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Pensioni, di quanto aumentano con la rivalutazione del 2% prevista dal decreto Aiuto bis

Con il decreto Aiuti bis varato pochi giorni fa dal Governo ecco quanto e quando aumenteranno gli assegni per gli italiani secondo uno studio della Uil

Pensioni, di quanto aumentano con la rivalutazione del 2% prevista dal decreto Aiuto bis

Da ottobre aumentano le pensioni. È una delle novità del decreto Aiuti bis, varato pochi giorni fa dal Governo uscente di Mario Draghi, e più attesa dagli italiani. L’obiettivo è infatti contrastare gli effetti negativi dell’inflazione per l’anno 2022 e sostenere il potere di acquisto delle prestazioni pensionistiche sempre più erose dalla corsa dei prezzi. Due gli interventi messi in campo: l’anticipazione al 2022 del pagamento del conguaglio sull’inflazione, che vale lo 0,2% dell’importo della pensione e che solitamente viene pagato a inizio 2023, e, dal primo ottobre 2022, la rivalutazione del 2% delle pensioni sotto a una certa cifra, ossia fino a 35 mila euro lordi l’anno. Superata tale cifra, la rivalutazione non si applica nemmeno con la riduzione al 75%.

Vediamo però quanto varrà per gli italiani questa rivalutazione del 2% finanziata dal governo con quasi 2 miliardi di euro nel dl Aiuti bis. Bisogna distinguere, ovviamente, in base alle fasce di reddito. La percentuale di rivalutazione è fissa mentre le pensioni sono ovviamente differenti nel loro importo. Detto questo il “bonus” sarà più alto per gli assegni più alti.

Di quanto aumentano gli assegni e quando: i calcoli della Uil

La rivalutazione prevista da gennaio del 2023 dovrebbe essere anticipata di tre mesi: gli assegni aumenterebbero così del 2% a partire dal primo ottobre; quindi, avrà effetto sulle ultime tre mensilità dell’anno, più la tredicesima. Secondo lo studio delle Uil, la rivalutazione del 2% comporterebbe un aumento di 10 euro lordi ogni 500 euro di pensione, mentre l’anticipo del conguaglio dello 0,2% frutterebbe un euro ogni 500.

Secondo i calcoli della confederazione sindacale guidata da Pierpaolo Bombardieri, chi percepisce una pensione media di 952 euro avrà 19,04 euro in più nell’assegno di ottobre, novembre, dicembre e tredicesima. Parliamo ovviamente di una cifra lorda: 76 euro in tutto. Chi riceve una pensione minima di 524 euro, invece, vedrà crescere l’assegno di poco più di 10 euro lordi al mese, circa 42 euro compresa la tredicesima. Chi ha due volte la minima, cioè 1.049 euro, avrà 20,97 e 62,92 in più; chi ha tre volte la minima cioè 1.573 euro di assegno 31,46 e 94,38 euro in più; chi ha 4 volte in più cioè 2.097 avrà 41,95 e 125,84 in più. E infine chi percepisce cinque volte in più l’assegno minimo, ossia di 2.622 euro (praticamente il livello più alto che rientra nella rivalutazione): qui l’aumento è di oltre 51 euro lordi, più di 200 euro in quattro mensilità.

Quali pensioni aumentano?

La rivalutazione si applica alle pensioni erogate da:

• INPS;

• gestioni dei lavoratori autonomi;

• gestioni sostitutive;

• gestioni esonerative;

• gestioni esclusive;

• gestioni integrative;

• pensioni dirette;

• pensioni indirette;

• pensioni di reversibilità.

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