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Soffre (anche) il lusso, giù le Borse. Sotto tiro Finmeccanica e la Fiat

I listini cedono terreno in tutto il Vecchio continente – Stamani a Madrid l’asta dei bonos è andata bene, ma in seguito Moody’s ha declassato cinque regioni spagnole, Catalogna compresa – Intanto, a Milano, bruschi ribassi per Ferragamo, Tod’s e il comparto lusso, sulla scia del tracollo dei conti di Mulberry – Sotto tiro Finmeccanica e la Fiat

Soffre (anche) il lusso, giù le Borse. Sotto tiro Finmeccanica e la Fiat

IN CALO TUTTE LE BORSE. SOFFRE IL LUSSO
SOTTO TIRO FINMECCANICA E LA FIAT

Borse in calo in tutta Europa. A Milano l’indice FtseMib scende dello 0,57% a quota 15.776 con cali diffusi in tutti i settori. Le Borse di Londra -0,8%, Parigi -0,57%, Francoforte -0,87%, Madrid -0,43%.

Continua l’attesa, paziente, dei mercati del debito in attesa di novità su Grecia e Spagna. L’asta spagnola di titoli di Stato si è chiusa stamattina con il collocamento di un totale di 3,53 miliardi di titoli tra 3 e 6 mesi, sopra i 3,5 miliardi massimi indicati dall’emittente, con richieste molto elevate e rendimenti dei semestrali in calo a 2,023% (precedente 2,213%). Ma Moody’s ha declassato cinque regioni spagnole, Catalogna compresa.

Calma piatta anche sui titoli di Stato italiani. Il rendimento del Btp a dieci anni è stabile al 4,75% (+1,4 punti base), spread a 315 punti base in linea con la chiusura di ieri e in discesa dai 320 toccati questa mattina in apertura.

I mercati azionari procedono in ribasso sull’onda delle trimestrali Usa. Ieri sera Texas Instruments ha tagliato le stime del quarto trimestre: Stm -1,12% stanotte rilascerà i risultati del terzo trimestre.

Fra le blue chip milanesi spicca la caduta di Finmeccanica, in ribasso del 2,62% dopo la notizia dell’arresto per corruzione dell’ex direttore commerciale Paolo Pozzessere.

Forte ribasso anche di Fiat -1,55%: Société Générale ha confermato la raccomandazione selll e tagliato il target price a 3,5 euro. Fiat Industrial -1,33%.

Mediaset scende dell’1,6% dopo che Nomura ha abbassato il target price a 1,25 euro da 1,30 euro e ha confermato la raccomandazione reduce.

Debole anche il settore bancario: Unicredit perde lo 0,66%, Intesa -0,76%, Mediobanca -1,13%.

Forti ribassi anche nel settore lusso sulla scia del tracollo dei conti di Mulberry: Ferragamo perde il 4% in scia al tracollo dell’inglese Mullberry, resiste Luxottica -0,56%. Tod’s -1,61%.

Tra i titoli in rialzo spicca Pirelli, che guadagna il 2% altraino dei buoni risultati annunciati dalla concorrente Michelin +5%. La holding Camfin sale del 2,7%.

I negoziati con l’area pubblica favoriscono alcuni rialzi. Impregilo sale dello 0,91%, grazie alla notizia che il governo inserirà nella Legge di stabilità i fondi (300 milioni) per pagare gli indennizzi alle società che hanno lavorato per progettare il Ponte di Messina, opera poi accantonata.

Impregilo, capofila della cordata che si era aggiudicata la realizzazione del Ponte, dovrebbe ricevere 135 milioni.

Positiva anche Telecom Italia +0,47% sulle indiscrezioni di un’accelerazione verso lo spin off della rete.

Parte la sfida al monopoli delle tre sorelle del rating. Nasce Universal Credit Rating Group, alleanza a tre tra la cinese Dagong, la statunitense Egan-Jones Rating Co (Ejr) e la russa RusRating Jsc per formare un’agenzia che si definisce ‘”indipendente” e che punta a rompere il predominio di Standard & Poors, Moody’s e Fitch. La nuova entità, recita la lettera di presentazione, promette di effettuare le proprie valutazioni come un ‘fornitore di servizi di rating indipendenti’. Una nuova istituzione, si legge ancora, e’ necessaria per “ridurre il rischio economico nello sviluppo della civiltà”.

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