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Renzi su Tempa Rossa: “Se è reato sbloccare opere io l’ho commesso”

“O l’Italia recupera la possibilità di fare investimenti bloccati da anni o non uscirà da percentuali da prefisso telefonico di crescita”, questa una delle dichiarazioni del Premier alla Direzione PD – Su Tempa Rossa Renzi chiede un processo veloce.

Renzi su Tempa Rossa: “Se è reato sbloccare opere io l’ho commesso”

Un Matteo Renzi a tutto tondo oggi davanti alla direzione PD. In qualità di Premier, ma anche di segretario nazionale del partito, il capo del Governo non si è risparmiato, esprimendosi su tutte le questioni politiche economiche più importanti a livello nazionale e internazionale. Dal caso Guidi alle Primarie Usa, passando per la necessità di sbloccare le opere pubbliche e private nazionali e il caos libico.

Sullo scenario economico il Presidente del Consiglio parla di dinamiche inaspettate: “Ci sono scenari sorprendenti: il crollo del prezzo del petrolio ha bloccato lo sviluppo di alcuni Paesi africani che erano in crescita. Il Canada di Trudeau è una possibile alternativa rispetto ai cliché del Governo Harper.” Tornando nel Vecchio Continente, Renzi ha affermato: “Questo scenario rende più difficile lo scenario europeo. L’ideale europeo è in crisi, la sinistra europea è in crisi se si costruiscono muri. Il Pse ha bisogno di essere leader nella ricostruzione dell’Europa. L’Italia sta dando risposte in modo positivo e organico. Noi rispondiamo con la nostra gerarchia dei valori, che sei esprime in un certo modello di sicurezza. Il problema si risolve controllando la periferia della città, non con le barriere.”



Poi un riferimento al caos libico: “Sulla Libia ci vuole progetto organico rispetto alla mera reazione, che ha già provocato danni nel 2011. L’Italia porta la sua voce non conforme al coro.”

Secondo il Premier le riforme strutturali effettuate nel corso degli ultimi anni hanno portato la tanta agognata stabilità, una conquista che ci riconoscono ormai a livello internazionale: “L’Italia fornisce un modello di governabilità. Grazie alle riforme l’Italia porta la sua voce. Si può essere di sinistra abbassare le tasse per il ceto medio e imprenditori che cercano lavoro e investono nell’azienda e insistere in politica di investimenti pubblici e privati.”

Matteo Renzi ha sottolineato però il bisogno di puntare sugli investimenti: “Se non c’è rilancio degli investimenti e recupero del potere di acquisto delle famiglie la politica monetaria della Bce non basta. Stiamo portando il Pse su questa linea, questo è il nostro obiettivo. La misura degli 80 euro in Italia – ha sottolineato il Presidente del Consiglio – è un tentativo di dare sostegno alle famiglie che guadagnano meno”.

Il segretario del PD mette in guardia dalla destra populista: “Fuori da qui c’è Trump e una destra che per la prima volta si contamina con forme di populismo che sono oltre il Tea Party. In maggio a Roma ci sarà un’iniziativa, un incontro concordato a Parigi, per portare la sinistra a essere protagonista in Europa.”

Tornando agli investimenti Renzi è perentorio: “O si sbloccano investimenti pubblici e privati in Italia o non si esce dalla crescita a tassi da prefisso telefonico. Si è creato un meccanismo complicato in cui ciascuno che può bloccare qualcosa lo blocca. Solo in Italia lavorano più gli avvocati che i manovali per le opere pubbliche. L’Italia di 7 anni fa investiva 40 miliardi di euro in opere pubbliche, oggi 20. Poi ci chiediamo perché cresciamo meno degli altri. Il punto chiave – ha chiarito il Premier – è che sbloccare le opere pubbliche e private è la priorità di questo esecutivo. Bisogna stare attenti a non diventare schivi delle lobby. Le multinazionali hanno oltre 13mila controllate”.

Renzi ha poi fatto riferimento al caso politico della settimana, vale a dire le dimissioni del ministro dello Sviluppo Economico in seguito ad alcune intercettazioni sullo stabilimento di Tempa Rossa: “Il Governo ha sbloccato un’opera bloccata dal 1989. Lo scandalo non è che sia stato approvato l’emendamento ma che per 27 anni si sono perse opportunità. Se avete qualcosa da chiedere chiedetemelo. Che si vada a sentenza.”

“Chiedo alla magistratura italiana non solo di indagare il più velocemente possibile ma di arrivare a sentenza. Ci sono indagini della magistratura a Potenza con la cadenza delle Olimpiadi», ogni quattro anni, «e non si è mai arrivati a sentenza. Un Paese civile è un Paese che va a sentenza”.

Sul referendum sulle trivellazioni che si terrà il prossimo 17 aprile, il capo dell’Esecutivo ha dichiarato: «Ci sia l’onestà intellettuale di riconoscere che la posizione dell’astensione a un referendum che ha il quorum, è una posizione sacrosante e legittima. Non riconoscerlo è sbagliato e profondamente ingiusto “Chi pensa sia uno spreco bloccare le trivellazioni a fine licenza, come penso io, è giusto che voti no, chi non lo pensa è giusto che voti sì”.

Poi riferimento alle banche: “Abbiamo fatto battaglia sulle popolari. I governi precedenti non ci sono riusciti a cambiare il sistema delle popolari. Grazie al Parlamento noi ci siamo riusciti. Sono fiero della riforma delle popolari”.

Infine Renzi si è rivolto alla minoranza PD mostrando il suo apprezzamento al partito per non aver accettato la proposta di Forza Italia e del Movimento 5 Stelle di votare a favore della sfiducia che l’opposizione presenterà sul caso Guidi, difendendo anche la sua piena moralità e la sua concezione della politica come servizio.

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