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Ok alla Riforma Appalti: dall’Anac al rating imprese, tutte le novità

Via libera del governo. Il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio: “I punti chiave della riforma sono semplificazione, trasparenza, lotta alla corruzione e qualità” – L’Anac assumerà il ruolo di organo di regolazione del settore – Dalla cabina di regia all’abbandono del criterio del massimo ribasso, le maggiori novità introdotte dal decreto.

Ok alla Riforma Appalti: dall’Anac al rating imprese, tutte le novità

Via libera del governo alla riforma degli appalti. Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo “Codice attuativo della riforma degli appalti pubblici”, nell’ultimo giorno utile per rientrare con i tempi dell’iter. A darne l’annuncio è il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Graziano Delrio, che ha parlato di “una corposa riforma che mira a rendere il sistema dei lavori pubblici e delle concessioni finalmente all’altezza di un grande Paese europeo”. Il cuore della riforma, secondo il ministro, è quello rappresentato da “Semplificazione, trasparenza, lotta alla corruzione, e qualità”.

A far eco a Delrio è il sottosegretario Simona Vicari: “Con il nuovo codice degli appalti si introducono nel processo realizzativo dell’opera pubblica modalità più razionali e virtuose per fare efficienza, una efficienza che implica compressione di extratempi ed extracosti, due fenomeni che hanno rappresentato, in diversi casi della storia nazionale, il bacino da cui si sono poi generati numerosi fenomeni corruttivi”.



Per Vicari, “In questa nuova cornice normativa, il principio di legalità diventa il benefico effetto collaterale di tutte le fasi che vanno dalla programmazione, al progetto sino agli affidamenti e ai collaudi”.

Ma quali sono, nel concreto, i punti e le novità principali di questo nuovo decreto?

Il principale è la centralità conferita all’Anac nel nuovo sistema degli appalti. All’Autorità nazionale anticorruzione spetterà la gestione di tutte le banche dati sul settore, oltre alla messa a punto delle linee guida necessarie per dare attuazione al nuovo codice. In parole povere, l’Authority diventerà l’organo di regolazione del settore.

Un’altra novità è la Cabina di regia, ovvero l’Organo nazionale di riferimento per la cooperazione con la Commissione europea per quanto riguarda l’applicazione della normativa in materia di appalti pubblici e di concessioni. Il criterio del massimo ribasso, poi, verrà abbandonato, in favore dell’offerta economica più vantaggiosa che permette di valutare anche la qualità dell’offerta e le garanzie offerte in termini sociali e ambientali.

Verrà, inoltre, introdotto un Rating reputazionale per le imprese, un sistema di valutazione basato sul curriculum dell’impresa, mentre sul fronte della Progettazione l’obiettivo centrale è quello di articolarla in tre livelli, limitando il numero di varianti di progetti e l’aumento di costi e tempi. I tre livelli sono: progetto di fattibilità, progetto definitivo e progetto esecutivo. 

Non mancano, ovviamente, le controversie. I sindacati hanno indetto uno sciopero per l’11 marzo per protestare contro la norma che limita al 20% gli affidamenti in house per le concessioni autostradali, ma anche l’Ance e la Fondazione Inarcassa hanno espresso la propria delusione verso alcune delle norme contenute nel decreto.

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