A dare l’annuncio è stato il presidente statunitense Donald Trump e stavolta Israele non è rimasta spiazzata da quella che poteva sembrare l’ennesima fuga in avanti del tycoon. Stavolta è tutto vero: Tel Aviv e Hamas hanno firmato l’agognato accordo sulla base del Piano di pace proposto proprio da Trump e dal presidente israeliano Benjamin Netanyahu: “Sono molto orgoglioso di annunciare che Israele e Hamas hanno entrambi firmato la prima fase del nostro piano di pace – ha esultato il presidente americano, con un post su Truth -. Ciò significa che tutti gli ostaggi saranno rilasciati molto presto e Israele ritirerà le sue truppe secondo una linea concordata, come primo passo verso una pace forte e duratura”.
Il ritiro dell’Idf interesserà gran parte della Striscia di Gaza, con l’eccezione di Rafah, mentre gli ostaggi ancora vivi, stimati in circa 20, dovrebbero essere liberati entro 72 ore. Contestualmente circa 2.000 prigionieri palestinesi saranno rilasciati dalle carceri israeliane, inclusi 250 ergastolani, anche se Israele ha escluso Marwan Barghouti; restano incerti altri detenuti di rilievo. Questi sono per il momento i punti approvati, mentre questioni più controverse, come il disarmo di Hamas e la questione della governance a Gaza, dovranno essere negoziati in seguito. La firma ufficiale, inizialmente prevista per la mattina di giovedì 9 settembre, è arrivata nel pomeriggio, e secondo Netanyahu il cessate il fuoco entrerà formalmente in vigore solo dopo la firma e l’approvazione dell’intesa da parte del gabinetto di sicurezza e del governo, previste per le ore 17 italiane.
Accordo Gaza: Trump e Netanyahu festeggiano, possibile visita in Medio Oriente
“Tutte le parti saranno trattate equamente! – ha scritto ancora Trump -. Questo è un grande giorno per il mondo arabo e musulmano, Israele, tutte le nazioni circostanti e gli Stati Uniti d’America, e ringraziamo i mediatori di Qatar, Egitto e Turchia, che hanno collaborato con noi per rendere possibile questo evento storico e senza precedenti. Siano benedetti gli operatori di pace!”. Trump ha inoltre segnalato che nei prossimi giorni potrebbe recarsi personalmente in Medio Oriente, con alcune fonti che indicano come possibile giorno di arrivo la domenica.
“Un grande giorno per Israele – è intervenuto poco dopo Netanyahu -. Ringrazio dal profondo del cuore il Presidente Trump e il suo team per il loro impegno in questa sacra missione di liberazione dei nostri ostaggi. Ringrazio i valorosi soldati dell’Idf e tutte le forze di sicurezza: è grazie al loro coraggio e al loro sacrificio che siamo giunti a questo giorno. Con l’aiuto di Dio, insieme continueremo a raggiungere tutti i nostri obiettivi e ad espandere la pace con i nostri vicini”. Netanyahu e Trump subito dopo i rispettivi annunci hanno avuto una telefonata “molto emozionante e calorosa, congratulandosi a vicenda per lo storico risultato ottenuto”, scrivono da Tel Aviv.
Hamas esalta l’accordo e sollecita Israele a rispettarlo
Esulta ovviamente pure Hamas, che a caldo ha dichiarato che “il movimento annuncia il raggiungimento di un accordo che determina la fine della guerra a Gaza, il ritiro dell’Idf, l’ingresso di aiuti e lo scambio di prigionieri, dopo negoziati responsabili e seri che il movimento ha condotto insieme alle fazioni. Apprezziamo profondamente gli sforzi dei fratelli mediatori di Qatar, Egitto e Turchia, e apprezziamo anche gli sforzi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine definitivamente alla guerra e ottenere il completo ritiro dalla Striscia di Gaza”. Hamas ha però anche esortato i mediatori a costringere Israele “ad attuare pienamente i requisiti dell’accordo e a non permettergli di eludere o ritardare l’attuazione di quanto concordato”.
Reazioni globali all’accordo Hamas-Israele
Anche Ursula von der Leyen ha sottolineato su X che “tutte le parti devono rispettare pienamente i termini dell’accordo, tutti gli ostaggi devono essere rilasciati in sicurezza e deve essere stabilito un cessate il fuoco permanente. Le sofferenze devono finire. È l’opportunità di forgiare un percorso politico credibile verso una pace e una sicurezza durature, saldamente ancorato alla soluzione a due Stati”. La premier italiana Giorgia Meloni ha definito l’intesa “straordinaria”, ringraziando Trump e i mediatori Qatar, Egitto e Turchia; l’Egitto, l’Arabia Saudita, la Giordania e la Cina hanno lodato il passo verso un cessate il fuoco stabile, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato di un progresso verso la soluzione dei due Stati e la fine della guerra. Il Cremlino e l’Oms hanno espresso sostegno agli sforzi per garantire assistenza umanitaria e stabilità. In Israele, il leader di opposizione Yair Lapid ha elogiato Trump, suggerendone il merito per il Nobel per la pace, mentre il ministro di estrema destra Bezalel Smotrich ha espresso timori per le conseguenze della liberazione dei prigionieri, pur accogliendo con gioia il ritorno degli ostaggi ha detto che voterà contro l’accordo.
(Ultimo aggiornamento giovedì 9 ottobre 2025 alle ore 15:00)