Condividi

Scuola: contro il razzismo una settimana d’azione in tutti gli istituti d’Italia. Liliana Segre: “Chi è indifferente è colpevole”

Dal 18 al 24 marzo iniziative contro il razzismo in tutta Italia. Il 21 la giornata mondiale dell’Onu. Iniziativa del Movimento di cooperazione educativa

Scuola: contro il razzismo una settimana d’azione in tutti gli istituti d’Italia. Liliana Segre: “Chi è indifferente è colpevole”

Razzismo, tema sempre attuale. Si manifesta nelle forme più diverse: nel mondo del lavoro, dell’istruzione, nell’accesso ai servizi pubblici, anche in posizioni politiche, purtroppo. È un fenomeno che le società democratiche respingono, ma angoscia milioni di persone. “Non è il momento di rimanere passivi e chi è indifferente è colpevole” ha detto Liliana Segre. In Senato presiede una Commissione speciale su intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione all’odio.

Cos’è il razzismo per me ? Migliaia di ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado di tutta Italia si preparano a rispondere a questa domanda nella settimana dal 18 al 24 marzo: la “Settimana d’azione contro il razzismo”. I giovani parteciperanno al progetto“ Dall’io al noi: percorsi per crescere insieme”, condotto dal Movimento di cooperazione educativa e promosso dall’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali). L’evento è alla XX edizione e quest’anno arriva in un momento di fortissime tensioni internazionali. Le guerre in corso in tante parti del mondo, oltre ai riflessi sociali, fanno riemergere pregiudizi di ogni tipo. “Le ideologie di superiorità razziale, la religione della morte e della guerra, il nazionalismo predatorio, sono stati virus micidiali”, ha ricordato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Per questo è importante la testimonianza e quella dei giovani è molto significativa. “La Costituzione repubblicana, dopo la Liberazione- ha aggiunto Mattarella- volle sancire solennemente, all’articolo tre, la pari dignità ed eguaglianza di tutti i cittadini, anche con l’espressione ‘senza distinzione di razza’ “.

Perché i giovani

Il progetto Mce-Unar prevede iniziative di informazione, sensibilizzazione e animazione territoriale, per accrescere la coscienza nel mondo della scuola, delle Università, dello sport, della cultura e delle associazioni. Durante la settimana i docenti terranno incontri-laboratorio con i ragazzi per raccogliere il loro punto di vista. La premessa – dicono gli organizzatori- è che per parlare di razzismo non è necessario che arrivi un adulto “esperto” a spiegare, si parta dalle esperienze e dalla cornice dei giovani. Come si informano i ragazzi ? I loro canali sono le buone piattaforme informatiche, i social. Anche la didattica si è adeguata, ma la velocità dei fatti di oggi non può offuscare fenomeni così complessi e antistorici. Le società non sono tutte uguali e tra i primi segnali di discriminazione c’è il lavoro, la dignità sociale, l’esclusione dal sistema relazionale. In quante parti del mondo ci sono ancora differenze di salari, di trattamento lavorativo e culturale per chi arriva da paesi diversi ? E l’Italia non ha talvolta sfiorato quel virus nazionalista di cui ha parlato il Presidente Mattarella ?

La proposta della settimana prossima alle scuole è integrata dalla proiezione di un video, realizzato per questa iniziativa dalla Bottega della Comunicazione, partner del progetto. Il video serve ad avviare il confronto tra insegnanti e studenti per superare barriere e infondere un desiderio di giustizia. Il MCE ha una robusta tradizione a questo riguardo legata a nomi straordinari dell’educazione popolare tra cui Gianni Rodari, Mario Lodi, Albino Bernardini, Bruno Ciari. Le scuole che aderiscono al progetto riceveranno anche manifesti, volantini, adesivi e materiali di studio. Per la diffusione e documentazione sono stati attivati anche un’apposita sezione sul sito www.mce-fimem.it, la pagina Facebook dall’IO al NOI e un account Instagram @dall_io_al_noi .

Il 21 marzo data dell’Onu

Il 21 marzo è la Giornata Mondiale contro il Razzismo. Ci sarà un webinar straordinario, nazionale con studiosi, docenti, genitori e studenti delle scuole partecipanti. Perché quel giorno ? È dal
1966 che le Nazioni Unite chiamano a raccolta donne e uomini in tutto il mondo per ricordare il massacro di 69 sudafricani a Sharpeville il primo giorno di primavera del 1960. Durante una manifestazione pacifica furono uccisi in nome della politica di emarginazione della popolazione nera in pieno apartheid. Chi vuole può scoprire similitudini in quel che accadde oggi anche per la parte dell’economia globalizzata, senza rispetto per chi lavora.

La scuola è il contesto più adatto a raccogliere certe sfide che si manifestano in forme subdole laddove il senso di comunità si perde per ragioni incomprensibili. È discriminazione anche non accogliere chi arriva ben predisposto per lavorare, studiare, emanciparsi e si trova, invece, davanti a norme ispirate da ammuffite idee sovraniste. Ancora una volta l’Italia sana ha l’occasione di farsi sentire. Per il video dell’iniziativa il link è https://www.youtube.com/watch?v=rJo_mWajtkY. Per il webinar il link della diretta è: https://www.youtube.com/watch?v=yZK8wMdKY7U.

Commenta