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Npl banche: le nuove mosse della Bce spaventano la Borsa

La stretta sui crediti deteriorati di Mps, costretta a svalutare l’intero stock entro il 2026, lascia intendere che la strada scelta da Francoforte sia quella di un generale irrigidimento delle regole – A Piazza Affari titoli bancari ancora sotto pressione

Npl banche: le nuove mosse della Bce spaventano la Borsa

Il diktat della Bce sui crediti deteriorati pesa ancora sulle banche italiane. Dopo il tonfo di lunedì (-11%), prosegue a Piazza Affari la frana del titolo Mps, che lascia sul campo un altro 2%. Intanto, sul Ftse Mib, la colonna dei ribassi peggiori è occupata per intero da titoli bancari: Unicredit -1%, Banco Bpm -3,3%, Bper Banca -3,6%, Ubi Banca -4,2%.

Gli investitori reagiscono in questo modo all’ultima mossa della Banca centrale europea sul capitolo Npl. La questione è tornata all’attenzione del mercato venerdì sera, quando Mps ha fatto sapere di aver ricevuto, “con specifico riferimento alla copertura dei crediti deteriorati, alcune raccomandazioni dettate dall’obiettivo della Bce di assicurare costanti progressi nella riduzione dei rischi”.



In particolare, nella lettera inviata da Francoforte a Siena “si raccomanda a Mps di implementare nei prossimi anni (fino alla fine del 2026) un graduale aumento dei livelli di copertura sullo stock di crediti deteriorati in essere alla fine di marzo 2018, secondo una logica complementare alle indicazioni fornite nell’Addendum alle Linee guida della Bce per le banche sui crediti deteriorati (Npl) generati a partire da aprile 2018”, che imponeva di svalutare i prestiti non garantiti entro due anni e quelli garantiti in sette anni.

Insomma, la Bce chiede a Montepaschi di andare oltre le regole già in vigore, svalutando entro sette anni non solo i nuovi flussi di crediti deteriorati (come previsto dall’Addendum) ma l’intero stock. È questo l’aspetto che più ha sorpreso gli operatori.

Ora, la novità vale anche per le altre banche? Non esiste una risposta univoca a questa domanda, perché la Bce invia a ogni istituto una serie di raccomandazioni calibrate sulla situazione specifica. Tuttavia, la rivelazione arrivata da Siena ha lasciato intendere che la strada imboccata da Francoforte sia quella di un irrigidimento delle regole.

Secondo alcune indiscrezioni, infatti, nelle lettere spedite a dicembre per lo Srep (il processo di valutazione dei rischi operato dalla Vigilanza Bce), l’Eurotower avrebbe inserito delle raccomandazioni sui tempi che ogni banca dovrà rispettare per le svalutazioni.

I diversi orizzonti temporali sarebbero determinati in base allo stato di salute e al peso dei crediti problematici nel bilancio di ogni istituto, ma è verosimile che tutti, in maniera graduale, dovranno svalutare al 100% lo stock degli Npl. E si pensa che la scadenza per arrivare alla copertura totale sia fissata proprio al 2026, perlomeno in via indicativa.

Le richieste della Bce sulle svalutazioni sono raccomandazioni e non sono vincolanti, ma le banche dovranno motivare eventuali scostamenti e le giustificazioni fornite potrebbero non essere accettate dalla Vigilanza di Francoforte.

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