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Risuti’ coi muru’ e rubiola da cavra: la mostarda di Cremona in abbinamento con robiola e grana padano, una delle ricette proposte in occasione del Festival della Mostarda

Terzo weekend, sabato 18 e domenica 19 con gli appuntamenti del Festival della Mostarda che coinvolge Cremona, Mantova, Pavia e i territori provinciali. In programma oltre agli appuntamenti gastronomici anche iniziative culturali

Risuti’ coi muru’ e rubiola da cavra: la mostarda di Cremona in abbinamento con robiola e grana padano, una delle ricette proposte in occasione del Festival della Mostarda

Terzo weekend, sabato 18 e domenica 19 con gli appuntamenti del Festival della Mostarda che animerà Cremona, Mantova, Pavia e i territori provinciali fino al 16 novembre con un ricco programma di iniziative diffuse per raccontare, degustare e celebrare una delle eccellenze gastronomiche lombarde.

Tra le varie proposte c’è l’originale “ Risuti’ coi muru’ e rubiola da cavra ” ovvero Risotto con mostarda di gelso e robiola di capra. Nella mostarda cremonese, una miscela di frutta candita e sciroppo con una percentuale di zucchero del 50-60%, con l’aggiunta di olio essenziale di senape, usualmente si utilizzano ciliegie, pere, mele cotogne, mandarini, fichi, albicocche, pesche. In questo caso abbiamo il delicatissimo gelso abbinato con la delicatezza della robiola e il corpo del grana padano. Un piatto sicuramente fuori dall’ordinario tra l’altro facilissimo da preparare, alla portata di tutti.

Il Festival della Mostarda, oltre a celebrare il prodotto iconico della gastronomia mantovana punta anche a far scoprire ai visitatori che ogni anno partecipano alla festa la storia e la cultura della città, del territorio e del suo patrimonio artistico.

Sabato 18 sarà la volta di Palazzo Abbaziale a Casalmaggiore, un itinerario di arte, storia e fede nel cuore di Casalmaggiore: i capolavori del Duomo di Santo Stefano, gioiello ottocentesco che spicca con la sua elevata cupola e i suoi numerosi altari e l’annesso Palazzo Abbaziale, eretto nel XVIII secolo quale sfarzosa residenza degli Abati della città, ricco di ambienti affrescati e decorati, impreziosito dalla prestigiosa biblioteca antica.

Domenica 19 si prosegue con Palazzo Calciati Crotti a Cremona dimora nobiliare sorta tra il 1763 e il 1766 su commissione del nobile Conte Cesare Crotti per celebrare l’importanza del casato cremonese. All’interno il monumentale scalone d’onore introduce gli appartamenti nobili, affrescati e decorati con magnificenza da artisti cremonesi del Settecento; un tripudio d’arredi antichi, opere d’arte, oggetti rari appartenuti ai casati Crotti e Calciati e tramandati per generazioni sino ai nostri giorni.

Sempre domenica è in programma la visita della Cascina Farisengo di Bonemerse, tipico esempio di cascina storica nobiliare del territorio cremonese, situata nel cuore del parco della Golena del Po. Conserva ancora oggi intatto il fascino del passato, con la storica casa padronale, il giardino romantico ottocentesco, ma anche i vari ambienti agricoli, le stalle, oltre ad un suggestivo museo contadino con una ricca collezione di carrozze d’epoca.

E ancora si organizzano visite guidate al Castello Mina della Scala di Casteldidone, storico maniero edificato alla fine del XVI secolo, situato al confine tra il territorio cremonese e quello mantovano, fu antica residenza estiva della nobile famiglia Schizzi. Il castello conserva ancora oggi fascino e suggestioni di un’altra epoca: il grande cortile d’onore, gli ambienti interni affrescati ed arredati con opere d’arrte, mobili, dipinti, porcellane e antichi cimeli di famiglia. È uno dei più significativi e rari esempi di antica residenza nobiliare, nel territorio cremonese, tuttora stabilmente abitata e conservata dai suoi proprietari, i Conti Persico Licer.

Nel pomeriggio sarà la volta della Villa Sommi Picenardi di Torre de’ Picenardi, antica e sontuosa residenza dei Marchesi Sommi Picenardi costruita fra i secoli XVI e XVIII; la villa è uno dei principali e più importanti esempi di residenza estiva nobiliare del territorio cremonese della sua epoca; Villa Sommi Picenardi è circondata dal grande giardino all’inglese, eretto nel XVIII secolo ed uno dei primi esempi di questo stile in Italia. La sontuosa panoramica esterna, gli ariosi cortili, l’intimità della cappella privata della Visitazione sono solo alcuni fra gli elementi caratteristici del simbolo di Torre de’ Picenardi ormai da secoli. Per informazioni e prenotazioni [email protected]. https://shop.targetturismo.com

La ricetta del Risuti coi muru e rubiola da cavra

Ingredienti Per 4 Persone

gr. 320 di riso carnaroli

gr. 50 olio EVO

gr. 50 “mostarda di more di gelso Sanavra – az.Salgar “ – quantità da regolare a piacimento

gr. 50 di burro di qualità

gr. 100 di Grana Padano DOP

gr. 60 di robiola di capra

1 cipolla

1 gamba di sedano

2 carote

Sale grosso

Procedimento

Per prima cosa, preparare un ottimo brodo vegetale con una cipolla, due carote, una gamba di sedano e del sale grosso.

Iniziare rosolando il riso carnaroli in un tegame, con l’aggiunta dell’olio evo.

Aggiungere mano a mano il brodo filtrato, fino a coprire tutta la quantità di riso. In cottura, aggiungere la mostarda di more di gelso “Sanavra”, e portare avanti la cottura per 16 minuti.

Una volta ultimata, spegnere la fiamma ed aggiungere il formaggio di capra.

Mantecare, sempre a fiamma spenta, con il burro freddissimo e il Grana Padano DOP.

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