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Peugeot, due discendenti della litigiosa dinastia si contendono un posto nel cda di Stellantis. E cresce l’influenza degli Agnelli

Con una mossa senza precedenti, Robert e Xavier Peugeot hanno annunciato pubblicamente di volersi contendere il ruolo di direttore. L’attenzione degli analisti si concentra sull’operato di John Elkann e Antonio Filosa

Peugeot, due discendenti della litigiosa dinastia si contendono un posto nel cda di Stellantis. E cresce l’influenza degli Agnelli

Due eredi della miliardaria dinastia Peugeot si stanno contendendo una poltrona nel consiglio di amministrazione della casa automobilistica Stellantis, nonostante l’influenza sempre più debole della famiglia in un settore in cui è entrata più di un secolo fa.

In una mossa senza precedenti, Robert e Xavier Peugeot hanno annunciato pubblicamente di volersi contendere il ruolo di direttore della casa automobilistica, mentre la famiglia, tra le dinastie industriali più importanti in Francia, fatica a eguagliare l’influenza dell’altra famiglia fondatrice dell’azienda, gli Agnelli, in una ricostruzione di Bloomberg.

I cambiamenti nella governance di Stellantis arriverebbero quasi cinque anni dopo che la fusione tra il Gruppo Psa produttore di Peugeot, e Fiat Chrysler, indicata come “fusione tra pari”, ha dato vita a un’azienda con 14 marchi, tra cui Jeep e Maserati. Del resto si è assistito anche a una radicale revisione della dirigenza aziendale che ha spostato l’equilibrio di potere a favore dei dirigenti italiani dopo l’estromissione dell’ex amministratore delegato Carlos Tavares.

Le turbolenze in Stellantis si riflettono anche in altre case automobilistiche europee, proprio mentre il settore è alle prese con il costoso passaggio all’elettrificazione e la concorrenza più aggressiva dei produttori cinesi. Anche la famiglia miliardaria dietro Volkswagen è sotto pressione, con le famiglie Porsche e Piech che si ritrovano con discendenti con interessi contrastanti.

I Peugeot divisi da decenni. Chi sono Robert e Xavier?

La famiglia Peugeot ha rifiutato di commentare le ragioni della competizione per il posto nel consiglio di amministrazione, ma ha dichiarato in un comunicato che il suo impegno nei confronti di Stellantis è “incrollabile” e che l’azienda “rimane al centro dell’identità familiare”. “I Peugeot sono stati divisi per decenni” dice Philippe Houchois, analista di Jefferies, riporta Bloomberg. “Questo ha indebolito la loro presa su PSA nel tempo, e ancora di più dopo la fusione con Fiat”.

Nell’attuale rimpasto del consiglio di amministrazione, Robert Peugeot , 75 anni, sta cercando di rinnovare il suo ruolo di direttore, che risale all’unione del 2021, quando divenne vicepresidente di Stellantis. Ha contribuito a negoziare l’accordo di fusione con il presidente John Elkann , il potente erede della dinastia industriale degli Agnelli che ha fondato la Fiat.

Si candida per lo stesso posto anche Xavier Peugeot, 61 anni, a capo del marchio DS di Stellantis, un rappresentante della “storia” della casa automobilistica, entrato per la prima volta nella divisione concessionarie di Psa più di trent’anni fa.

Il membro della famiglia Peugeot che prevarrà nelle prossime settimane occuperà il posto per soli due anni a partire dal 2026, dopo che il consiglio di amministrazione passerà a mandati più brevi. Ma qualunque sia la direzione, è improbabile che si verifichino grandi cambiamenti nella strategia del gruppo secondo alcune fonti, dopo l‘impostazione data da Exor.

Un’altra opzione in mano ai Peugeot potrebbe essere quella di aumentare la loro partecipazione in Stellantis e ottenere un altro posto nel consiglio di amministrazione, una mossa che richiederebbe il sostegno della famiglia che però è numerosa, litigiosa e sulla buona strada per la diversificazione. I Peugeot avevano ottenuto un’eccezione allo standstill negoziato durante l’operazione di fusione, che consentirebbe loro, a determinate condizioni, di aumentare la propria partecipazione oltre l’8% e ottenere un altro seggio.

I due discendenti di ottava generazione della Peugeot provengono da rami separati del clan, i cui membri si trovavano su fronti opposti nel tesissimo conflitto per il controllo della famiglia che ha scosso la Psa più di un decennio fa. Il fratello maggiore di Xavier, Thierry, ha lasciato il suo ruolo di presidente di Psa nel 2014 dopo uno scontro con Robert: quest’ultimo era favorevole alla cessione del controllo familiare allo Stato francese e alla cinese Dongfeng Motor e aveva anche anche svolto un ruolo di primo piano nella diversificazione del patrimonio del clan, allontanandolo dalla produzione automobilistica, attraverso il veicolo di investimento quotato della famiglia, Peugeot Invest. Di recente ha dovuto affrontare una rivolta degli azionisti.

Il focus su Exor e l’influenza di John Elkann

Dall’altra parte c’è il clan allagato degli Agnelli. Exor, la holding diversificata degli Agnelli, detiene una partecipazione del 15,5% in Stellantis e due seggi nel consiglio di amministrazione, rispetto al 7,7% e un solo seggio delle Peugeot. L’influenza di John Elkann, erede di Fiat, è ulteriormente aumentata nell’ultimo anno, dopo aver guidato con successo il gruppo e aver scelto, dopo l’improvvisa uscita di Tavares, Antonio Filosa, un veterano italiano di Fiat Chrysler, come nuovo Ceo a maggio. Da allora, Filosa ha supervisionato un nuovo rimpasto di vertice che ha portato la maggior parte delle posizioni chiave a essere ricoperte da italiani. Sta inoltre conducendo un’approfondita revisione delle operazioni, esaminando la presenza produttiva globale, nonché il posizionamento e la strategia di prodotto dei vari marchi, tra cui DS, Lancia e Maserati, che registrano un andamento lento. “Elkann ha chiaramente ora il controllo“, ha affermato l’analista di Jefferies Houchois.

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