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Renzi: coalizione anti-Isis apra alla Russia sulla Siria

Il premier, intervistato da SkyTg24, ha commentato la strage di Parigi e la reazione della comunità internazionale per sconfiggere il terrorismo: “La guerra fredda è finita, sarebbe assurdo pensare ancora a un mondo diviso come era allora: la coalizione anti-Isis deve aprire alla Russia riguardo all’intervento in Siria” – Puntare sull’intelligence

Renzi: coalizione anti-Isis apra alla Russia sulla Siria

Il premier Matteo Renzi, intervistato da SkyTg24, ha commentato i recenti fatti di Parigi e la reazione della comunità internazionale per sconfiggere il terrorismo: “Il tema è molto complesso: bisogna trovare un equilibrio. Quelli che dicono: ‘adesso è il momento della sicurezza, rinunciamo a tutto’ esagerano. Noi dobbiamo vivere, con i nostri valori e con il coraggio di non rinchiuderci. I terroristi vogliono ucciderci e se non ci riescono, cercano di farci vivere come vogliono loro. Non dobbiamo rinunciare alla nostra identità”.

Renzi ha ricordato il ruolo centrale dell’intelligence, prima ancora dell’intervento militare, e ha aperto al coinvolgimento della Russia di Vladimir Putin: “La guerra fredda è finita, sarebbe assurdo pensare ancora a un mondo diviso come era allora: la coalizione anti-Isis deve aprire alla Russia riguardo all’intervento in Siria“. “Una Libia bis non la vogliamo – ha anche detto il premier -, già stiamo pagando le conseguenze di quanto accaduto in Libia”, ha anche ammonito il presidente del Consiglio nel rivendicare un rinnovato ruolo da protagonista dell’Italia nelle vicende internazionali più delicate. “Italia di nuovo protagonista della scena politica internazionale: è tornata al tavolo di Vienna dopo essere mancati al momento dell’accordo sull’Iran. Abbiamo Federica Mogherini ministro degli Esteri dell’Ue e Filippo Grandi appena nominato a capo dell’Unhcr. Anche per individuare Jihadi John, il boia dell’Isis, l’Italia ha collaborato con i suoi uomini, quando è stato chiaro che il boia era quell’uomo è stato chiaro anche per il lavoro che ha fatto l’Italia”.

Per quanto riguarda le spese per combattere il terrorismo e il fatto che vengano considerate fuori dal patto Stabilità, proprio oggi è arrivata l’apertura del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, che ha lasciato intendere che la deroga sarà applicata anche ad altri Paesi e non solo alla Francia. “E’ stata la nostra proposta da tempo. Quello che vale per la Francia vale anche per l’Italia – ha detto Renzi -. Allora ci fu detto di no, sostenendo che si trattasse di una proposta esagerata. Ora le cose cambiano, ma penso che sia un fatto giusto, sacrosanto. Sarebbe assurdo il contrario”.

“La legge di Stabilità per il 2016 – ha aggiunto Renzi – aveva già più soldi del 2015 sulla sicurezza. Nei prossimi 15 giorni verificheremo se possiamo mettere più denari. La settimana prossima farò una proposta a tutti per un investimento ulteriore non solo di sicurezza ma anche di recupero di determinate realtà”.

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