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Taiwan, scoppia la “crisi delle uova”. E la colpa è del… Brasile

Nel piccolo Stato asiatico, grande importatore di uova, il ministro dell’Agricoltura ha dovuto dimettersi a pochi mesi dalle elezioni di gennaio 2024: la colpa è di alcuni lotti provenienti dal Sudamerica, e di una feroce campagna dell’opposizione

Taiwan, scoppia la “crisi delle uova”. E la colpa è del… Brasile

Possono delle uova costringere un ministro dell’Agricoltura alle dimissioni e soprattutto diventare il tema centrale della campagna elettorale? A Taiwan sì, sta accadendo esattamente questo. E la colpa è di alcuni lotti facenti parte degli 80 milioni di uova importate dal Brasile negli ultimi mesi, su un totale di 145 milioni importate dall’estero nel piccolo Stato asiatico, che di uova è un gran consumatore: i taiwanesi ne consumano ben 24 milioni al giorno, e la produzione interna non soddisfa la domanda fermandosi a 23 milioni.

Uova contaminate dal Brasile

E perché dunque il ministro Chen Chi-chung, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali del prossimo 13 gennaio, ha dovuto dimettersi proprio a causa delle uova brasiliane? Intanto, perché in un lotto era stata identificata la presenza di un antibiotico veterinario che a Taiwan è proibito. Lotto ritirato, ma lo scandalo non si è fermato lì. Anzi, l’opposizione non ha fatto altro che alimentarlo e cavalcarlo di settimana in settimana, costringendo appunto il membro dell’attuale esecutivo a togliere il disturbo e indebolendo l’attuale governo agli occhi degli elettori.

Scandalo politico

Nella bagarre, che è così diventata squisitamente politica, qualche deputato dell’opposizione ha per esempio fatto notare che in Brasile a maggio c’è stata una epidemia di influenza aviaria. L’impresa importatrice, Tai Nong Egg, ha però garantito che non ci sarebbero stati rischi di contaminazione, visto che le uova dal Paese sudamericano erano state ricevute precedentemente. Ma il KMT, il principale partito della destra taiwanese oggi all’opposizione, non si è arreso e ha chiesto approfondimenti sull’affidabilità della Tai Nong Egg, che si è rivelata essere un’impresa fondata nemmeno un anno fa, grazie a sussidi del governo, e il cui business è unicamente l’importazione di uova. Di che sospettare che sia un’impresa “di facciata”, che di fatto fa capo al governo stesso e che forse ne copre le sviste di fronte all’opinione pubblica.

Errore anche sulla data di scadenza

La “crisi delle uova” si è poi aggravata quando è venuto fuori che la data di scadenza indicata in un lotto di uova, sempre provenienti dal Brasile, era sbagliata. Le uova non erano ancora scadute, ma il termine indicato era troppo in avanti. Il lotto in questione era di appena 20 mila unità, ma pressato dalla stampa e dagli avversari politici, il Ministero dell’Agricoltura ha finito per eliminare 54 milioni di uova importate (più di un terzo del totale), attirandosi infine ulteriori critiche per lo spreco di denaro pubblico, stimato in circa 200 milioni di dollari taiwanesi, l’equivalente più o meno di 6 milioni di euro. Accerchiato, il ministro Chen Chi-chung ha così dovuto dimettersi, ma il caso delle uova brasiliane non finisce qui: la destra ha promesso battaglia fino alle elezioni.

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