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Sindaco Roma: Letta frena su Gualtieri e spinge Zingaretti

Il leader Dem prende tempo sulla candidatura per la Capitale. Cresce il pressing su Nicola Zingaretti mentre Raggi cerca sostegni dal M5S in piena confusione. Anche Calenda valuta che fare

Sindaco Roma: Letta frena su Gualtieri e spinge Zingaretti

Stop. Per il candidato sindaco a Roma il segretario del Pd Enrico Letta prende tempo. E la candidatura di Roberto Gualtieri, ex ministro dell’Economia del Conte2, si allontana. Il leader del vuole vederci chiaro, ha detto, prima di prendere una decisione così impegnativa.

La pausa di Letta ha aperto la via al pressing su Zingaretti, attuale presidente della Regione Lazio, dopo la brusca uscita di scena alla guida del partito. Forse anche Carlo Calenda, comprensibilmente seccato per la fuga di notizie su Gualtieri senza che vi fosse stato alcun contatto o discussione con il Pd, potrebbe essere disponibile a fare un passo indietro e riconsiderare la sua candidatura se Nicola Zingaretti accettasse di candidarsi e il centrosinistra avesse chance per vincere nella Capitale. Calenda lo avrebbe fatto capire a Letta, lasciando aperta la porta ad un candidato unitario purché frutto di un’intesa concordato su obiettivi e linea politica.

A Roma sarà dunque una sfida Bertolaso-Zingaretti? Il primo nega la sua scesa in campo ma molti pensano che alla fine cederà. Il secondo non scioglie la riserva. Certamente il suo nome non dovrebbe scatenare barricate nel M5S – dopo l’esperienza di governo con il Conte2 – nonostante Virginia Raggi, sindaco uscente, continui a chiedere un sostegno alla sua ricandidatura. Ma la galassia del Movimento è in subbuglio alla ricerca di un ruolo per Giuseppe Conte come leader sì o no e nonostante l’appoggio di Grillo a Raggi non è chiaro quali ricadute ci saranno sulla sindaca uscente se prima non viene sbrogliata la matassa della leadership interna. Tra mugugni e mal di pancia per ora la situazione dei pentastellati è ancora molto confusa.

Enrico Letta intanto ha scelto i due vice segretari Pd: Irene Tinagli e Beppe Provenzano. Ai gruppi parlamentari rimangono Graziano Delrio e Andrea Marcucci.

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