Il petrolio è in rialzo oggi mentre gli investitori cercano di capire quanto siano reali le possibilità di un cessate il fuoco in Ucraina e quali sarebbero le conseguenze delle tensioni tra Stati Uniti e Venezuela. Tuttavia gli analisti vedono le possibilità di rialzo del prezzo stoppato da un surplus di produzione e da una domanda contenuta.
Il Brent è scambiato oggi intorno ai 63 dollari al barile dopo essere salito dello 0,4%, mentre il West Texas Intermediate ha superato i 59 dollari.
Sul fronte Ucraino il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta dicendo che l’incontro tra il suo inviato e il presidente Vladimir Putin è stato “abbastanza buono”, ma ha riconosciuto che l’esito di un accordo di pace è incerto. Intanto gli attacchi ucraini alle infrastrutture petrolifere russe hanno segnalato potenziali limitazioni all’approvvigionamento.
Sul fronte venezuelano il tycoon ha ribadito che gli Stati Uniti inizieranno a colpire i cartelli della droga molto presto. Le forze americane si sono radunate nella regione e la situazione aggiunge un certo premio di rischio ai prezzi del petrolio. Tuttavia occorre mettere sull’altro piatto della bilancia venezuelana la prospettiva di un surplus che dovrebbe raggiungere un livello record il prossimo anno. “La situazione in Venezuela giustifica la cautela” del mercato, ha detto a Bloomberg Gao Jian, analista di Qisheng Futures Co. con sede a Shandong. anche perchè i fondamentali dell’offerta continuano a esercitare una “pressione ribassista sul petrolio greggio”, ha aggiunto.
Il rialzo dei prezzi è comunque stoppato da un’abbondante offerta di petrolio
ll petrolio si avvia a registrare un bilancio di fine anno in calo, poiché l‘Opec+ ha intenzione di ripristinare la produzione inattiva, mentre altri produttori aumentano l’offerta. All’inizio di quest’anno, gli acquisti cinesi avevano aiutato a sostenere il mercato, ma Janet Hong, amministratore delegato di Hengli Petrochemical International Pte., prevede che la domanda nazionale rimarrà debole almeno fino alla metà del 2026. “Non importa quanta domanda arriverà, ma l’offerta sarà comunque abbondante“, ha detto Saad Rahim, capo economista del Trafigura Group. “Il percorso dei prezzi con le minori resistenze è probabilmente verso il basso“. Fitch Ratings oggi ha tagliato le sue ipotesi sul prezzo del petrolio per il periodo 2025-2027 proprio riflettendo l’eccesso di offerta del mercato e la crescita della produzione che si prevede supererà la domanda.
Quanto pesano gli attacchi ucraini agli oleodotti russi?
L’Ucraina ha colpito l’oleodotto Druzhba nella regione centrale russa di Tambov, ha riferito ieri una fonte dell’intelligence militare ucraina. Si tratta del quinto attacco all’oleodotto che trasporta petrolio russo in Ungheria e Slovacchia. Il gestore dell’oleodotto e la compagnia petrolifera e del gas ungherese hanno successivamente affermato che le forniture stavano transitando normalmente attraverso l’oleodotto.
“La campagna ucraina di droni contro le infrastrutture di raffinazione russe è entrata in una fase più sostenuta e coordinata strategicamente”, ha detto a Reuters la società di consulenza Kpler aggiungendo che gli attacchi ora prendono di mira le raffinerie in cicli ripetuti, con l’obiettivo di impedire la stabilizzazione delle risorse chiave. “Ciò ha fatto scendere la capacità di raffinazione russa a circa 5 milioni di barili al giorno tra settembre e novembre, con un calo di 335.000 barili al giorno su base annua, con la benzina più colpita e la produzione di gasolio sostanzialmente più debole”, aggiunge il rapporto.