L’intervento si inserisce in un più ampio programma di riflessione sul ruolo dell’arte contemporanea all’interno di contesti storici, proponendo un’esperienza che unisce dimensione estetica, partecipazione fisica e pensiero critico.
Una pista di pattinaggio di 100 metri quadrati
La pista è collocata nella sontuosa sala da ballo affrescata al primo piano dell’antico palazzo settecentesco Diedo.. Il contrasto tra la superficie ghiacciata, temporanea e instabile, e la monumentalità dell’architettura storica genera un dialogo intenso tra passato e presente, tra permanenza e transitorietà. Il gesto del pattinare, semplice e quotidiano, viene così trasposto in un contesto museale, trasformandosi in un atto consapevole e performativo. L’installazione è accompagnata da una colonna sonora originale composta dalla band berlinese To Rococo Rot, elemento fondamentale dell’opera. Il suono viene diffuso attraverso sei altoparlanti disposti intorno alla pista e reagisce ai movimenti dei visitatori, amplificandoli e restituendoli come esperienza acustica immersiva. In questo modo, il corpo del pubblico diventa parte integrante dell’opera: ogni passo, ogni scivolata sul ghiaccio contribuisce a generare una composizione sonora in continua trasformazione.
Sviluppata originariamente dall’artista oltre vent’anni fa, Eisfeld II è stata ripensata e reinterpretata appositamente per Palazzo Diedo, adattandosi alle specificità spaziali, storiche e simboliche del luogo. Questa nuova versione dell’opera rafforza il carattere site-specific dell’intervento, sottolineando la capacità del lavoro di Nicolai di rinnovarsi nel tempo e di dialogare con contesti sempre diversi, senza perdere la propria forza concettuale. Attraverso questa iniziativa, Eisfeld II intende aprire un dibattito sulla destinazione d’uso e sulla funzione contemporanea degli spazi storici, invitando il pubblico a immaginare il museo non come luogo statico di conservazione, ma come ambiente accogliente, dinamico e aperto alla partecipazione. Il progetto propone una visione del museo come spazio di esperienza, in cui il visitatore non è semplice osservatore, ma soggetto attivo di una riflessione condivisa sull’arte e sul suo ruolo nella società.
Alle estremità della pista sono collocate le due light box dell’artista, ENJOY/SURVIVE I & II, che introducono un ulteriore livello di lettura dell’opera. Le parole luminose, poste in una relazione di tensione e complementarità, invitano a riflettere sul delicato equilibrio tra piacere e sopravvivenza, tra gioco e necessità, tra libertà e rischio. In questo modo, l’esperienza del pattinaggio si trasforma in una meditazione sensoriale e concettuale, capace di coinvolgere il corpo, lo sguardo e il pensiero.
Mario Codognato, Direttore di Berggruen Arts & Culture, ricorda: «Ricordo di aver visto la pista di pattinaggio e l’installazione di Olafin un museo a Zurigo circa venticinque anni fa. Rimasicolpito dalla sua combinazione di serietà e umorismo. L’opera prende in considerazione cosìtanti temi e interrogativi dell’arte moderna. È fantastico che possa essere rappresentata in unpalazzo del Settecento a Venezia».
Nato a Halle/Saale nel 1962, Olaf Nicolai è riconosciuto come uno dei principali artisti tedeschi contemporanei. Il suo lavoro si sviluppa in chiave concettuale e interdisciplinare, esplorando nuove possibilità per liberare l’arte dalle forme tradizionali di rappresentazione e dalle logiche del mercato. Nicolai intreccia riflessioni sui meccanismi economici e sul materialismo con indagini sulla memoria, sugli archivi e sui materiali storici, spesso attingendo a elementi tratti dalla vita quotidiana. Le sue opere danno forma a paesaggi artificiali e scenari urbani, trasformano oggetti di consumo in presenze monumentali e utilizzano grafiche pubblicitarie rielaborate in chiave straniata e critica. Nei suoi progetti, Nicolai integra frequentemente risultati di ricerche teoriche e scientifiche, creando lavori che si collocano al confine tra arte visiva, architettura, musica e performance, e che invitano il pubblico a interrogarsi sulle condizioni culturali e sociali del presente.
Immagine di copertina: Olaf Nicolai, Eisfeld II. Installation view, December 2025, Palazzo Diedo, Berggruen Arts & Culture. Photo
