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Riforma fiscale 2021: Irpef al 33% e taglio dei bonus

La legge di Bilancio in arrivo a ottobre dovrà essere a saldo zero: per introdurre una nuova aliquota Irpef bisognerà quindi ridurre la babele di deduzioni e detrazioni – Necessari anche nuovi tagli di spesa

Riforma fiscale 2021: Irpef al 33% e taglio dei bonus

La riforma fiscale sarà il cuore della legge di bilancio 2021, che dovrebbe vedere la luce entro metà ottobre. Gli interventi più attesi sono quelli sull’Irpef, ma i soldi per una revisione completa dell’imposta non ci sono: al massimo, sarà introdotta una nuova aliquota intermedia fra quelle del 27% e del 38%, probabilmente al 33%, così da ammorbidire lo scatto più pesante per il ceto medio.

Il problema è che la riforma fiscale, così come l’intera manovra, dovrà essere a saldo zero. I tre provvedimenti anti-Covid varati dal governo (Cura Italia, Rilancio, e decreto Agosto) hanno già spinto il deficit 2020 al 12%, mentre il debito viaggia ormai verso il 160% del Pil. Impossibile andare oltre.

Per questo torna d’attualità il taglio delle tax expenditures, la babele di agevolazioni, bonus e incentivi che i governi hanno stratificato negli anni per blandire elettori, industriali e lobby.

“Il nostro non è un sistema fiscale: è una giungla impossibile da comprendere per chiunque, del tutto incontrollabile – spiega Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate, in un’intervista a Repubblica – E questo perché nel corso degli anni le leggi Finanziarie l’hanno letteralmente terremotato, creando frammentazioni assurde. Adesso c’è da rifare l’edificio, ed è un’occasione da non perdere”.

La revisione del sistema di deduzioni e detrazioni è un grande classico delle sessioni di bilancio: se ne parla sempre ma non si fa mai, perché l’operazione sarebbe vissuta dagli elettori come un aumento delle tasse e fornirebbe all’opposizione un’arma per bombardare la maggioranza.

Stavolta potrebbe essere la volta buona, perché i soldi mancano e non c’è altra strada per intervenire sull’Irpef. Secondo i calcoli della Commissione per la redazione del rapporto annuale sulle spese fiscali, presieduta da Mauro Marè, le tax expenditures sono complessivamente 533 e valgono 62,5 miliardi di euro. Dal loro riordino si potrebbero ricavare fino a 10 miliardi, finanziando così circa metà della manovra 2021, che dovrebbe valere in tutto 20-25 miliardi. La quota mancante andrebbe trovata con tagli di spesa.

Oltre alla riforma fiscale, la manovra dovrà contenere la conferma del bonus da 100 euro nella busta paga dei dipendenti (l’ex bonus Renzi da 80 euro, che è stato aumentato ed esteso). Costa 6 miliardi.

Poi c’è l’idea di creare un nuovo assegno universale per i figli dal settimo mese di gravidanza ai 21 anni: servono 22-23 miliardi, di cui 15,5 arriveranno dal riordino di otto misure esistenti (dall’assegno famigliare al bonus mamma). Significa che mancano all’appello altri 6-7 miliardi.

Poi la lista delle cose da fare comprende il rinnovo dell’ecobonus, il finanziamento delle spese indifferibili come le missioni militari all’estero (2-3 miliardi), il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, il fondo ordinario della sanità e l’aumento della quattordicesima per i pensionati, che sarà chiesto dai sindacati.

Nel 2021, per la prima volta dopo 10 anni, non saremo costretti a trovare decine di miliardi per sterilizzare le clausole di salvaguardia sull’Iva, che sono state cancellate in via definitiva all’inizio dell’emergenza Covid. Un alleggerimento notevole, ma ancora insufficiente a risolvere il rebus delle coperture, visto che il deficit è ormai intoccabile. A meno che in autunno non esploda una nuova emergenza sanitaria.

5 thoughts on “Riforma fiscale 2021: Irpef al 33% e taglio dei bonus

  1. Quindi a pagare sarà sempre il cittadino medio, un aliquota tra 27 e 38 ma a cosa cazzo serve? I soliti ladroni che non sanno più dove andare a parare, chi paga sarà sempre e solo il popolo, un aliquota del 27% è già alta per una famiglia monoreddito, al posto di agevolare il ceto medio/ povero si va ad agevolare sempre e solo chi guadagna 50 60k all’anno. Dovreste vergognarvi.

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  2. Se toglieranno le tac espenditure per agevolare chi guadagna già molto e impoverire i poveri questo governo secondo me non durerà molto anche se tra la destra e la sinistra scegliere significa vuoi finire nella padella o nella brace?

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