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Riforma pensioni 2021: novità su anticipo con scivolo 7 anni

Prende forma il pacchetto previdenziale che il Governo vuole inserire nella manovra 2021/2023 – Oltre alla conferma di Ape Sociale e Opzione Donna, si pensa a tre nuovi canali per aumentare la flessibilità in uscita

Riforma pensioni 2021: novità su anticipo con scivolo 7 anni

La riforma pensioni 2021 è in cantiere e gli ingredienti principali sembrano ormai definiti. La manovra 2021-2023 conterrà diverse misure previdenziali: dal superamento di quota 100 a fine 2021 alla proroga di Ape sociale e Opzione Donna, passando per uno scivolo di 7 anni e una staffetta generazionale che aumenteranno la flessibilità in uscita. Non è poi da escludere il varo della nona salvaguardia per gli esodati, che coinvolgerebbe fra 4.500 e 6.000 lavoratori.

Di questo, ma non solo, parlerà oggi il governo nel Consiglio dei ministri convocato per esaminare il Documento programmatico di bilancio e la bozza della manovra. I soldi che dovrebbero essere stanziati per il capitolo pensioni non sono pochi: si parla di 200 milioni nel 2021, che saliranno a circa mezzo miliardo l’anno successivo e a 640 milioni nel 2023.

RIFORMA PENSIONI 2021: APE SOCIALE E OPZIONE DONNA

Scontata la conferma dell’Ape sociale, che però potrebbe subire una leggera modifica rispetto al passato, arrivando a comprendere anche i lavoratori “fragili”, che però – al momento – rimangono una platea dai contorni indefiniti.

Più lineare la proroga di Opzione Donna, che permetterà di andare in pensione anticipata (ma con il ricalcolo contributivo dell’intero importo dell’assegno) a tutte le lavoratrici che matureranno i requisiti (58 anni di età più 35 di contributi) entro la fine del 2020.

RIFORMA PENSIONI 2021: NUOVA FLESSIBILITÀ IN USCITA

Per quanto riguarda le nuove forme di flessibilità in uscita, l’innovazione principale è la cosiddetta “isopensione”, ovvero lo scivolo di sette anni che potrà partire anche dal 2021. Sarà possibile utilizzarla anche con accordi sindacali che prevedano il ricorso alla Naspi nei primi due anni di uscita anticipata, così da alleggerire l’esborso per le imprese di minori dimensioni.

Il governo pensa inoltre di estendere i contratti di espansione alle aziende che contano fino a 500 lavoratori, con anticipi coperti da contribuzione figurativa piena e, anche in questo caso, due anni di Naspi.

Solo per questi due nuovi canali di prepensionamento, la Naspi potrebbe essere allungata fino a 36 mesi.

Il pacchetto della flessibilità in uscita è completato dalla staffetta generazionale. Si tratta di una misura fondata su un do ut des: contratto part-time negli ultimi tre anni di lavoro dei pensionandi – ma con una prima pensione parziale e la contribuzione piena – in cambio dell’assunzione di giovani con decontribuzione al 100% nello stesso triennio.

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