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Taxi: nulla di fatto, rinvio tra i veleni

Il tavolo tecnico tra tassisti e rappresentanti del Governo si è concluso con un nulla di fatto – Assente Delrio – Tutto rinviato di una settimana, sperando che nel frattempo non rimonti nuovamente la protesta a causa, stavolta, dell’iter del disegno di legge sulla Concorrenza.

Taxi: nulla di fatto, rinvio tra i veleni

Il tavolo tecnico al ministero dei Trasporti tra tassisti e rappresentanti del Governo si è concluso con un nulla di fatto. Tutto rinviato di una settimana, sperando che nel frattempo non rimonti nuovamente la protesta a causa, stavolta, dell’iter del disegno di legge sulla concorrenza.

Alla riunione non erano presenti il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, né a differenza di quanto preannunciato, le associazioni dei consumatori e i rappresentanti di Uber.



Nonostante le prospettive sembrassero incoraggianti, tutti sono rimasti scontenti: “L’incontro – ha dichiarato il presidente di Satam (una delle sigle coinvolte), Raffaele Grassi – è andato non bene, ci aspettavamo la presenza di un interlocutore politico e invece c’erano solo tecnici. Chiediamo di tornare al testo del governo e non a quello delle commissioni. Siamo pronti a ragionare col governo partendo da questa rassicurazione politica, altrimenti ci prendiamo in giro”.

Dopo il Milleproroghe, un nuovo problema potrebbe sorgere in relazione al DdL Concorrenza. La pausa di una settimana, servirà ai sindacati proprio per vedere cosa succede.

Poco prima dell’inizio della riunione di oggi, 12 delle 21 sigle hanno sottoscritto un documento in base al quale non si sarebbero seduti al tavolo delle trattative, se il governo non avesse preso l’impegno di bocciare eventuali emendamenti al DdL Concorrenza. Non solo, questi ultimi dovrebbero essere sostituiti da una proposta di legge delega (redatta in accordo con la categoria) che riconosca la “prevalenza” del servizio taxi rispetto agli altri concorrenti.

Ma prima di tutto, ciò che i tassisti chiedono è un segnale da parte dei ministeri competenti, vale a dire il ministero dei Trasporti guidato da Delrio e quello dello Sviluppo Economico capitanato da Carlo Calenda: “I ministri Delrio e Calenda diano indicazioni univoche sullo strumento legislativo che metteranno in campo per il riordino della legge 21/92. Abbiamo paura che mentre portiamo avanti il discorso con Delrio, Calenda ne faccia uno per conto suo e il Parlamento adotti emendamenti che a loro volta possano modificare ulteriormente ciò che emerge dai tavoli tecnici. E’ questa la condicio sine qua non per continuare il tavolo tecnico”, afferma Nicola Di Giacobbe di Unica Cgil Taxi.

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