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Pensioni, un over-57 su due ancora al lavoro nel 2020

Secondo uno studio del Cnel, entro i prossimi otto anni l’invecchiamento naturale della popolazione e gli effetti dell’ultima riforma delle pensioni faranno aumentare la quota degli over-57 ancora in attività dal 28,7 al 46,9% – Ma il mondo del lavoro riuscirà ad assorbirli solo se l’economia tornerà a crescere.

Pensioni, un over-57 su due ancora al lavoro nel 2020

Nel 2020 quasi un italiano su due fra i 57 e i 66 anni non avrà ancora raggiunto la pensione. Oggi, nella stessa fascia d’età, è impiegata poco più di una persona su quattro. Un cambiamento netto, determinato essenzialmente da due fattori: l’invecchiamento naturale della popolazione e l’ultima riforma previdenziale firmata dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero.

La generazione del secondo dopoguerra – epoca di forte crescita demografica – si sta ormai avvicinando all’età della pensione. Secondo uno studio del Cnel citato oggi dal Corriere della Sera, solo questo fenomeno determinerà da qui al 2020 un aumento deciso degli over-57 in attività, che passeranno dal 28,7 al 36% (+877 mila unità). Sommando anche gli effetti della riforma Fornero, che impone agli italiani di restare al lavoro più a lungo, la percentuale salirà ancora, fino al 46,9% (+836 mila unità).



Ora, è verosimile che fra appena otto anni tutte queste persone abbiano davvero un lavoro? Sì, a patto che l’economia italiana torni a crescere. Il Cnel calcola che il Pil dovrebbe aumentare dello 0,9% ogni anno di questo decennio. “Non si tratta di numeri impossibili”, scrivono gli esperti, anche se la recessione si è già portata via i primi due anni. Nel caso mancassimo l’obiettivo, il tasso d’occupazione crescerebbe inevitabilmente. 

Situazione diametralmente opposta fra i giovani. Il tasso d’attività fra gli under-34 rimarrà pressoché invariato da qui al 2020, ma il numero assoluto delle persone inserite nel mondo del lavoro calerà, perché la tendenza demografica è al ribasso. A far da contraltare ci penseranno i figli degli stranieri, che nello stesso periodo aumenteranno di 261 mila unità e arriveranno a coprire quasi un quarto della forza lavoro giovanile.     

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