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Siccità Po, acqua razionata e autobotti in decine di comuni. Autorità del fiume: “Po mai così secco da 70 anni”

In decine di Comuni di Piemonte e Lombardia sono già in azione le autobotti per rifornire la popolazione – Altrove, la fornitura d’acqua è sospesa di notte – Agricoltura in crisi

Siccità Po, acqua razionata e autobotti in decine di comuni. Autorità del fiume: “Po mai così secco da 70 anni”

La siccità del Po sta causando problemi in diverse zone d’Italia, a cominciare dalla Lombardia e dal Piemonte. E non è un caso: fra gennaio e maggio, nel nostro Paese, le piogge sono diminuite del 59% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

“In decine di Comuni di Piemonte e Lombardia sono già in azione le autobotti per rifornire la popolazione – spiega all’Ansa Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità distrettuale del Fiume Po – perché i serbatoi locali attingono a sorgenti che non ci sono più”. Non solo: la siccità “è in peggioramento”, al punto che “in alcuni territori non piove da 110 giorni”, continua Berselli.

Siccità Po: chiesto il razionamento dell’acqua in 125 comuni tra Piemonte e Lombardia

La scorsa settimana Utilitalia, in rappresentanza delle multiutility del servizio idrico integrato, aveva chiesto ai sindaci di un centinaio di Comuni in Piemonte e di 25 in Lombardia di sospendere l’approvvigionamento di acqua nella notte per rimpinguare i livelli dei serbatoi. Molte ordinanze in questo senso sono già arrivate, ma l’emergenza non si limita a questi territori.

“Nel Ferrarese, un bacino di circa 250mila persone, abbiamo chiesto di prelevare meno acqua possibile”, sottolinea Berselli. Circa 300mila sono le persone che invece fanno capo ai potabilizzatori della Romagna, “al momento più fortunate perché l’acqua arriva dalla diga di Ridracoli che ha immagazzinato buone scorte in autunno”.

Il razionamento dell’acqua è già realtà in agricoltura, settore che è “scoppiato”, aggiunge Berselli: “Chiediamo di prelevare meno di quanto hanno bisogno per consentire un deflusso minimo vitale di acqua”, nonostante questo sia il periodo in cui ci sarebbe maggiore bisogno di acqua per portare a maturazione le colture.

Siamo in una “tempesta perfetta, non si era mai visto un anno così – conclude Berselli – la neve sulle Alpi completamente sparita, ghiacciai in esaurimento, temperature più alte della media, scarse piogge, ventilazione calda che secca i suoli… Il Po non aveva una portata così bassa da 70 anni, ma la verità è che la vedremo ancora più bassa”.

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