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Professionisti: “Vogliamo più peso nei servizi pubblici e nella scrittura delle norme”

L’Alleanza Professionisti per l’Italia ha presentato le sue “Idee per la modernizzazione del Paese” – Zambroni (Ingegneri): “Chiediamo di ricorrere al rito del processo del lavoro per le cause con i committenti” – Proposte anche modifiche al regime dei minimi e nuovi incentivi per i fondi pensione integrativi di categoria.

Professionisti: “Vogliamo più peso nei servizi pubblici e nella scrittura delle norme”

Più peso ai professionisti nella redazione delle norme applicative e più sussidiarietà fra pubblico e privato nei servizi ai cittadini, ma anche modifiche al regime dei minimi e nuovi incentivi ai fondi pensione integrativi di categoria. Sono queste le richieste principali avanzate dall’Alleanza Professionisti per l’Italia in vista delle elezioni. L’Alleanza è nata per iniziativa del Comitato Unitario delle Professioni e della Rete Professioni Tecniche, ma è aperta a tutte le altre organizzazioni professionali e alle loro Casse di previdenza, e mercoledì ha presentato a Roma il suo decalogo dal titolo “Idee per la modernizzazione del Paese”. Proprio nei giorni in cui Confindustria, Confcommercio e le altre organizzazioni di categoria incontrano i leader politici per presentare le loro richieste, anche i professionisti decidono di farsi sentire.

PIÙ PESO AI PROFESSIONISTI NELLA SCRITTURA DELLE NORME

“Quello che chiediamo è in primo luogo un modo diverso di redigere le norme – spiega a FIRSTonline Armando Zambroni, presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri – Proponiamo di lasciare allo Stato la redazione delle norme generali, ovvero il quadro, la cornice delle prescrizioni obbligatorie, e di affidare alla normazione volontaria la parte applicativa. In questo modo si darebbe più spazio ai professionisti e alle imprese, ma anche ai funzionari pubblici, che spesso sono ingabbiati in regole difficili da attuare. Questa è la nostra richiesta fondamentale: è a costo zero e permetterebbe alle professioni di dare un contributo determinante al Paese”.



PIÙ SUSSIDIARIETÀ NEI SERVIZI PUBBLICI

Per quanto riguarda la sussidiarietà nei servizi pubblici, i professionisti chiedono di avere più spazio. Ad esempio con “l’attribuzione alle professioni legali, e al notariato in particolare, di attività amministrative attualmente in capo al giudice – si legge nel programma – con la verifica da parte dei consulenti del lavoro della compliance giuslavoristica negli appalti pubblici; con i controlli delle professioni tecniche sulle opere e sui servizi di pubblica utilità, sulle asseverazioni e sulle certificazioni dei contratti nei procedimenti autorizzativi privati”; e ancora con “la delega delle attività di controllo sulla filiera agroalimentare”.

IL RITO DEL LAVORO PER LE CONTROVERSIE CON I COMMITTENTI

L’Alleanza Professionisti per l’Italia avanza proposte più o meno in tutti i campi: dalla sanità al digitale, passando per formazione, edilizia, ambiente e altro ancora. Particolare rilievo hanno le idee in tema di lavoro: su questo fronte, “abbiamo bisogno di proseguire sulla strada aperta dal Jobs Act (che nel 2016 ha rappresentato una grossa conquista per gli autonomi) completando la normativa con ulteriori tutele nei rapporti fra lavoratori e committenti – continua Zambroni – Spesso ci sono ancora difficoltà nell’ottenere i pagamenti e in diversi casi nei contratti si riscontrano ancora clausole vessatorie. Noi chiediamo di ricorrere al rito del processo del lavoro per le cause con i committenti, cosa che al momento ci è preclusa. E i riti normali, naturalmente, ci impediscono di ottenere risultati in tempi brevi”.

REGIME DEI MINIMI E FONDI PENSIONE INTEGRATIVI DI CATEGORIA

Il programma parla anche di “rafforzare il sostegno al lavoro autonomo, per il quale sono auspicabili modifiche al regime dei minimi che innalzino i limiti di deducibilità fiscale dei beni strumentali e intervengano sull’automatismo che ne prevede l’abbandono al superamento della soglia”. Inoltre, si chiede di incentivare il ricorso ai “fondi pensione integrativi di categoria attraverso l’introduzione di una maggiore deducibilità fiscale e di una tassazione agevolata al termine del percorso lavorativo”.

PROPOSTE SOSTENIBILI

Quello dei professionisti non è un programma elettorale, perché non è collegato ad alcuna lista. I suoi destinatari sono le istituzioni: “Proporremo la nostra lista di idee al prossimo governo – conclude Zambrano – ma in questa fase ci rivolgiamo direttamente al Presidente della Repubblica. A fronte di programmi spesso confusi e fuori dalla realtà, le nostre proposte sono assolutamente sostenibili”.

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