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Opa Tim (+30%) e Powell bis infiammano le Borse

Il progetto di Opa totalitaria del fondo KKR su Tim fa impazzire il titolo in Borsa che dopo il primo giorno guadagna il 30% tra scambi record mentre i soci francesi di Vivendi considerano “insufficiente” l’offerta americana e per ora la bocciano – Sulle banche italiane l’effetto dividendo – Wall Street festeggia la conferma alla guida della Fed della colomba Powell

Opa Tim (+30%) e Powell bis infiammano le Borse

Il super rally di Telecom (+30,24%) e la corsa di Ferrari (+2,75%) salvano Piazza Affari, nel giorno in cui nove big staccano la cedola. Il Ftse MIb chiude con un guadagno dello 0,17% (27.383 punti), in un contesto europeo contrastato e con la pandemia che fa di nuovo paura. I toni più drammatici sono quelli del ministro della sanità tedesco, Jens Spahn, secondo cui in Germania, a questo ritmo, entro la fine dell’inverno saranno tutti “vaccinati, guariti o morti”. Così Francoforte perde lo 0,26%. Vienna rimbalza dell’1,3%, dopo lo scivolone della scorsa seduta dovuto all’annuncio di un lockdown generale (vaccinati e non) a partire da oggi.

Risale Madrid +0,83%, particolarmente penalizzata la settimana scorsa; deboli Parigi -0,1% e Amsterdam -0,59%. Fuori dalla zona euro Londra registra un guadagno dello 0,47%.



Oltreoceano la campanella è intonata a Wall Street, dove le banche festeggiano la conferma di Jerome Powell a capo della Fed da parte del presidente Usa Joe Biden. Alla vicepresidenza andrà Lael Brainard, prendendo il posto di Richard Clarida; le nomine dovranno essere confermate ora dal Senato.

“Sono fiducioso – sostiene Biden – che il presidente Powell e la dottoressa Brainard staranno attenti a tenere l’inflazione bassa, i prezzi stabili e l’occupazione ai massimi e renderanno l’economia più forte che mai”.

La decisione regala ancor più grinta al dollaro, mentre il timore che la la zona euro non tenga il passo con la ripresa economica a stelle e strisce zavorra la moneta unica. Il cambio è in calo intorno a 1,126 vicino al minimo da 16 mesi.

Tra le materie prime arretra l’oro, dopo la recente corsa. Lo spot gold scende dell’1,4% sotto 1820 dollari l’oncia.

Riparte invece il petrolio: +1,2% il Brent, che tenta di riagguantare gli 80 dollari al barile.

Tornando a Milano, il caso del giorno è Telecom, che fa il pieno di acquisti a seguito della manifestazione d’interesse da parte di Kkr al prezzo di poco più di 50 centesimi per azione, che non soddisfa però il principale azionista Vivendi (+1,95% a Parigi). L’appeal del titolo Telecom si è esteso anche alla controllata di una sua holding come Inwit (+4,61%). In rally, a San Paolo del Brasile, anche a Tim Sa, posseduta al 66,6% dalla compagnia telefonica italiana.

La seduta è da incorniciare per Ferrari, che aggiorna in seduta il suo massimo storico dopo avere presentato nel fine settimana il nuovo modello a tiratura limitata della famiglia Icona, che si affianca alle Ferrari Monza SP1 e SP2.

Brilla Saipem, +2,95%, che si è aggiudicata un nuovo contratto assegnato da Petrobas per un ammontare di circa 740 milioni di dollari.

Bene Eni, +1,32%, che chiamerà ‘Plenitude’ la divisione Retail & Rinnovabili che porterà in Borsa. Lo ha rivelato il gruppo durante il Capital Markets Day per fornire informazioni dettagliate sull’Ipo. Il flottante potrebbe essere tra il 20% e il 30%.

Generali sale dello 0,63%, con il Gruppo De Agostini che rende noto “di aver avviato un progetto di dismissione progressiva della propria partecipazione in Generali Ass +0,32%, pari all’1,44% del capitale sociale”.

Il fronte dei ribassi non è altrettanto esuberante, ma è piuttosto affollato a causa di nove big su cui pesa lo stacco cedola odierno. Si tratta di Banca Generali (-5,3%), Mediobanca (-3,79%), Intesa Sanpaolo (-2,39%), Terna (-1,52%) Poste Italiane (-1,74%), Finecobank (-1,91%), Recordati (-0,42%), Banca Mediolanum (-0,48%); in controtendenza Tenaris (+0,99%).

Tra i maggiori ribassi del giorno Nexi -4,09%.

Chiusura in rialzo, infine, per lo spread: 121 punti base (+1,92%), con un tasso del Btp 10 anni a +0,88% e quello del Bund di pari durata a -0,33%.

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