Condividi

Napolitano evoca non a caso il governo di tregua Pella: “Fu breve ma utile”

Di fronte allo sbandamento quotidiano di Berlusconi (“Forza gnocca”) e alle tensioni in casa Pdl sembra guadagnare terreno l’ipotesi di un governo di tregua, sul modello di quello di Pella dell’estate ’53, per fare la riforma elettorale prima del ricorso al voto anticipato – Ne ha parlato il presidente Napolitano a Biella

Napolitano evoca non a caso il governo di tregua Pella: “Fu breve ma utile”

Un governo di tregua? “In passato c’è stato e fu utile”. A ricordarlo è il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che dal Piemonte non esita ad evocare il goveno Pella, che “fu breve, ma servì”. Certo, il capo dello Stato ha appena visitato il seggio dal quale a Biella Pella aveva esercitato il suo mandato di consigliere comunale. Eppure il riferimento alle vicende di oggi è implicito e palese. “Svolgo il mio compito in condizioni difficili”, aveva detto poco prima Napolitano, che ha poi anche ricordato le parole con le quali il presidente della Repubblica Luigi Einaudi aveva conferito l’incarico all’esponente democristiano: “Ce ne è bisogno”. Si potrebbe anche ricordare che, in quell’occasione (caso raro nella storia della Repubblica), il presidente del Consiglio incaricato accettò senza la riserva di rito. Poi il governo Pella durò poco: dal 17 agosto del 1953 al 21 gennaio del 1954. A maggior ragione pesa politicamente quella considerazione del capo dello Stato: “Ma fu utile”.

Finora per il dopo Berlusconi immediato si è parlato soprattutto di due ipotesi: un governo tecnico o meglio di responsabilità nazionale guidato da una personalità di prestigio internazionale, oppure l’immediato ricorso al voto anticipato. Quindi con questa legge elettorale che tutti ormai giudicano inadeguata. Ora potrebbe spuntare una terza ipotesi: un governo di tregua che avrebbe anche il pregio di poter consentire alle forze politiche di cercare e trovare un accordo per una legge elettorale che ripristini un corretto rapporto tra eletti ed elettori, come più volte chiesto dal capo dello Stato. A guidarlo potrebbe anche essere un autorevole figura istituzionale. Naturalmente tutto dipenderà da come si svilupperà in queste ore il dibattito tra i partiti e, soprattutto, nei partiti. Non sfugge a nessuno che ormai nel Pdl del dopo Berlusconi si parla apertamente. Qualcuno (Pisanu, Cazzola, in parte Scaiola) è già uscito allo scoperto, anche se ancora non si appalesa chi sia davvero pronto ad assumersi la responsabilità di staccare la spina.

Quanto al premier, lui continua a dirsi sicuro di poter andare avanti, smentisce i duelli con Tremonti, punta al 2013. E, visto che si trova, incurante che in quelle stesse ore si stanno svolgendo i funerali delle vittime del lavoro a Barletta, tra il serio e il faceto annuncia che farà un nuovo partito e lo chiamerà “Forza gnocca”. Teatrino della politica o teatrino della trivialità?

Commenta