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Prezzi gas e luce in salita: aumenta il gap Italia-Ue

Secondo un’analisi Enea, nel primo semestre i prezzi dell’energia sono aumentati in Italia molto più che nel resto dell’Ue – E nel nostro Paese le emissioni di CO2 hanno smesso di scendere

Prezzi gas e luce in salita: aumenta il gap Italia-Ue

Il prezzo dell’energia in Italia è superiore rispetto alla media Ue e la differenza continua ad aumentare. Nonostante i forti ribassi dei mercati all’ingrosso, nel primo semestre di quest’anno i prezzi italiani del gas sono aumentati del 10% su base annua per i consumatori industriali e dell’8% per i domestici, a fronte di un incremento medio Ue del 5%. L’energia elettrica, invece, ha segnato un + 7% sia per i consumatori industriali che per i domestici, contro un +4% della media Ue. I dati sono contenuti nell’ultima Analisi del sistema energetico italiano diffusa dall’Enea.

“Per il consumatore domestico tipo – spiega Francesco Gracceva, il ricercatore dell’Enea che coordina l’analisi – il prezzo dell’elettricità è costantemente aumentato nell’ultimo decennio, con un +23% nel primo semestre 2019 rispetto al primo semestre 2009”.

Le imprese, invece, “hanno iniziato a usufruire di una serie di cali – continua l’esperto – e, da inizio del 2018, si stanno avvicinando alla media Ue, in particolare per quanto riguarda le industrie energivore, grazie agli sgravi introdotti dalla riforma degli oneri di sistema”.  

Se si prendono in considerazione gli ultimi sei anni emerge un’altra asimmetria piuttosto significativa: il forte calo dei prezzi del gas sul mercato europeo (-33%) si è tradotto in una diminuzione per le imprese (-4%), mentre le famiglie hanno subito un aumento del 9%. Uno squilibrio da imputare principalmente all’incremento degli oneri di sistema e alle spese per il trasporto dell’energia e per la gestione del contatore.

Sul fronte dei consumi di energia, l’Enea registra un calo dell’1% nei primi sei mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018.

Notizie ancora meno rassicuranti arrivano dalla produzione, visto che quella da fonti rinnovabili è scesa del 2,5%, soprattutto a causa del crollo dell’idroelettrico (-17%). E visto che, al contrario, la generazione di energia da fonti fossili rimane stabile, non sorprende che il nostro Paese non sia riuscito a far calare le emissioni di CO2 nella prima metà di quest’anno.  

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