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Renzi, addio al Pd: divorzio in arrivo ma sostegno a Conte 2

Lo spostamento a sinistra del Pd e il prossimo ritorno di Bersani e D’Alema spingono Matteo Renzi ad accelerare il divorzio dal Nazareno e a formare un nuovo gruppo politico autonomo di centro, che però sosterrà il Governo Conte 2 di cui diventerà l’ago della bilancia

Renzi, addio al Pd: divorzio in arrivo ma sostegno a Conte 2

Salvo colpi di scena, l’ex premier Matteo Renzi annuncerà martedì, nella trasmissione “Porta a porta” di Bruno Vespa, la sua uscita dal PD. Renzi dovrebbe portare con sé una trentina di parlamentari (20 alla Camera e 10 al Senato) con l’obiettivo di formare un gruppo autonomo di centro.

Quale la causa dell’accelerazione del divorzio dal Pd? Lo spostamento a sinistra del partito guidato da Nicola Zingaretti che si prepara ad accogliere nel Pd gli scissionisti di Leu, da Pierluigi Bersani a Massimo D’Alema e a Roberto Speranza.



L’incompatibilità di visione politica e strategica con Leu ha indotto Renzi a bruciare le tappe in modo da utilizzare la prossima riunione della Leopolda a metà ottobre non come l’occasione per annunciare il divorzio ma quella per avviare concretamente l’attività della nuova formazione politica.

Malgrado il dissenso politico con Pd e Leu, Renzi – che ha comunicato le sue intenzioni al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte – ha assicurato il suo convinto appoggio politico al nuovo Governo, essendo stato il promotore della svolta politica che ha portato alla formazione del nuovo Esecutivo. E’ evidente però che ora, potendo giocare in proprio e visti i numeri della maggioranza in Parlamento, Renzi assume la golden share del Governo e può agire da ago della bilancia accrescendo il suo potere contrattuale nella coalizione.

Il nuovo gruppo di Renzi, che dovrebbe chiamarsi “L’Italia del Si” in riferimento alla battaglia condotta nell’autunno del 2016 sul referendum costituzionale, resterà perciò al Governo e avrà come suo capodelegazione il ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova.

Alla scissione non prenderanno parte i fedelissimi di un tempo di Renzi, e cioè i capigruppo Delrio e Marcucci (che pure resta renzianissimo) e i leader di Base riformista, Lotti e Guerini. Renzi conta di raccogliere, oltre a una parte dei parlamentari e dei militanti del Pd, anche transfughi del centrodestra in dissenso con la alleanza di Forza Italia con la Lega di Salvini.

Presidente della nuova formazione politica renziana dovrebbe essere l’ex ministro Maria Elena Boschi. Il coordinatore sarà, con tutta probabilità, Ettore Rosato.

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