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Prada, ricavi in aumento del 29% nel 2012. Premia il canale retail, e il lusso a Milano ringrazia

Il marchio del lusso ha annunciato ricavi preliminari in crescita del 29% nel 2012 – Crescono tutte le aree geografiche: non solo l’Asia ma anche Italia e Europa – Premiano il canale retail e le nuove aperture – Tutto il lusso sale sul listino milanese (per Prada si attende l’apertura di Hong Kong).

Prada, ricavi in aumento del 29% nel 2012. Premia il canale retail, e il lusso a Milano ringrazia

Il Diavolo vestirà certamente Prada, come recitava il noto film con Anne Hathaway. Ma non è il solo. Il marchio di moda italiano ha registrato nel 2012 crescite delle vendite a doppia cifra in ogni parte del globo. Sarà per la quotazione a Hong Kong, saggia operazione anche di marketing, o perché le collezioni di borse e portafogli rimangono un cult per tutte le fashion victim, le vendite sono salite del 29% a 3,3 miliardi di euro (+23% a cambi costanti). Nonostante la crisi. E nonostante la decisione del gruppo di ridurre drasticamente le vendite a saldo nelle ultime settimane dell’esercizio (il quarto trimestre si è chiuso comunque con una crescita del 14% a cambi costanti).

Lo ha comunicato in una nota sui risultati preliminari lo stesso gruppo del lusso. E sul listino milanese è tutto il comparto che ne beneficia: da Ferragamo (+3,98%) a Tod’s (+2,89%) a Cucinelli (+2,33%). Per vedere la reazione del mercato sul titolo Prada si deve invece attendere la riapertura di Hong Kong.  
Certo l’Asia ha dato una bella spinta: +33% nell’area (+23% a cambi costanti). E il resto delle Americhe sale di un buon 23%(+15% a cambi costanti). Ma il dinamismo ha riguardato anche il Vecchio Continente e l’Italia: rispettivamente  +36% (+33% a cambi costanti) e +19%. In Giappone l’aumento delle vendite è stato più contenuto per quanto pur sempre a doppia cifra: +14% (+8% a cambi costanti). A livello di marchi Prada ha registrato un aumento del 33% delle vendite e Miu Miu del 16%.

Ha premiato il canale retail, che rappresenta l’82% del totale: nel 2012 le vendite sono state pari a 2,66 miliardi, con un incremento del 36% rispetto al 2011 (+29% a cambi costanti), grazie sia ai negozi esistenti (+14% a parità di cambio) sia ai nuovi negozi. Nel 2012 è infatti proseguita la strategia di crescita dei punti vendita, con l’apertura di 78 unità che hanno portato a 461 punti la consistenza della rete diretta. È diminuito invece il numero di punti vendita indiretti. In ogni caso le vendite wholesale sono aumentate comunque del 6%.”La forza dei nostri brand, la nostra capacità di interpretare e anticipare i trend di mercato e la nostra rete retail globale – ha spiegato l’ad Patrizio Bertelli – continuano a formare la base per la nostra strategia di crescita a lungo termine”.

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