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Sky-Mediaset, Antitrust chiede informazioni

L’accordo annunciato venerdì scorso tra le due società ha mosso il garante per la concorrenza che vuole intanto approfondire gli aspetti della partnership – L’Ad di Tim Genish: “Evitare una concentrazione ancora maggiore rispetto all’esistente”. Ma i contorni dell’operazione sono stati solo parzialmente comunicati. I tempi rischiano di allungarsi

Sky-Mediaset, Antitrust chiede informazioni

Sull’affaire Mediaset-Sky interviene l’Antitrust. L’intervento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato era nell’aria, visto che l’intesa commerciale annunciata venerdì scorso tra la pay tv satellitare e Mediaset Premium andrà a creare un gigante delle tlc, con scambio di contenuti e di offerte sulle rispettive piattaforme. Tant’è che la notizia ha anche suscitato la reazione dell’Ad di Telecom Italia Amos Genish: “Non abbiamo molti dettagli sulla cooperazione Sky-Mediaset e aspettiamo di vedere come funzionerà. Credo che le autorità dovranno esaminare l’intesa attentamente per evitare che dia luogo a una concentrazione ancora maggiore rispetto all’esistente”, ha detto Genish a La Stampa.

Detto fatto: proprio oggi l’Antitrust ha inviato sia a Sky sia a Mediaset una richiesta di informazioni sull’intesa commerciale su contenuti e digitale terrestre pay. A quanto si apprende le due società avranno una settimana di tempo per rispondere alle richieste formulate dall’Authority che vuole intanto approfondire i contenuti della partnership. Venerdì scorso a mercati chiusi Sky e Mediaset hanno siglato un duplice accordo in base al quale Premium, la tv a pagamento di Mediaset, sarà presente con alcuni canali di cinema e serie tv sulla piattaforma satellitare di Sky che, a sua volta, sbarcherà nel digitale terrestre con un’offerta ad hoc. Nell’offerta Sky sul satellite entrano quattro canali di cinema e quattro canali di serie tv del gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi mentre anche i clienti di Premium avranno tre-quattro canali di Sky sul digitale. L’accordo è molto piaciuto ai mercati, che ieri alla riapertura della Borsa hanno premiato Mediaset. Si tratta, al momento, di un’intesa sui contenuti commerciali ma se, come Mediaset lascia intendedere, prelude alla cessione di Premium a Sky allora presenterebbe dei rpfili di concentrazione societaria che certamente ricadrebbero nelle materie sottoposte a vigilanza Antitrust.



Secondo quanto reso noto sempre venerdì, infatti, Mediaset potrebbe valutare l’opportunità “di ampliare il perimetro della partnership con Sky Italia nell’area dell’Operation Pay”, vale a dire con una opzione di vendita con successivo acquisto da parte di Sky di tutto l’insieme della piattaforma tecnologica, opzione che sarebbe però esercitabile tra novembre e dicembre di quest’anno. Ancora aperta invece l’incognita sul calcio, terreno di uno scontro senza esclusione di colpi tra le due aziende negli ultimi due anni: dall’anno prossimo Sky tornerà ad avere in esclusiva la Champions League, di cui Mediaset ha avuto i diritti nell’ultimo triennio, non riuscendo però ad evitare il flop di Premium. Intanto Mediaset avrà in esclusiva i prossimi Mondiali di calcio, ai quali però non partecipa l’Italia.

Non resta quindi che attendere come evolveranno gli accordi tra i due protagonisti e quale impatto potranno avere su Tim, il cui azionista di controllo Vivendi è arrivato alla rottura con Mediaset proprio su Premium. Tutto il fronte delle tv d’altronde è in grande movimento. Di pochi giorni fa è l’accordo che farà distribuire a Sky i contenuti di Netflix in Europa. Sul versante italiano, sarà da verificare inoltre l’esito che avrà l’asta sui diritti del calcio in mano alla spagnola Mediapro che ha fermato il bando in attesa di capire meglio il corso degli eventi. A rendere ancora più fluida la situazione, vale ricordare che Rupert Murdoch proprio per difendersi dall’Antitrust UK potrebbe cedere Sky News a Disney, spacchettando il suo impero.

E dulcis in fundo non va dimenticato che la legge in Italia impone comunque a Sky, già da tempo, di rendere disponibile il 40% della piattaforma a pagamento sul satellite ad altri concorrenti: nessuno tuttavia è finora voluto entrare. Forse non viene considerata sufficientemente remunerativa? Sono molte le questioni sul tavolo e l’Antitrust si prenderà il tempo che serve per valutarle.

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