorprese positive sul fronte del dividendo e della guidance per l’esercizio in corso.

Sale Aedes +8%, che ha pubblicato risultati 2017 sopra le attese, così come Cairo (+6%) e Maire Tecnimont (+5,6%). Reno de Medici e Marr (+4%). Bene LVenture, Retelit (+3,5%), Tecnoinvestimenti e Technogym (+3%). Alla vigilia dei dati 2017 prende il volo Landi Renzo (+6,91%). In controtendenza Safilo (-3%), che prosegue la caduta dopo il -5% della vigilia, e Mondadori (-3,3%).

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