Condividi

Pd, Lega, M5S: corsa verso le elezioni a giugno

Prima intesa tra il Pd e il Movimento 5 Stelle con il sostegno della Lega per portare la nuova legge elettorale nell’aula di Montecitorio alla fine di febbraio: l’intenzione è quella di estendere al Senato l’Italicum riveduto e corretto dalla Corte Costituzionale e di arrivare al voto popolare entro giugno

Pd, Lega, M5S: corsa verso le elezioni a giugno

La corsa al voto è partita. Un preventivo accordo tra il Pd di Matteo Renzi e il Movimento Cinque Stelle, sostenuto dalla Lega, ha permesso alla conferenza dei capigruppo della Camera di accelerare il percorso della nuova legge elettorale mettendo in calendario il suo esame nell’aula di Montecitorio per il 27 febbraio.

L’obiettivo è quello di arrivare al voto degli italiani l’11 giugno o, al più tardi, entro la fine di giugno, rispettando le indicazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che chiede una nuova legge elettorale prima di sciogliere le Camere, e di onorare gli impegni internazionali di primavera dell’Italia.



L’intesa di massima è quella più semplice e prevede cioè di estendere anche al Senato l’Italicum, riveduto e corretto dalla Corte Costituzionale: niente ballottaggio ma conferma del premio di maggioranza a chi raggiunge il 40% dei consensi, capilista bloccati, soglia di sbarramento al 3% e doppia preferenza di genere.

Non è escluso che all’accordo sulla nuova legge elettorale, patrocinato in prima persona dal segretario del Pd Matteo Renzi, aderisca anche Silvio Berlusconi malgrado il consueto stizzoso dissenso del capogruppo dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta. Problematica invece la posizione della minoranza del Pd,ormai divisa tra l’ala D’Alema, che marcia verso la scissione e l’accordo con Nicki Vendola, e Bersani che preferirebbe restare nel Pd ma vede come un pericolo la composizione delle liste elettorali ad opera  di Renzi.

Entusiastico invece il commento del segretario del Pd: “Ora voglio proprio vedere chi in Parlamento prova a inventarsi una scusa per non andare alle elezioni. Per me votare nel 2017 o nel 2018 è lo stesso ma l’unica cosa è evitare che scattino i vitalizi, perchè sarebbe molto ingiusto verso i cittadini”.

Commenta