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Spagna, gli indipendentisti condannano Sanchez: si va alle elezioni

Gli indipendentisti catalani votano contro la Legge di Bilancio dopo il No del Governo Sanchez alle richieste di autodeterminazione – Legislatura al capolinea, elezioni anticipate già ad aprile

Spagna, gli indipendentisti condannano Sanchez: si va alle elezioni

La Spagna piomba in un nuovo caos politico. A sei mesi dalla mozione di sfiducia nei confronti dell’ex Primo Ministro, Mariano Rajoy, e dall’arrivo alla Moncloa del socialista Pedro Sanchez, Madrid si avvia verso elezioni anticipate.

Le Cortes hanno bocciato il bilancio dello Stato presentato dal presidente del governo con 191 voti a favore dell’emendamento che respinge i conti del 2019. 158 i “no”.

A condannare il Governo socialista sono stati gli indipendentisti catalani. Mentre è in corso il processo contro i leader che hanno promosso il referendum illegittimo del 2017, al Congresso è arrivata la Finanziaria. Un parallelismo costato carissimo all’Esecutivo, costretto a subire una pesantissima bocciatura sulla legge di Bilancio 2019 che ha portato alla fine della legislatura.

Per capire cosa è accaduto occorre prima analizzare un po’ di numeri. Sanchez è (o forse è meglio dire era) alla guida di un Governo di minoranza, potendo contare solo 84 su dei 350 deputati in carica. Nonostante l’appoggio di Podemos, e dato per scontato il No del centrodestra, per far passare la Legge di Bilancio – la finanziaria più a sinistra della storia spagnola – erano necessari i voti dei due partiti indipendentisti catalani ERC e PDeCAT, con i quali nel corso dei mesi precedenti Sanchez aveva provato un avvicinamento.

A fine gennaio i separatisti hanno però posto il governo di fronte a un aut-aut, tornando alla carica sull’autodeterminazione catalana. La richiesta ha però suscitato la dura reazione della vice Presidente Carmen Calvo e dello stesso Pedro Sanchez che su Twitter ha scritto: “L’indipendenza della Catalogna non è né costituzionale, né richiesta dalla maggioranza dei catalani. La maggioranza sta dalla parte dell’autogoverno. Questo è, con la coesistenza, il dialogo e la Costituzione. L’ho sempre difeso sia nell’opposizione che ora nel governo”.

Ancora più perentoria la risposta del ministro delle Finanze, Maria Jesus Montero. “Non sarà che indipendentismo e destra vivono forse meglio nello scontro che nelle soluzioni? Gli indipendentisti hanno sognato che il governo avrebbe accettato l’inaccettabile in cambio del loro appoggio. Si sono sbagliati di grosso!”.

Semplice dunque capire come si sia arrivati al voto contrario di ERC e PDeCAT alla Finanziaria. A questo punto a Madrid si pensa già alla prima prima data utile per votare: secondo alcune fonti citate da Reuters, le elezioni potrebbero tenersi già ad aprile, tra il 14 e il 28. La strategia di Sanchez potrebbe essere quella di andare al voto il prima possibile per mobilitare l’elettorato di sinistra contro la minaccia di arrivo al potere della destra.

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