Condividi

Petrolio in picchiata, scintille in Brasile

Salta l’accordo di Doha tra i produttori e le quotazioni del greggio crollano – In Brasile tensione per il primo sì all’impeachment di Dilma ma i mercati sono pronti a festeggiare – Forte calo del Nikkei dopo il terremoto – A Piazza Affari comincia la stagione dei dividendi: 33 oltre il 4% – Atlante prende forma – Oggi il prezzo della Popolare Vicenza – Nasce l’asse Bper-Unipol

Petrolio in picchiata, scintille in Brasile

Avvio ad alta tensione sui mercati finanziari dopo gli avvenimenti del week end. La pace sul petrolio non c’è stata. I veti incrociati non hanno permesso ai produttori di raggiungere nella riunione di Doha un accordo sul congelamento dell’estrazione di greggio ai livelli del gennaio scorso, in modo da sostenere il rialzo delle quotazioni (scese di oltre il 50% negli ultimi mesi). Nella mattinata di ieri l’intesa sembrava a portata di mano, poi l’Arabia Saudita ha irrigidito la sua posizione: niente sconti a Teheran che ha ribadito di non voler congelare la produzione prima di raggiungere i livelli di export precedenti l’embargo.

Salta così la prima intesa tra i grandi del petrolio da 15 anni. Se ne riparlerà al summit di giugno. Nel frattempo, è probabile che l’offerta continuerà a superare di 1,5-2 milioni la domanda con effetti pesanti sulle quotazioni. Immediata la reazione dei mercati. Già domenica sera alla Borsa di Riyad l’indice Tadawull ha terminato sui minimi di giornata con una flessione dell’1,5%. Precipitano stamane le quotazioni del greggio: Brent a 41,34 dollari (-4,1%), Wti a 38,49 dollari (-4,6%).

In forte calo anche la Borsa del Giappone. Su Tokyo pesa, oltre al calo dei titoli energetici, anche l’impatto del violento terremoto che ha colpito le isole Kiushu: l’indice perde oltre il 3%, mentre riparte la corsa allo yen, trattato a 107,88 sul dollaro. La zona più colpita è la prefettura di Kumamoto, uno dei distretti industriali più forti, noto per la produzione di semiconduttori ma dove sorgono anche impianti di Toyota (-4,7%), Sony (-6%), Mitsubishi (-3,6%) e Honda (-3,3%). Hong Kong perde un punto percentuale, Shanghai e Shenzhen -1,5% nonostante un nuovo dato macro positivo: i prezzi delle case a marzo sono saliti del 4,9%, interrompendo la striscia dei ribassi.

Attenzione all’apertura della Borsa di San Paolo, dopo il voto della Camera a favore dell’avvio della procedura di impeachment per Djilma Rousseff. I mercati dovrebbero salutare con un rialzo il nuovo passo verso la destituzione del presidente. In settimana il real, assieme al rand sudafricano ed al rublo sono state le valute migliori. Ora la parola passa al Senato.  La polizia di Brasilia ha eretto ieri un muro d’acciaio per separare i manifestanti, pro e contro il presidente durante le operazioni di voto.

VERTICE BCE, QUESTIONE GRECA. FITCH AGGIORNA IL RATING ITALIA

Nell’agenda della settimana spicca la riunione del direttivo della Bce. Nonostante le proteste di Wolfgang Schaeuble, Mario Draghi tira dritto sulla strada del Qe e dei tassi bassi. Nella conferenza stampa il banchiere avrà modo di ribadire la volontà di proseguire la lotta (finora senza esito) per far risalire l’inflazione, e di ribadire l’indipendenza della banca centrale. “Ci aspettiamo – si legge in un report di Goldman Sachs – che la Bce non tocchi i tassi e che nella conferenza stampa non emergano prossime novità sui tassi”.  

Di grande importanza, in chiave europea, anche la riunione dell’Ecofin di venerdì ad Amsterdam. All’ordine del giorno la Grecia, cui vengono chiesti altri 3 miliardi di tagli prima di procedere a nuovi aiuti. Resta in piedi il dissenso tra il Fondo Monetario, che insiste per la cancellazione del debito (comunque inesigibile) e la Germania, che non intende modificare l’intesa raggiunta nella scorsa estate. In Italia sarà la settimana decisiva per l’elaborazione del Def. Venerdì, a Borsa chiusa, uscirà l’aggiornamento del rating da parte di Fitch.

LA CORPORATE USA DÀ I NUMERI

Entra nel vivo, dopo i conti migliori del previsto di JP Morgan e Citicorp, la stagione delle trimestrali Usa. Si comincia oggi con Morgan Stanley, Ibm e Alphabet (Google). Martedì sarà la volta di Goldman Sachs, Intel e Yahoo! (il board esaminerà anche le offerte per il controllo). Seguiranno da mercoledì American Express, Coca Cola, General Motors, Microsoft, Caterpillar e Mc Donald’s. Venerdì chiuderà la parata General Electric.

A MILANO AL VIA LA STAGIONE DEI DIVIDENDI: 33 OLTRE IL 4%

Riflettori puntati a Piazza Affari sull’avvio della campagna dividendi che quest’anno si annuncia assai promettente. Oggi staccano la cedola, tra gli altri, Banco Popolare e Unicredit. Esame dividendo anche per Banca Mediolanum, De’ Longhi, FinecoBank, Piaggio e Prysmian. Ad oggi l’indice FtseMib, quello che raggruppa le migliori blue chip di Piazza Affari, stacca un dividendo medio intorno al 3,50%, un dato che si confronta per esempio con il 2,2% medio distribuito dall’indice S&P500. Ma a Milano ci sono ben 33 azioni in grado di offrire un ritorno superiore al 4%.

ATLANTE PRENDE FORMA, BANCHE IN RIPRESA

Nuova settimana calda per il sistema bancario. Le adesioni al Fondo Atlante hanno superato la soglia dei 4 miliardi. Non è escluso che, alla fine, la raccolta arrivi al tetto di 6 miliardi. Troppo pochi, a detta di Financial Times e Wall Street Journal, che non hanno risparmiato ironia ed incredulità di fronte all’iniziativa di sistema. Ma il ministro Pier Carlo Padoan ha incassato la promozione del Fondo Monetario. “Il fondo Atlante – ha detto il governatore Ignazio Visco – è un buon tassello di un processo più ampio” che dovrà affrontare il nodo delle sofferenze “che sono circa 200 miliardi di euro di cui 80 miliardi accantonati a fronte delle perdite. A fronte di questi 80 miliardi ci sono garanzie per 120 miliardi”. Le sofferenze, ha concluso il Governatore, “sono parte dei crediti deteriorati che sono complessivamente 350 miliardi”.

Il comparto bancario, dopo il varo del fondo, ha messo a segno un significativo rimbalzo dai minimi. Guida la corsa il Banco Popolare (+28,2%), seguito da MontePaschi (+27,6%), Ubi (+15,5%), Banca Pop.Emilia (+14%), Banca Pop.Milano (+14%), Unicredit (+11,9%) e Intesa Sanpaolo (+6,7%). Settimana positiva anche per le assicurazioni: Generali è salita del 6,2%. 

OGGI IL PREZZO DI POP VICENZA. NASCE L’ASSE BPER-UNIPOL

Oggi pomeriggio il consiglio di amministrazione della Popolare di Vicenza individuerà la forchetta di prezzo dell’aumento di capitale per 1,75 miliardi che sarà garantito da Unicredit.  Si profila, secondo le indiscrezioni, un prezzo a valori di saldo, decisamente lontano dai 6,3 euro del diritto di recesso, per non parlare dei livelli di prezzo fissati in precedenza dalla banca: 62,5 euro nel 2014, 48 euro (svalutati) nel 2015. Le indagini pre-marketing condotte dai soci del consorzio di collocamento (Mediobanca, HP Morgan, Deutsche Bank, Bnp Paribas e Unicredit) non hanno dato esito confortanti: secondo Mediobanca Popolare Vicenza può valere dopo l’esordio in Piazza Affari tra 1,1 e 1,6 miliardi, meno dell’aumento. Facile prevedere l’esordio di Atlante per sostenere l’operazione.

Riflettori accesi anche su Bper. Sabato il Ceo Alessandro Vandelli ha confermato in assemblea l’interesse di Unipol per l’ingresso nella banca con una quota tra il 2 e il 5%. “Siamo già soci in Arca Vita – ha aggiunto – per cui siamo pronti ad una riflessione in merito”. Vandelli ha anche confermato l’interesse per CariFerrara, una delle quattro banche salvate e per un’eventuale intesa con Creval.

SNAM IN  GARA  PER THYSSENGAS

In evidenza anche Snam. La società ha avanzato un’offerta per Thyssengas, che possiede 4.200 chilometri di rete in Germania. L’offerta della controllata Cdp si aggira sui 500 milioni, di cui 150 cash, il resto a fronte di debiti.

PIAZZA AFFARI +4,3% VA ALLA RISCOSSA

Si riparte dopo che, finalmente, Piazza Affari ha invertito il trend: nelle ultime cinque sedute l’indice FtseMib è salito del 4,3% (venerdì -0,3%). Da inizio anno la performance di Piazza Affari è negativa per il 14,7%. Al rialzo si sono mosse anche le altre Borse europee: l’indice complessivo Stoxx 600 ha guadagnato nella settimana il 3,2% (oggi -0,3%), riducendo la perdita da inizio anno a -6,2%. Guardando gli indici Stoxx europei di settore, nelle ultime cinque giornate i guadagni maggiori sono stati dei titoli delle Materie prime (12,7%), seguiti da Banche (+8%) e Assicurazioni (+5,5%).

In ripresa anche i titoli del settore Automotive: in settimana l’indice europeo ha guadagnato il 4,6% e fra i produttori la performance migliore è di Ferrari +6,5%, con Fiat   Chrysler che realizza un guadagno del 5,3%. In coda alla classifica delle performance settimanali troviamo Telecom Italia (+0,7%) e le utility: Enel in cinque sedute ha guadagnato solo l’1,2%, Terna-0,4% e Snam -1,7%.

Commenta