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Pensioni, Ape: si tratta sull’anticipo senza penalità

La principale richiesta dei sindacati al governo è di alzare l’asticella dell’esenzione da 1.500 a 1.650 euro lordi al mese (ma attenzione: questo non è l’unico requisito da soddisfare perché lo Stato si faccia carico delle rate) – Si tratta anche sull’Ape per i lavoratori precoci

Pensioni, Ape: si tratta sull’anticipo senza penalità

La partita sulle pensioni non è affatto chiusa. Lo schema generale dell’anticipo pensionistico (Ape) sembra definito, ma su alcuni punti prosegue il confronto fra governo e sindacati, che torneranno a incontrarsi il 21 settembre.

La principale richiesta delle parti sociali è alzare l’asticella dell’esenzione. Ad oggi, il governo vuole fare in modo che che le rate dell’Ape siano a carico dello Stato se il contribuente è in condizioni di particolare svantaggio (disoccupati di lungo corso, disabili, lavoratori che devono assistere un familiare disabile) e al tempo stesso ha un reddito lordo fino a 1.500 euro al mese (meno di 1.200 netti). I sindacati chiedono di portare questa soglia a 1.650 euro di reddito lordo, in modo da comprendere coloro che percepiscono fino a 1.250 euro netti di pensione. Vogliono inoltre che sia esteso l’elenco delle categorie professionali che possono beneficiare dell’esenzione, introducendo anche diversi tipi di lavori usuranti, come i macchinisti, gli infermieri, gli operai edili e le maestre d’asilo.

Un altro punto di trattativa riguarda la possibilità di garantire l’anticipo pensionistico anche ai lavoratori precoci, quelli che hanno iniziato a lavorare prima di compiere 18 anni. Per queste persone, al momento, il governo ha accettato solo di cancellare la penalizzazione prevista dalla riforma Fornero (la quale imponeva dal 2018 un taglio tra l’1 e il 2% annuo dell’assegno previdenziale in caso di pensionamento prima dei 62 anni, possibile solo se si è iniziato a lavorare molto giovani). Per i lavoratori precoci i sindacati chiedono anche uno sconto contributivo di 2-3 mesi per ogni anno lavorato prima dei 18 anni.

Sembra che invece risultino meno problematiche altre misure, come l’allargamento della platea di coloro che percepiscono la 14esima a un altro milione e 200mila pensionati e l’estensione della no tax area circa al livello di quella dei lavoratori dipendenti (8.100 euro).

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