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Nel cuore di Venezia una pista per pattinaggio su ghiaccio : Berggruen Arts & Culture presenta Eisfeld II di Olaf Nicolai a Palazzo Diedo

Berggruen Arts & Culture, nell’anno dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, presenta a Venezia la spettacolare installazione di ghiaccio Eisfeld II dell’artista di fama internazionale Olaf Nicolai, allestita negli spazi di Palazzo Diedo dal 13 dicembre 2025 al 22 febbraio 2026

Nel cuore di Venezia una pista per pattinaggio su ghiaccio : Berggruen Arts & Culture presenta Eisfeld II di Olaf Nicolai a Palazzo Diedo

L’intervento si inserisce in un più ampio programma di riflessione sul ruolo dell’arte contemporanea all’interno di contesti storici, proponendo un’esperienza che unisce dimensione estetica, partecipazione fisica e pensiero critico.

Una pista di pattinaggio di 100 metri quadrati

La pista è collocata nella sontuosa sala da ballo affrescata al primo piano dell’antico palazzo settecentesco Diedo.. Il contrasto tra la superficie ghiacciata, temporanea e instabile, e la monumentalità dell’architettura storica genera un dialogo intenso tra passato e presente, tra permanenza e transitorietà. Il gesto del pattinare, semplice e quotidiano, viene così trasposto in un contesto museale, trasformandosi in un atto consapevole e performativo. L’installazione è accompagnata da una colonna sonora originale composta dalla band berlinese To Rococo Rot, elemento fondamentale dell’opera. Il suono viene diffuso attraverso sei altoparlanti disposti intorno alla pista e reagisce ai movimenti dei visitatori, amplificandoli e restituendoli come esperienza acustica immersiva. In questo modo, il corpo del pubblico diventa parte integrante dell’opera: ogni passo, ogni scivolata sul ghiaccio contribuisce a generare una composizione sonora in continua trasformazione.

Sviluppata originariamente dall’artista oltre vent’anni fa, Eisfeld II è stata ripensata e reinterpretata appositamente per Palazzo Diedo, adattandosi alle specificità spaziali, storiche e simboliche del luogo. Questa nuova versione dell’opera rafforza il carattere site-specific dell’intervento, sottolineando la capacità del lavoro di Nicolai di rinnovarsi nel tempo e di dialogare con contesti sempre diversi, senza perdere la propria forza concettuale. Attraverso questa iniziativa, Eisfeld II intende aprire un dibattito sulla destinazione d’uso e sulla funzione contemporanea degli spazi storici, invitando il pubblico a immaginare il museo non come luogo statico di conservazione, ma come ambiente accogliente, dinamico e aperto alla partecipazione. Il progetto propone una visione del museo come spazio di esperienza, in cui il visitatore non è semplice osservatore, ma soggetto attivo di una riflessione condivisa sull’arte e sul suo ruolo nella società.

Alle estremità della pista sono collocate le due light box dell’artista, ENJOY/SURVIVE I & II, che introducono un ulteriore livello di lettura dell’opera. Le parole luminose, poste in una relazione di tensione e complementarità, invitano a riflettere sul delicato equilibrio tra piacere e sopravvivenza, tra gioco e necessità, tra libertà e rischio. In questo modo, l’esperienza del pattinaggio si trasforma in una meditazione sensoriale e concettuale, capace di coinvolgere il corpo, lo sguardo e il pensiero.

Mario Codognato, Direttore di Berggruen Arts & Culture, ricorda: «Ricordo di aver visto la pista di pattinaggio e l’installazione di Olafin un museo a Zurigo circa venticinque anni fa. Rimasicolpito dalla sua combinazione di serietà e umorismo. L’opera prende in considerazione cosìtanti temi e interrogativi dell’arte moderna. È fantastico che possa essere rappresentata in unpalazzo del Settecento a Venezia».

Nato a Halle/Saale nel 1962, Olaf Nicolai è riconosciuto come uno dei principali artisti tedeschi contemporanei. Il suo lavoro si sviluppa in chiave concettuale e interdisciplinare, esplorando nuove possibilità per liberare l’arte dalle forme tradizionali di rappresentazione e dalle logiche del mercato. Nicolai intreccia riflessioni sui meccanismi economici e sul materialismo con indagini sulla memoria, sugli archivi e sui materiali storici, spesso attingendo a elementi tratti dalla vita quotidiana. Le sue opere danno forma a paesaggi artificiali e scenari urbani, trasformano oggetti di consumo in presenze monumentali e utilizzano grafiche pubblicitarie rielaborate in chiave straniata e critica. Nei suoi progetti, Nicolai integra frequentemente risultati di ricerche teoriche e scientifiche, creando lavori che si collocano al confine tra arte visiva, architettura, musica e performance, e che invitano il pubblico a interrogarsi sulle condizioni culturali e sociali del presente.

Immagine di copertina: Olaf Nicolai, Eisfeld II. Installation view, December 2025, Palazzo Diedo, Berggruen Arts & Culture. Photo

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